Legnano, Consiglio comunale: Covid, bilancio e interrogazioni. La sintesi

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    LEGNANO – Scontri frontali, ma anche qualche spiraglio di collaborazione. La seduta del consiglio comunale di Legnano di ieri mattina è finita in archivio dopo cinque ore e mezzo abbondanti di lavori. Molta la polpa, consistente soprattutto di interrogazioni presentate dalle forze di opposizione e mozioni. Su queste ultime le due anime del consiglio hanno per larga parte viaggiato all’unisono. Proviamo allora a ripercorrere l’andamento dei corposi lavori. 
    IN AVVIO. A tenere banco è stato , sia pure per poco tempo, il discorso della richiesta della creazione di un’area del cimitero di Legnano da adibire ai defunti di religione musulmana messa in campo i giorni scorsi dalla neonata associazione Jasmine. Una proposta verso la quale il sindaco Lorenzo Radice ha manifestato un’apertura. A ritornare sul tema hanno concorso le parole del consigliere di Fratelli d’Italia Gianluigi Grillo: “è naturalmente un’esigenza contro cui non abbiamo nulla – ha spiegato – pensiamo però che la realizzazione non sia facile perchè non esistono convenzioni specifiche che regolino questo aspetto, in ogni caso siamo naturalmente disponibili a parlarne e chiediamo alla maggioranza di coinvolgere il consiglio comunale nel caso in cui il progetto abbia un seguito”.
    LE INTERROGAZIONI – Il consiglio ne annoverava sei. I temi dei Puc e delle situazioni di morosità presenti negli alloggi di edilizia residenziale pubblica e del modo di fronteggiarle da parte della società che li gestisce ovvero Euro pa sono stati al centro delle prime due proposte dall’esponente del “Movimento dei cittadini” Franco Brumana. Nel primo caso l’occasione si è rivelata un prezioso momento di ricognizione sui percettori del reddito di cittadinanza in città e sul loro possibile impiego proposto dalla giunta del sindaco Lorenzo Radice. “A Legnano – ha spiegato il vicesindaco Anna Pavan – i percettori del reddito di cittadinanza sono 521, occorre però tenere conto del discorso legato alle prime erogazioni e ai controlli patrimoniali che ha fatto variare il numero, l’attività del Puc avviene con l’inserimento in una piattaforma in cui sono inserite ora 380 persone, con 276 delle quali sono stati effettuati dei colloqui; quest’ulteriore operazione ha portato a identificare 66 persone come inidonee al progetto”. Pavan ha precisato che l’accensione dei Puc segue sostanzialmente due filoni, il primo di lavoro vero e proprio collegato ai Centri per l’impiego, il secondo collegato invece ai servizi sociali del comune consistente invece in un patto di inclusione sociale. “Abbiamo come comune stabilito diversi ambiti in cui possano essere impiegati i cittadini che aderiranno ai Puc – ha proseguito Pavan – dalla cultura alla Polizia Locale all’ambiente e vorremmo anche mettere in campo un progetto volto a contrastare l’isolamento sociale delle persone anziane, in più abbiamo coinvolto anche le associazioni per l’elaborazione di progetti”. Il discorso ha però dovuto tenere conto anche di alcuni corto circuiti nel dialogo tra le procedure, elemento che Brumana ha stigmatizzato: “questa mancanza di dialogo tra le procedure ha causato dei danni a Legnano –   ha controbattuto – e l’invito alle associazioni risale a pochi giorni fa, per il mancato dialogo alle procedure dovranno essere individuati dei responsabili”. Sul punto della morosità la temperatura si è elevata con un chiaro proclama dello stesso Brumana: Euro pa è stata inadempiente, quindi bisogna interrompere il rapporto con essa e toglierle il servizio di gestione. A monte di tutto ciò, però, vi è stata un’ampia panoramica fornita dall’assessore Marco Bianchi che, nel fornire riscontri numerici precisi, ha evidenziato come “la gestione di Euro pa sia da ritenersi ottimale e per questo si è deciso di concederle la proroga della gestione”. Gestione che, prima di Euro pa, era stata nelle mani di Aler Legnano, Aler di Busto Arsizio e, come interregno, di Castellanza Servizi. I controlli effettuti hanno permesso, ha sottolineato Bianchi, di “constatare 90 posizioni di morosità per un totale di 1.321.811 Euro di cui 464 mila andavano fino al periodo 2015”. Di esse, però, 234 sono riconducibili a casi sociali su cui il comune si è impegnato a effettuare un controllo. Controllo che ha permesso, ha proseguito Bianchi, di “individuare 47 casi riconducibili a natura sociale e 14 particolari”.  La richiesta di Brumana investiva anche l’aspetto legale ovvero il fatto che Euro pa avesse avviato azioni per la riscossione coatta di tali importi. Sul punto Bianchi ha osservato che “nel 2019 l’azienda ha dato mandato al legale per l’avvio del recupero di situazioni di morosità superiori a 3000 Euro che sono 74”. Un’altra parte, per importi superiori a quella cifra, è stata oggetto di notifiche da parte del comune con 68 ingiunzioni. Risposta che non ha affatto persuaso Brumana secondo cui “quel milione e 300 mila Euro non riscosso sarebbe stato destinabile a famiglie bisognose, Euro pa ha rivelato la sua totale incapacità gestionale e il comune deve interrompere il contratto con lei”.
    LA SITUAZIONE DELLA PANDEMIA – Il focus al riguardo è stato posto da un gruppo di interrogazioni presentate dalle liste “Toia sindaco” e “Lega Salvini premier”;  si andava dal pagamento della Tari da parte dei commercianti  alla gestione dei fondi destinati alla pandemia passando ai contatti attivati con Ats e Asst. Nel mezzo una richiesta di chiarimenti del consigliere della lista “”Toia sindaco” sulla pubblicità apparsa sul sito comunale relativa a un’iniziativa del “Centro culturale Pertini” su cui vi è stato uno scambio di vedute vivace tra il consigliere di opposizione Francesco Toia e il sindaco. Ma andiamo con ordine. Sul punto riguardante la Tari ai commercianti, Toia ha spinto per un potenziamento delle agevolazioni a loro rivolte al di là di quanto concesso dall’Arera, organismo che gestisce la questione a livello nazionale. Articolata la risposta dell’assessore Alberto Garbarino: “gli sconti potranno anche apparire bassi  rispetto a quanto ci si attendeva – ha affermato – ma teniamo conto del fatto che possono essere fatti solo sulla parte variabile relativa ai costi di gestione e non su quella fissa, su base annua il 38 per cento di cui si compone la quota variabile è stato scontato del 25”. Riguardo alla gestione dei fondi per la pandemia, Pavan ha puntualizzato che “330 mila Euro sono stati destinati ai buoni spesa per cui sono state presentate oltre mille domande , a breve faremo poi una delibera con la quale destineremo una quota alla “Fondazione Ticino Olona” per un fondo di gestione dell’emergenza Covid e le chiederemo di attuare un’anticipazione di credito per chi è in cassa integrazione e non ha ricevuto ancora gli importi che gli spettavano,altri 20 mila Euro li destineremo a un bando rivolto ai negozi del comune a cui chiederemo servizi correlati all’emergenza pandemia di vicinanza ai cittadini non solo in termini di erogazione dei servizi ma anche di informazioni e raccoglimento di richieste”. Dichiarandosi favorevole ai negozi di comunità, Toia ha controbattuto giudicando esigua la quota di 20 mila Euro stanziata. E peraltro, è stata la contropuntualizzazione di Pavan, “ai 25 mila Euro di residui della fondazione Ticino Olona si aggiungeranno altri 20 mila Euro che porteranno le risorse disponibili per gli aiuti a 45 mila”.  In merito all’interrogazione concernente i rapporti con Ats e Asst, Pavan ha sottolineato l’esistenza di un dialogo e confronto costante con le due istituzioni ricordando l’attenzione data a chi, affetto da Covid, non avendo bisogno di ricovero ne ha comunque di assistenza infermieristica, l’assistenza alle persone al di là della somministrazione dei tamponi domiciliari, l’attenzione a ridurre le code in alcuni laboratori, i tamponi fatti ai dipendenti comunali, la questione legata all’Hotel Covid, la ristrutturazione del vecchio ospedale. Per Daniela Laffusa, esponente della lista “Lega Salvini premier” , si tratta però di “interventi slegati tra loro” e ottimale sarebbe, a suo avviso, “dare vita alla costituzione di un Poliambulatorio sul modello di quanto fatto a Cologno Monzese dove il discorso sta funzionando molto bene”.
