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Le acque del Ticino alimentano un’altra centrale idroelettrica all’altezza della diga del Panperduto

unnamedSOMMA LOMBARDO – Procedono all’altezza della diga del Panperduto i lavori di costruzione della centrale idroelettrica EGPV da circa 1 MW di potenza, utilizzando il salto esistente tra la traversa del Panperduto e il livello dei canali a valle. Il 40% dell’intero progetto è realizzato e i lavori termineranno entro l’anno. Sono stati recuperati i ritardi causati dalla piena di ottobre/novembre e completate le attività di posa dei diffusori delle due turbine con relativa costruzione dei muri perimetrali della centrale e “inghisaggio” degli stessi diffusori (sono quelli che orientano l’acqua alle pale della turbina). In corso sono invece le azioni di demolizione dei muri per la realizzazione delle opere di presa verso il bacino.
Nel medio Ticino sono ormai una decina le centrali idroelettriche-termoelettriche (di alcune termiche restano solo le vestigia, come le torri medievali) costruite in tempi differenti nell’arco di poco più di un secolo:
1 – CENTRALE DI VIZZOLA TICINO (1901). La prima centrale idroelettrica del Ticino (in una delle foto qui pubblicate) fu inaugurata ufficialmente il 9 ottobre 1901 alla presenza del Re e la ‘Domenica del Corriere’ dedicò la copertina del 20 ottobre al fausto avvenimento. Scriveva il ‘Corriere della Sera’ del 10 aprile 1903: “Le dieci turbine enormi erano in moto. l’acqua scendeva per i tubi (così larghi che vi si potrebbe correre dentro) e dalle turbine si precipitava con frastuono da oceano in tempesta nel canale di scarico (…) Sopra ogni macchina è affisso un cartello che fa arretrare spaventati: Non toccate! 11.000 Volts e un grande teschio vi è disegnato, simbolo per chi non sa leggere”.
2 – LA CENTRALE DI TURBIGO SUPERIORE (1904). Nel settembre 1904 le acque del Naviglio Grande furono deviate dall’alveo secolare, dove scorrevano rapide ed inutilizzate e fatte defluire, lente e regolate, nel nuovo Canale Industriale, attraverso il quale, alla fine, avrebbero prodotto – con l’impianto idroelettrico di Turbigo – una rilevante forza motrice (10 MW).
3 – LA CENTRALE DI TURBIGO INFERIORE (1922).
Nel 1922 entrò in servizio la piccola centrale del ‘Turbighetto’ (900 KW) con l’installazione di un gruppo recuperato da Vizzola (la centrale era stata soggetta a un revamping), primo esempio in Italia di impianto con comando a distanza, senza l’assistenza di personale in luogo se non il custode. La ‘centralina’ ripotenziata funziona ancora oggi ed ha pagato molti stipendi ai dipendenti dell’Enel (vedere foto qui pubblicata)TurbighettoIM002581
4 – LA CENTRALE IDROELETTRICA DI TORNAVENTO (1939)
Dopo la costruzione della centrale idroelettrica di Turbigo, era ancora disponibile tra lo scarico di Vizzola e Tornavento un dislivello di 7,50 metri che il Governo aveva messo a disposizione della ‘Società delle Strade Ferrate del Mediterraneo’ per l’alimentazione della linea ferroviaria Milano-Varese. Sennonché questa società preferì costruire una centrale termoelettrica (che funzionò per una decina di anni e i resti sono ancora oggi conglobati in un’abitazione posta accanto all’incile del Naviglio Grande) e la “Lombarda” dovette aspettare fino al 1939 quando costruì l’impianto idroelettrico di Tornavento.
5 – LA CENTRALE SESSA&TRONA SUL NAVIGLIO LANGOSCO (1903)
Sulla riva destra del Ticino è stata sottoposta recentemente a revamping l’antica centrale ‘Sessa & Trona’ (1903), oggi ‘Davide Guido Orlandi’, alimentata dall’acqua del Naviglio Langosco (questo canale è alimentato dal Ticino) per una portata di 18-32 metri cubi al secondo e la produzione di 800 KW. Accostato al precedente è stato realizzato un nuovo impianto (che si chiama ‘centrale Dogana’) che utilizza l’acqua in restituzione al fiume Ticino del canale Cavour che, per la verità. non c’entra con il Ticino se non per lo scarico delle acque.
6 – L’IMPIANTO DEL TRECCIONE SUL NAVIGLIO LANGOSCO (1908)
Sempre sulla riva destra del Ticino, poco a valle della lanca che fa da carico al naviglio Langosco si trova un impianto idroelettrico che prende il nome dell’antico ramo fluviale del Ticino che costituisce il primo tratto del Naviglio. L’impianto venne progettato nel 1907 dall’ingegnere Menotti Varzi di Galliate che pensò di utilizzare il salto disponibile di tre metri per produzione di forza motrice. Alla fine della seconda guerra mondiale la ‘Manifattura Rosari & Varzi’, che era subentrata alla società precedente, si fece carico del rifacimento dell’impianto. La realizzazione fu piuttosto difficoltosa in quanto il cantiere fu investito dalla grande piena del 1951. Il nuovo impianto fu comunque completato e inaugurato il 27 novembre 1953 (1,5 MW). Attualmente è di proprietà della ‘Standartela spa’, sorta dalle ceneri del fallimento della Manifattura Rossari & Varzi.

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