Lealtà Azione: lo scivolone vistoso di Gianni Mereghetti e la maledetta tentazione del ‘giudizio morale’

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    “Non è possibile  che Abbiategrasso ospiti il 6 e 7 luglio l’edizione 2018 della Festa del Sole, il tradizionale appuntamento di Lealtà Azione, movimento neofascista e antisemita che si ispira al generale nazista delle Waffen SS Leon Degrelle e a Corneliu Codreanu, fondatore della Guardia di ferro rumena, formazione militare ultranazionalista e antisemita attiva negli anni Trenta e Quaranta. Non è possibile accettare che venga organizzato ad Abbiategrasso un raduno di una simile formazione, per noi abbiatensi questo è un insulto alla nostra dignità umana e un’offesa alla nostra tradizione che è democratica. 

     Non è possibile che in Abbiategrasso risuonino le musiche dei Bullets, non è possibile che nella Fiera di Abbiategrasso vengano gridate queste parole: “Formazione per la mente, fare capire a questa gente I valori che cerchiamo noi li troviamo in Corneliu Zelea Codreanu Vita audace, non pigrizia: la nostra forza è la milizia La vittoria arriverà nelle nostre città”.

     

     

     

     

     

    Appena abbiamo letto dalle colonne virtuali di un giornale serio, autorevole e ben fatto come Ordine e Libertà queste righe, stilisticamente ‘teleguidate’ sulla falsariga delle polemiche di questi giorni circa la festa del Sole di Lealtà Azione, ci siamo chiesti se l’estensore delle ‘stesse’ fosse lo ‘stesso’ professor Gianni Mereghetti che conosciamo (e stimiamo) da anni.

    Non ci è parso possibile che una persona di un simile spessore, esperienziale ed intellettuale, si associ al coro delle vestali di quella sinistra radicale che negli anni Settanta, caro Mereghetti, era quella che con la spranga, le chiavi inglesi (la famigerata Hazet 36) e le pistole era abituata  a ‘relazionarsi’ coi fascisti, schiera alla quale per lunga pezza hanno incluso i ragazzi e le ragazze di Comunione e Liberazione, movimento che ci pareva Mereghetti conoscesse bene. Forse, con gli anni che passano, la memoria stinge.

    Non è possibile che un docente di Storia e Filosofia si accontenti di liquidare con espressioni riconducibili al Male Assoluto (fascismo e antisemitismo) ragazze e ragazzi che sono molto simili agli inquieti, brillanti e ‘pensanti’ studenti che Mereghetti ha conosciuto per decenni, nelle aule in cui sedeva sulla cattedra.

    Non è possibile che Mereghetti liquidi Lealtà Azione riducendo il tutto ad una ripresa wikipediana dal pensiero di Codreanu, che immerso nelle tempeste d’acciaio degli anni Quaranta e Cinquanta esprimeva pensieri e parole figlie di quel (ben) preciso contesto storico.

    Non ci crediamo, davvero, al fatto che uno come lei liquidi spregiativamente delle persone ai cui incontri, evidentemente, non dev’essere mai neppure andato. Ma come, non eravate voi quelli ad esaltare ‘l’incontro’ col diverso da sé come chiave per aprire alla dimensione della Fede, della Speranza, di Cristo? Non eravate voi quelli pronti ad andare ovunque, per portare il fuoco dell’esperienza religiosa? Si fidi, potete andare serenamente (anche) dai ragazzi di LA, anziché discettare (così freddamente) di giudizio morale. Ci sovvengono, a proposito, le parole senza tempo del colonnello Kurtz interpretato magistralmente da Marlon Brando:

    “Io ho visto degli orrori, orrori che ha visto anche lei.. Ma non ha il diritto di chiamarmi assassino. Ha il diritto di uccidermi, ha il diritto di far questo. Ma non ha il diritto di giudicarmi. E’ impossibile trovare le parole per descrivere ciò che è necessario a coloro che non sanno ciò che significa l’orrore. L’orrore ha un volto. E bisogna farsi amico l’orrore…orrore, terrore, morale e dolore sono i tuoi amici. Ma se non lo sono, essi sono nemici da temere. Sono dei veri nemici.  Bisogna avere uomini con un senso morale, e che allo stesso tempo siano capaci di utilizzare i loro primordiali istinti di uccidere…senza emozioni, senza passione…senza…discernimento, senza discernimento. Perché è il voler giudicare che ci sconfigge”.

    Molti anni fa, ormai, lessi il Senso Religioso di don Luigi Giussani. Ci trovai dei passi luminosi e sfolgoranti, del resto ho sempre assimilato la ‘prossemica’ del Gius a quella di un altro grande pensatore del Novecento come Julius Evola; in apparenza così distanti, eppure..

    E leggevo parole così: Gli uomini di tutti i tempi si mostrano interessati ad alcune domande fondamentali. In modi diversi tutti cercano il massimo benessere, la felicità , ma tutti si chiedono se è possibile essere felici , si chiedono che cosa sia la vita , l’universo, quale sia l’origine , il significato ,il destino , che senso abbia la vita, la storia , che cosa devono realizzare tra nascita e morte, etc. Tutti gli uomini , quando esprimono il senso del Mistero che essi incontrano sul cammino della ricerca della felicità  (sarò mai veramente felice? c’è qualcuno che puo’ liberarmi dal male e dalla morte?) e nelle relazioni con i propri simili ( che cosa è l’uomo? che cosa è bene e che cosa è male ? ) essi esprimono il loro sentimento religioso o senso religioso ovvero la loro religiosità , il loro essere religiosi”.

    E allora in conclusione, caro professor Mereghetti, nella certezza che un così vistoso scivolone non potrà certo stingere il ricordo di tutto il bene che lei ha fatto per molti anni, e per migliaia di studenti, sappia che se fosse ricorso ad uno strumento che il ‘Movimento’ ha sempre ritenuto essenziale- l’incontro, anzi l’Incontro- avrebbe saputo che gli ‘unni’ di LA sono ragazzi e ragazze che da anni spendono tempo, risorse e ferrea generosità per aiutare, sostenere e difendere le comunità cristiano ortodosse del Kosovo, dove l’islamismo radicale impedisce loro di pregare la Croce, toglie luce e riscaldamento alle case delle enclave cristiane, attenta ai simboli della cristianità. Quei ragazzi ci vanno con lo stesso spirito che muoveva i ragazzi e le ragazze di Comunione e Liberazione nei lontani anni Settanta, quando le persone oggi schierate sulle sue posizioni vi chiamavano ‘clerico-fascisti’.

    Mi faccia credere che è stato uno scivolone, professore, ancorché maldestro. Perché altrimenti dovrei pensare che lei sta davvero vivendo male l’età della maturità più adulta.

    Col rispetto di sempre.

    Fabrizio Provera

    Qui sotto,  i ‘barbari’ di Lealtà Azione nelle scuole cristiano ortodosse del Kosovo, minacciate dal radicalismo islamico e che grazie all’attività di questi ragazzi possono continuare a sperare (e a pregare)

     

     

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