News

L’estate di San Martino e i suoi colori

L’autunno è una stagione meravigliosa, l’estate lascia il posto a temperature più fresche ma non ancora cosi fredde da obbligarci a rifugiarci sotto sciarpe e cappelli… e poi, la natura è fantastica! Questa stagione ci regala colori di una bellezza raffinata che dobbiamo ammirare prima che il gelo ce li porti via.
Gli alberi a foglia caduca si tingono di colori accesi e nei boschi di faggi, aceri e castagni, ma anche in quelli di conifere dove troviamo il larice, danno origine ad un paesaggio suggestivo.
Ma qual’è il meccanismo che sta dietro a tanta bellezza? Per spiegarlo basta sapere che le foglie possiedono dei pigmenti, sostanze che hanno il compito di assorbire la luce solare, indispensabile nel processo di fotosintesi. Tali pigmenti conferiscono alle foglie diversi colori : la clorofilla è la responsabile del colore verde ma, quando arriva l’autunno, la sua concentrazione diminuisce perchè la pianta prepara le riserve da utilizzare nell’anno successivo, appena riprenderà a vegetare. Con la diminuzione della concentrazione di clorofilla, però, risaltano quei pigmenti che di solito lei tende a mascherare nella stagione primaverile-estiva: questi sono i carotenoidi, le xantofille e gli antociani e colorano le foglie con tinte che variano dal rosa, al rosso e al giallo. Può capitare anche che, nel periodo autunnale , dopo i primi freddi e le prime gelate, il tempo ci regali delle belle giornate con temperature miti. Tale fenomeno avviene generalmente tra i primi di ottobre e la metà di novembre e prende il nome di “estate di San Martino” (in inglese “Indian summer” che tradotto significa “estate indiana”). Il nome deriva dal fatto che un tempo era proprio a San Martino (la cui ricorrenza si celebra l’ 11 novembre) che venivano rinnovati i contratti agricoli annuali. Dato che questo fenomeno è bellissimo da osservare, perché non riprodurlo anche nel giardino di casa nostra? È molto semplice! Innanzitutto è indispensabile che le piante siano posizionate in zone a pieno sole perché ciò fa aumentare la produzione di quei pigmenti prima citati che conferiscono colore al fogliame. Anche le forti escursioni termiche tra la notte e il giorno favoriscono la produzione dei pigmenti, infatti nelle regioni montane ad alta quota, dove tali escursioni si verificano già in tarda estate, i boschi si colorano molto prima rispetto che in pianura. Ma la cosa più importante è soprattutto scegliere le piante giuste capaci di regalarci questi colori. Le specie che più si prestano per un giardino all’”Indian summer” sono diverse: ad esempio vi è l’ acero palmato (Acer palmatum), comunissimo in tutti i giardini, chi non ne ha uno? In ottobre le sue foglie diventano rosso-arancioni ed è uno spettacolo; poi c’è il pero corvino (Amalanchier canadensis) originario dell’America settentrionale; un’altra specie interessante è la Lagerstroemia indica, albero ornamentale che viene spesso utilizzato nelle aiuole di città o come bordure stradali, le sue foglie presentano un color rosso- arancio. Si presta bene anche la vite del Canada (Parthenocissus quinquefolia) la quale è un arbusto rampicante cosi come la sua “parente “ stretta, la vite americana (Parthenocissus tricuspidato) che a dispetto del nome, è originaria della Cina e del Giappone e le sue foglie hanno una bellissima colorazione rosso vivo. Basta veramente poco per mettere un po’ di colore nella nostra vita, dobbiamo solo volerlo e ….sporcarci un po’ le mani!
Anna Schiorlin

Vedi Altro

Potrebbe Interessarti

WP Facebook Auto Publish Powered By : XYZScripts.com
Close

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi