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Legnano/2, recupero ex Solarium ed Ila: si scaldano gli animi

 

LEGNANO – Il pensiero di volerlo rivitalizzare come merita dimora in entrambe. Ma è sul metodo da seguire che la giunta del sindaco Lorenzo Radice e Franco Brumana, esponente del “Movimento dei cittadini”, proprio non parlano la stessa lingua. Che la questione riguardante il recupero dell’ex Solarium del parco ex Ila scaldasse nuovamente gli animi del mondo politico legnanese era nel novero degli agevoli vaticinii. Marco Bianchi, assessore alla città bella e funzionale (proprio questa è la definizione data alla sua delega) ha espresso l’idea precisa che la giunta intende mettere in campo, articolata in tre tappe. “A inizio dicembre – spiega – abbiamo richiesto ai tecnici del comune  di predisporre diversi scenari per la risoluzione del problema; le soluzioni alternative emerse sono state due, la copertura dei due solarium, per la quale è stato fatto un preventivo di 320 mila Euro, e lo smontaggio controllato con progressiva bonifica e senza interventi soltanto parziali a motivo della struttura pericolante”. Alla fine la giunta ha sposato quest’ultima opzione  “perchè – aggiunge Bianchi- quella della copertura risultava troppo costosa e non risolutiva”. Subito dopo Bianchi ha scoperto il velo sulle tre fasi in cui si dovrebbe articolare l’operazione riqualificazione.

 

“Una prima tappa – ha sottolineato –  prevede la messa in sicurezza, una seconda un ragionamento politico da portare avanti anche con tutti coloro che operano all’interno del parco e la terza sarà invece l’avvio di una progettazione vera e propria per il ripristino e la conseguente ricerca di finanziamenti per portarlo avanti, si tratta a nostro avviso di una scelta senza precedenti per affrontare radicalmente il problema”. L’orientamento  della giunta, peraltro, ha rimarcato Bianchi,  beneficia anche del parere favorevole espresso dalla Soprintendenza. Strada in discesa, dunque? Per Brumana non esattamente. “Sono terribilmente insoddisfatto di come abbia deciso di muoversi la Giunta su questo problema – ha affermato – si tratta di salvare un’opera d’arte di Legnano e qui  si evidenzia una drammatica mancanza di sensibilità culturale, si parla di togliere le lastre di copertura, poi nel 2021 si parlerà del progetto e poi nel 2022 di vedere come si userà il solarium, mi pare un atteggiamento di rimando vergognoso”. Ma la giunta è orientata a procedere sulla strada maestra individuata. 

Cristiano Comelli      

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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