Le nostre scuse a Libera Stampa l’Altomilanese

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    Questa mattina, abbiamo ricevuto e prontamente pubblicato la replica ad un nostro pezzo: la richiesta ci è giunta a firma di Elisabetta Lanticina. Siamo rimasti stupiti non tanto per la volontà di replicare (oltremodo legittima), ma dal fatto che l’avvocato si sia sentita lesa e sminuita nella propria dignità di candidato sindaco, come Ticino Notizie ha per primo riportato (due mesi fa), senza MAI usare toni dispregiativi. Ma nella concitazione degli eventi, lo capiamo, ci può stare.

    Se tuttavia un errore c’è stato, da parte dello scrivente del pezzo (che è il sottoscritto), bisogna ammetterlo. La dichiarazione che abbiamo usato PER IMBASTIRE UNA POLEMICA DI TIPO CULTURALE E POLITICO, ossia la disputa sul garantismo, è stata riportata da Libera Stampa l’Altomilanese, venerdì scorso.

    Chi scrive l’ha riportata senza citare la fonte, usando- com’è mio costume- il ricorrente (per me) strumento del ‘polemos’ condito dal dileggio. E’ il frutto di uno scontro dialettico- tra le nostre due testate, soprattutto (e sempre) con chi scrive- che è in essere da tempo, sarebbe bugiardo dire il contrario. Ed è- anche, forse soprattutto- la risultante del rapporto guastato tra due persone, il sottoscritto ed Ersilio Mattioni, che un tempo ormai lontano, per entrambi visto che siamo coetanei (ma lui dimostra meno anni di me..), era di amicizia profonda. Mi rendo conto che al lettore, e alla signora Lanticina (contro cui, ribadiamo, non c’è nulla: fanno fede le parole scritte per settimane, PRIMA del pezzo incriminato), questo possa non importare alcunché. Ma mi sento, avendo sbagliato e commesso un errore, di dirlo agli interessati. La volontà non era di dileggio o sprezzo, era semplicemente quella di sottolineare una differenza (evidente) che resta, e tutta: la valutazione sul garantismo e i rapporti tra politica e giustizia. Per questa ragione,  non ho problemi a chiedere scusa a Libera Stampa l’Altomilanese e ad Ersilio Mattioni, che si è risentito del mio pezzo.  Le posizioni restano distanti, anzi distantissime. Ma sarebbe stato giusto dirlo in maniera chiara, non velata. 

    C’è poco altro da aggiungere. Resta, per chi sa leggere in filigrana il senso della polemica, il nocciolo della differenza tra il dibattere di idee e dispute di ben altra specie. Ma le scuse sono dovute, ed è giusto che io le porga.

    Fabrizio Provera

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