    LA QUESTIONE DELLA PUBBLICITA’ DEL CENTRO PERTINI – Gli animi si sono in questo caso scaldati con la contrapposizione tra due visioni differenti della pubblicità accordata sul sito comunale ad attività portate avanti dal “Centro culturale Sandro Pertini” di via dei Salici. Se per Francesco Toia, “si tratta di un’iniziativa inopportuna perchè riguarda la promozione di un’attività di una realtà vicina al colore politico della maggioranza e trascura le altre”, il primo cittadino ha rispedito l’accusa al mittente controaffermando che “questa pubblicità è regolata da una convenzione e il centro aveva uno spazio sul sito del comune anche ai tempi in cui la maggioranza, in consiglio comunale, era politicamente diversa dalla nostra”.
    BILANCIO CONSOLIDATO, BILANCIO DI PREVISIONE  ED EQUILIBRI DI BILANCIO –  I lavori sono proseguiti con l’approvazione dei due documenti contabili relazionati dal dirigente comunale Fabio Antonio Malvestiti. Per il sindaco è stata l’occasione per precisare lungo quali direttrici la giunta abbia inteso far correre le risorse messe a bilancio: “un terzo della somma – ha puntualizzato – abbiamo voluto destinarlo a commercianti, famiglie, categorie produttive in difficoltà, un’altra parte in investimenti per la ripartenza nel nostro comune e per la qualità della vita, il settanta per cento  di questi investimenti lo abbiamo convogliato verso rete verde e mobilità protetta, il resto a interventi di efficientamento energetico e nell’ottica di favorire un riequilibrio tra città e periferia per un’idea di città concentrica”.  Sul piano delle cifre, 341 mila Euro sono stati convogliati verso le famiglie e 270 mila verso le associazioni.   Sull’allocazione delle risorse, però, Brumana ha storto il naso rilevando come ” i 270 mila Euro dati alle associazioni sarebbe stato meglio darli alle famiglie per cui si è stanziato poco”. E restano, a suo avviso, alcuni problemi aperti e ineludibili come quello del “degrado del solarium del parco ex Ila dove occorre intervenire per impedire infiltrazioni e liberare l’area dalla vegetazione devastante in modo da consentire poi in un secondo momento una ristrutturazione”.
    MOZIONI TRA VISIONI COMUNI  E DIFFORMITA’ – Via libera all’unisono sui documenti riguardanti emergenza climatica, riduzione della quota variabile della Tari e dei canoni di suolo pubblico e pubblicità per i quali vi è stato un incontro preventivo tra giunta e consiglieri di maggioranza da una parte e opposizione e lista “Toia sindaco” e “Fratelli d’Italia” per concordare un documento comune emendato. Pollice verso da parte della maggioranza, invece, alla mozione concernente la costituzione di unità cinofile della Polizia Locale. Unità delle quali, ha  rilevato Pavan, “ci siamo peraltro già serviti perchè su questo vi è un accordo con il comune di Milano”. Semaforo verde per quanto concerne la possibilità di dotare le scuole di adeguati collegamenti e strumentazioni per la didattica a distanza presentata da “Fratelli d’Italia” così come per quella sul coinvolgimento progressivo delle associazioni per fronteggiare situazioni di disagio e marginalità sociale della lista “Toia sindaco”. Non vi è invece stato accordo con la maggioranza  per quanto concerne l’idea di costituzione di un “Covid Hotel” da parte dei consiglieri della lista “Toia sindaco” Francesco Toia e Mara Ciapparelli al fine di ospitare le persone negative per metterle al riparo da possibili contagi da parte di familiari positivi nella loro abituale residenza .  La proposta ha incassato infatti  parere negativo. “Ci sono peraltro due tipi di Covid  Hotel – ha osservato Pavan in risposta al suggerimento – un primo è riservato a persone negative che, esposte a rischi, potrebbero diventare positive, pensiamo ai sanitari che lavorano negli ospedali, un secondo è invece destinato a persone positive asintomatiche, sono stati fatti tre bandi per un “Covid Hotel” a Legnano, teniamo conto che il gestirlo significa anche assumersi funzioni come il monitoraggio delle persone con operazioni tipo saturazione,  era emersa l’opportunità di un esercente di Legnano che non si è però poi sentito di aderire, e comunque sia, un “Covid Hotel” è adibito alle persone positive che hanno bisogno di essere isolate per evitare contagi ulteriori e  non a quelle negative”.
    Cristiano Comelli  
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