Punto di Vista

Legge sull’omofobia: la posizione del periodico Tempi, l’unico che difende la famiglia tradizionale

TERRITORIO – Il settimanale Tempi  con il suo quotidiano on line tempi.it  è l’unico media all’interno del contesto italiano ad aver fatto una chiara scelta di campo rispetto al tema, in questo periodo, assai dibattuto, dell’omofobia e, nella fattispecie, della progetto di legge varato dal Parlamento e che, verosimilmente, potrebbe essere portato in Aula fin dalla prossima settimana.

Qui di seguito, proponiamo uno stralcio di un interessante servizio che il periodico diretto da Luigi Amicone ha pubblicato qualche giorno fa.  Troviamo quest’articolo di particolare interesse, se non altro perchè, a corollario, propone alcune norme dell’attuale proposta di legge.

Nella fattispecie, ciò che è interessante qui  rilevare, non è tanto la tutela delle persone omossessuali – sacrosanta non in quanto omossessuali, bensì perchè semplicemente PERSONE e, in quanto tali, meritevoli di ogni forma di tutela e rispetto, così come già previsto da apposite norme del nostro ordinamento giuridico così come da convenzioni internazionali – bensì “la discriminazione alla rovescia” che si andrà ad introdurre.

Beninteso, chi avrà un’opinione diversa rispetto ai diritti delle coppie gay o, ancora, rispetto al matrimonio omosessuale, rischierà di essere perseguito per legge. Di fatto, piaccia o no ai benpensanti, questa sarebbe l’affermazione del Pensiero Unico dominante che, peraltro, per comodità e opportunità politica, trova ormai ampio seguito sia tra i banchi del Pd che del PdL senza alcuna soluzione di continuità.

In Francia, non a caso, qualche Magistrato ha già spedito in galera qualche manifestante sceso in piazza per protesta contro i matrimoni gay voluti dal governo Hollande. In Italia accadrà lo stesso???

Redazione Ticino Notizie

 

Legge sull’omofobia, la frittata è fatta. (FONTE: *estratto dal settimanale Tempi)

La commissione giustizia della Camera ha approvato ieri con i voti di Pd, Pdl e Sel il ddl che introduce il reato di omofobia. Il ddl, fortemente voluto dal Pd con Dario Franceschini e Ivan Scalfarotto, dovrebbe arrivare in aula il prossimo 26 luglio. Il Partito Democratico, stretto nella tenaglia di Sel e grillini, per non ritrovarsi in difficoltà ha deciso di sposare la causa liberticida della legge sull’omofobia cercando di portare a casa prima dell’estate una piccola vittoria di propaganda.
Le resistenze fino alla fine nel Pdl di Eugenia Roccella e Alessandro Pagano non sono bastate e ha prevalso la linea di Antonio Leone. La richiesta da parte del governo della fiducia sul decreto Fare potrebbe far slittare il voto a settimana prossima, ma nonostante le centinaia di emendamenti previsti resta improbabile un rinvio a settembre. Di seguito, pubblichiamo il testo che, anche se potrebbe non sembrare, minerà la libertà di espressione e renderà reato ogni opinione espressa in pubblico o a scuola contro l’ideologia del gender, il sesso ancorato al dato biologico e il matrimonio gay. È da notare che la proposta di legge non aggiunge nulla al rispetto che deve comunque essere portato agli omosessuali in quanto persone; rispetto che è già garantito da apposite norme penali.

 

Disposizioni in materia di contrasto dell’omofobia e della transfobia.
Art. 1.
1. All’articolo 3, della legge 13 ottobre 1975, n. 654, e successive modificazioni sono apportate le seguenti modifiche:
al comma 1, alle lettere a) e b) [Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell’attuazione della disposizione dell’articolo 4 della convenzione, è punito a) con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa fino a 6.000 euro chi propaganda idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; b) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo, istiga a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi] sono aggiunte le seguenti parole: “o fondati sull’omofobia o transfobia”;
al comma 3, primo periodo [È vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi], dopo le parole “o religiosi” sono aggiunte le seguenti parole “ o fondati sull’omofobia o transfobia”.
2. Al Titolo del decreto legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito con modificazioni della legge 25 giugno 1993, n. 205 [Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122, recante misure urgenti in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa], dopo le parole “e religiosa” sono aggiunte le seguenti: “ovvero fondata sull’omofobia o transfobia”.
3. Alla rubrica dell’articolo 1, del decreto legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito con modificazioni della legge 25 giugno 1993, n. 205 [Salvo che il fatto costituisca più grave reato, anche ai fini dell’attuazione della disposizione dell’articolo 4 della convenzione, è punito: A) con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; B) con la reclusione da sei mesi a quattro anni chi, in qualsiasi modo incita a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi], dopo le parole “o religiosi” sono aggiunte le seguenti: “ovvero fondati sull’omofobia o transfobia”.

Related Articles

Check Also
Close
Back to top button

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi