L’analisi di Progetto Magenta che dà la colpa all’astensionismo: “Adesso decideremo cosa fare per il bene della città”

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MAGENTA – “Abbiamo sempre pensato che la chiave per una nostra vittoria fosse nella partecipazione straordinaria che avrebbe dovuto esserci perché, per la prima volta nella storia di Magenta, fosse il civismo a prevalere sui partiti.

Purtroppo, come abbiamo visto qui e nel resto del Paese, invece, ieri l’astensione anziché ridursi è cresciuta. Questo ci ha punito e ha riportato al centro i partiti.
Complimenti ai due candidati che fra due settimane saranno protagonisti del ballottaggio.
Adesso faremo una riflessione su cosa scegliere di fare per il bene di Magenta. Noi siamo impegnati con i Magentini per essere dalla parte del cambiamento. Ne riparliamo fra qualche giorno”.
L’analisi del risultato politico della coalizione di Progetto Magenta sta tutto in questo post vergato ieri poco dopo l’esito del voto. In altre parole, per la coalizione civica guidata da Silvia Minardi avrebbe perso la scommessa col partito del ‘non voto’. In effetti, più volte in campagna elettorale i civici avevano puntato su quella parte di Magentini che non sono andati a votare.

A nostro avviso, un’analisi un po’ riduttiva. Ma soprattutto pensare di poter battere da soli l’astensionismo che è un fenomeno nazionale ormai strutturale è roba forte. 

Siamo infatti andati a vedere un po’ di numeri e negli ultimi anni a Magenta per le amministrative si è perso un bel 10%.  Nel 2012 avevano votato il 66,99% degli aventi diritto al voto, nel 2017 sempre primo turno il 59,39%, stavolta il 56,93%. Che detto esplicitamente, nel quadro generale, resta in ogni caso un buon numero quanto ad affluenza. 

Interessante la chiosa. Già perché cosa farà Progetto Magenta? Può interessare a qualcuno quel quasi potenziale 18% di consensi? “Noi siamo impegnati per essere con i Magentini dalla parte del cambiamento”.

Quindi, con Del Gobbo o con Salvaggio? Probabilmente, a voler essere coerenti, con nessuno. Visto che la comunicazione di questa campagna elettorale è stata improntata in toto sul fatto che i due candidati, ora in corsa al ballottaggio fossero due facce della stessa medaglia. 

Pensiamo sia la scelta più logica e di buon senso.

Ma in politica MAI DIRE MAI …..

 

 

 

F.V.

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