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Legnano: la nuova vita di Danila

LEGNANO – Danila Balakhonau ha 10 anni, vive in Bielorussia. E’ affetto da una malformazione vertebrale con cifosi congenita di tipo 1 lombare, paraparesi ingravescente e spina bifida occulta. Arriva in Italia nell’aprile 2015 per interessamento della Fondazione “Aiutiamoli a vivere” di Filago (Bergamo), che si fa carico delle spese sanitarie, di viaggio e di pernottamento per un totale circa di 30.000 euro.

Il piccolo viene operato il 15 settembre 2015 all’Ospedale di Legnano dai dottori Giuseppe Grava e Marco Teli dell’équipe del dottor Domenico Prestamburgo.

L’intervento dura circa 4 ore. Così lo illustrano i clinici: “La scelta del trattamento si è basata sulla necessità di arrestare la progressione del danno neurologico e della deformità, e contemporaneamente di evitare le strutture vertebrali posteriori mancanti. Pertanto è stato scelto un approccio di tipo puramente anteriore. Al bimbo, posizionato sul fianco destro e sotto controllo neurofisiologico costante, è stato effettuato un accesso retroperitoneale sinistro alla colonna dorsolombare con asportazione dell’ultima costa ed esposizione delle vertebre malformate, in particolare la seconda lombare. Asportata la seconda lombare si è quindi proceduto ad impiantare una protesi ad espansione in titanio riempita di osso prelevato dalla costa e della vertebra stessa. Corretta in questo modo la deformità si è infine proceduto a fissare l’impianto con una ulteriore gabbia intersomatica in titanio ed con una barra agganciata a viti somatiche dalla dodicesima vertebra dorsale alla quarta lombare.

Dopo un periodo di 12 ore in terapia sub-intensiva e di 36 di drenaggio chirurgico il bambino è stato mobilizzato con successo e con una soddisfacente correzione della deformità del tronco. Rivisto a 10 giorni dall’intervento e rimosse le suture, Danila è ripartito ieri per la Bielorussia e sarà rivalutato fra 2 mesi presso l’ambulatorio dell’Ospedale con nuove radiografie”.

Perché Danila ha una nuova vita?

Perché potrà tornare a correre e giocare a pallone con i coetanei.

Ora ha un busto bilanciato e normale, e la prospettiva di vivere un’adolescenza sana e autonoma, senza il rischio di una paralisi.

Nessuna pigrizia nella lotta all’ambliopia!

 L’ambliopia, in oftalmologia, è un disturbo visivo che si manifesta nei primi anni di vita del bambino. Popolarmente è conosciuta come “occhio pigro”.

Il Lions Club Parabiago “Giuseppe Maggiolini” ha donato all’Azienda Ospedaliera di Legnano un autorefrattometro per lo screening della patologia.

L’apparecchiatura sarà a disposizione del reparto di Oculistica dell’Ospedale di Legnano, diretto dal dottor Giuseppe Trabucchi. Il  Lions Club parabiaghese ha eseguito per due anni (in occasione del Lions Day) lo screening per evidenziare il grave difetto della vista che colpisce i bambini e che consiste nella riduzione monolaterale della vista.

Ora intende contribuire all’ampliamento del progetto nel territorio circostante, in sinergia con l’Azienda Ospedaliera di Legnano.  Afferma il dottor Giuseppe Trabucchi: “E’ importante sapere qual è il momento più giusto per visitare un bambino. Credo di poter dire che sarebbe opportuno visitare tutti i bambini entro il primo anno di vita, in particolare quando in famiglia vi sono problemi rilevanti, ad esempio lo strabismo; in generale, se si pensa che 3 bambini su 100 hanno un problema gravissimo di vista, si capisce che la preoccupazione riguarda tutti noi. L’avvento di apparecchi che consentono di individuare già nei neonati (e con una tecnica semplicissima) se vi sono difetti di vista di rilievo sta rivoluzionando il modo di fare prevenzione in età pediatrica. La donazione da parte del Lions di questo nuovo apparecchio consentirà di organizzare uno screening sulla popolazione neonatale del nostro Ospedale, con l’intento di riuscire ad individuare il più precocemente possibile quelle forme di difetti visivi che possono portare all’ambliopia”. 049Così il pensiero del Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Legnano, dottoressa Carla Dotti: “Un Ospedale senza bambini non è un Ospedale. E’con i bambini che la prevenzione ha le sue occasioni d’oro. Con Danila non siamo arrivati in tempo con la prevenzione primaria e secondaria (cioè prima che si manifesti il disagio) ma contiamo di essere in tempo con la prevenzione terziaria (cioè cura, riabilitazione e reinserimento sociale). Con i bimbi dall’occhio “pigro” possiamo essere più tempestivi: l’apparecchio che ci viene affidato oggi può fare la differenza”.

 

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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