Legnano, al vaglio della Procura di Busto le telefonate durante la crisi di marzo

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    LEGNANO – Saranno vagliate dalla magistratura di Busto Arsizio  alcune conversazioni telefoniche tra il sindaco di Legnano (Gianbattista Fratus, Lega, il vicesindaco Maurizio Cozzi e l’assessore Chiara Lazzarini, entrambi Forza Italia, arrestati nei giorni scorsi per corruzione e altri reati, e livelli superiori dei due partiti, nei giorni “caldi” in cui la giunta rischio’ di cadere a fine marzo per le dimissioni di gran parte dei consiglieri comunali.

    Le telefonate, intercettate perche’ le indagini a carico dei tre arrestati giovedi’ scorso erano ancora in corso, non sono pero’ rientrate nell’inchiesta che ha poi portato all’effettivo commissariamento del Comune, ne’ sono, secondo quanto si apprende in Procura, ad oggi oggetto di altra indagine. A quanto emerso, argomento delle conversazioni sarebbe proprio la crisi politica del municipio legnanese che, il 27 marzo scorso, ha portato i consiglieri di minoranza alle dimissioni, seguiti a ruota da quelle del presidente del consiglio e di una consigliera di maggioranza (entrambi leghisti), per l’incarico di assessore assegnato a Chiara Lazzarini. Dai brogliacci delle conversazioni registrate dagli inquirenti, nelle quali non figurerebbero vertici nazionali dei partiti, emergerebbe “un gran fermento” di quei giorni.

    A seguito delle dimissioni dei consiglieri il sindaco Gianbattista Fratus aveva chiesto l’intervento del difensore Civico Regionale Carlo Lio, il quale aveva nominato un “commissario ad acta” che aveva permesso la surroga del primo consigliere dimissionario evitando lo scioglimento del consiglio. Un atto impugnato dal “Comitato Legalita’ Legnano”, costituito da alcuni consiglieri dimissionari (tra cui l’ex presidente del consiglio comunale targato Lega), ha presentato ricorso al Tar che aveva rinviato la decisione definitiva al prossimo 5 giugno.

    FONTE-ANSA

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