Lombardia: ai ‘vertici’ della criminalità albanesi, africani e sudamericani

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    MILANO – “Cresce la presenza di organizzazioni composte da stranieri in ambito di criminalita’ organizzata in Lombardia. La regione e’ ormai crocevia strategico dei flussi criminali, luogo centrale per il radicamento e lo sviluppo dei gruppi intenti in atti illeciti”. Lo afferma Roberto Nicolini, ricercatore di Cross-UniMi (Osservatorio sulla criminalita’ organizzata dell’ateneo milanese), illustrando durante un’audizione in commissione speciale Antimafia di Palazzo Pirelli la ricerca dell’osservatorio ‘Monitoraggio della presenza mafiosa in Lombardia’. I settori piu’ importanti di azione dei gruppi sono traffico di droga e prostituzione, con il primo che e’ l’attivita’ principale e piu’ remunerativa.

     

    Il milanese e’ l’area con la maggiore presenza e con la maggiore violenza espressa, poi le province di Bergamo e Brescia. Situazione meno problematica nei territori di Lodi, Sondrio, Mantova e Cremona. In particolare sono i gruppi albanesi che predominano tra le organizzazioni criminali straniere, dopo essersi resi protagonisti di una vera e propria scalata da corrieri a grossisti nel corso degli ultimi decenni. Forti anche le organizzazione africane, che si sono radicate molto in particolare nei cosiddetti ‘boschetti della droga’. In crescita anche le attivita’ di gruppi cinesi e “delle bande giovanili di sudamericani note come pandillas, che stanno sempre piu’ inserendosi nel narcotraffico, anche internazionale”, precisa Nicolini.

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