L’ex ministro all’Agricoltura del Giappone in visita alla Caremma di Besate

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    BESATE – Non capita tutti i giorni che l’ex ministro all’Agricoltura del Giappone si rechi in visita a Besate, un fazzoletto di anime nel cuore del Parco Ticino.

    Ma per chi ne sa di agricoltura la ragione è presto detta: a Besate, da 30 anni ormai, ci sono Gabriele Corti e la cascina Caremma, enclave avanzata di sperimentazione, utopia rurale, posto dove si mangia da Dio (cosa non trascurabile), dove si producono salumi, ortaggi, vino e birra.

     

     

     

     

     

     

     

    Domenica 13 maggio arriveranno perciò a Besate Koya Nishikawa (sotto in foto) ex ministro del Giappone ad Agricoltura, Foresta e Pesca; assieme a lui una delegazione di alto livello composta tra gli altri dal Console del Giappone a Milano e da altri esponenti diplomatici.

     

    L’obiettivo è studiare da vicino il modello che Corti e la Caremma hanno adottato sin dagli esordi.

    Mangiare è un atto agricolo, scrive Wendell Berry, uno dei punti di riferimento di Carlin Petrini, che negli anni Settanta è consigliere comunale per l’estrema sinistra a Bra, ma sogna già Slow Food. E Corti, da par suo, sogna la Caremma o qualcosa di simile, anticipando di anni (come in molte altre cose) sia i temi di Slow Food che la new wave dell’economia agricola.

    Fa diverse esperienze e poi, a 30 anni, compra (e s’indebita non poco…) cascina Caremma. Il suo talento, la preparazione, l’istinto, la passione e lo spirito imprenditoriale non tardano ad emergere. Negli anni Novanta alla Caremma arrivano le telecamere di Linea Verde della Rai. Alla Caremma si mangiano i prodotti della terra, ma a Corti non basta: vuole che la gente possa dormire nelle stanze della cascina. Ma la legge (in Lombardia) non contempla neppure la possibilità di soggiornare nelle cascine: ecco perché anni dopo la legge sugli agriturismi sarà scritta proprio alla Caremma.

    cascina Caremma

    Una cascina che guarda fortemente al futuro rispolverando le tradizioni agricole del passato: la salumeria di altissima qualità, il pane cotto nel forno centenario, il rifiuto della chimica e la scelta dell’agricoltura biologica, da subito (pioniere anche in quello, per la Lombardia e non solo). 

    In questo senso, la visita di domenica suggella ancora una volta la bontà di quel sogno e di quell’utopia che alla Caremma durano da 30 anni.

    F.P.

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