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Legnano e Parabiago al voto: lo scenario politico nei due comuni simbolo dell’Alto Milanese

Nella città del Carroccio sono sette i candidati sindaci in gara, nel distretto del calzaturiero una sorta di referendum per il Cucchi bis

LEGNANO – Insieme formano una popolazione di poco meno di 90 mila abitanti; Per l’esattezza, stando agi ultimi dati, 88432. Legnano ce ne mette 60336, Parabiago 28096. I due comuni più popolosi e punti di riferimento dell’Altomilanese stanno per recarsi alle urne. Ultime iniziative, ultimi appelli elettorali dei candidati e poi il palcoscenico se lo prenderanno direttamente le urne. Legnano, l’orgoglio di un’industria che fu e in parte ancora è e di una realtà impegnata ad abbracciare l’evoluzione economica e produttiva.

Legnano che non vede l’ora di lasciarsi alle spalle il periodo buio culminato nella crisi della giunta del sindaco Giambattista Fratus e del suo vice Maurizio Cozzi determinata da vicende giudiziarie. Parabiago, il ruggito di un calzaturiero che da sempre si porta addosso come suo marchio distintivo. Di una storia produttiva che ancora porta di sé frammenti preziosi di laboriosità ed eccellenza in giro per il mondo e di una città intenzionata a non restare indietro rispetto alle sfide del futuro. Insomma, non due comuni qualsiasi né due tornate elettorali qualsiasi. Legnano si presenta ai nastri di partenza con sette candidati che vanno a esprimere sia la pluralità di visioni di sviluppo dimoranti in città sia il desiderio di darvi attuazione per farla ripartire a dovere. A cercare di convincere gli elettori a concedere loro la fiducia per assolvere questo non semplice compito saranno in sette: Alessandro Rogora (Verdi), Lucia Bertolini (La Sinistra), Lorenzo Radice (Insieme per Legnano, Pd, Rilegnano e Legnano Popolare), Carolina Toia (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia), Simone Rigamonti (Movimento Cinquestelle), Franco Brumana (Movimento per i cittadini), Franco Colombo (Centrodestra per Legnano). Candidature pescate nel mondo del professionismo più svariato, dal mondo accademico a quello dell’avvocatura fino a quello del terzo settore.

Parabiago cala invece un poker di candidati. Qui si tratterà anche di una sorta di referendum confermativo per il sindaco uscente Raffaele Cucchi (foto sopra) a caccia del secondo mandato al timone della stessa squadra; Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e lista “Attivamente”. A cercare di contendergli il ruolo di primo cittadino saranno Ornella Venturini (Pd), Eleonora Pradal (Parabiago Viva, emanazione locale della renziana “Itaila viva”) e Giuliano Rancilio (Riparabiago). Anche in questo caso si è attinto a piene mani dal mondo delle professioni, Cucchi architetto, Venturini ex dirigente scolastico e insegnante, Pradal avvocato, Rancilio ricercatore universitario. Domenica 20 e lunedì 21 settembre, quindi, legnanesi e parabiaghesi saranno chiamati a dire con chiarezza, con una semplice croce su un candidato o un simbolo, quale tipo di città desiderino vedere per il futuro loro e dei loro figli. E nella consapevolezza che, viste le loro dimensioni preponderanti rispetto alle altre realtà, i due comuni saranno chiamati non soltanto a viversi nello sviluppo ma anche a cercare di essere elemento di coagulo prezioso e stabile per i loro “cugini” contermini,. Per un Altomilanese chiamato, per volare altro, a pensarsi per sfide comuni da affrontare, dall’occupazione all’ambiente, dal mondo produttivo alla dotazione di un ulteriore slancio culturale passando per l’attenzione alle fasce deboli della popolazione, e a fare quadrato su soluzioni comuni.

Cristiano Comelli

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Redazione Ticino Notizie

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