L’ANALISI Cassinetta, Prina & Pambieri versus Finiguerra, che gioca l’All In: il Noi contro l’Io? Di Fabrizio Provera

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CASSINETTA  Il valore della mediazione. La mediazione produce compromessi. E proprio i compromessi, le lungaggini del processo di mediazione, l’idea di una esclusiva tutela di interessi privati costituiscono le critiche storicamente più frequenti alla democrazia parlamentare. Ma questi elementi non sono solo connaturati alla democrazia rappresentativa, ne sono gli elementi di forza. L’esperienza democristiana ha fortemente dimostrato (almeno in certe sue pagine) come la mediazione non sia solo un metodo ma un valore politico. Fu così senz’altro per Moro. Nell’idealismo moroteo  lo stato e la nazione sono da intendersi come un processo in fieri. La grande attenzione di Moro verso gli sviluppi e le dinamiche della società nasceva da una precisa cultura politica. In Moro il compito della politica consisteva nella necessità di trovare sintesi progressive ai diversi interessi ed ideali che la società esprimeva. Una sintesi sempre precaria, cioè mai definitiva, che seguiva il flusso della storia. Una sintesi che non ambiva a costruire una comunità organica in cui i conflitti erano perennemente sopiti ma che, viceversa, provava a realizzare una composizione dei naturali conflitti emergenti. Questo metodo fondato sulla mediazione era inteso non solo come metodo ma come valore nella concezione morotea.

Ecco uno dei valori che Francesco Prina, uno dei ‘senatori’ della politica dell’est Ticino negli ultimi decenni, porta in dote non solo a Francesco Pambieri e alla sua lista Cassinetta, ma in generale al piccolo gioiello di appena 1.800 residenti lungo il Naviglio. Che a ottobre vivrà uno scontro senza precedenti e fra titani: in campo ci saranno Domenico Finiguerra, due mandati da sindaco, due candidature alle Europee, uno dei leader dell’ambientalismo in Lombardia (e non solo); Milena Bertani, ex assessore regionale ed ex presidente del Parco Ticino; Francesco Prina, ex sindaco, ex consigliere regionale ed ex deputato.

Mai, nella storia recente dell’est Ticino, era accaduto qualcosa del genere. Uno dei campioni del cattolicesimo democratico, esponente delle Acli di rilevanza nazionale, che entra nel team di giovani capitanato da Francesco Pambieri, che non si sarebbe mai aspettato di incrociare il fioretto elettorale col leader di Cambiamo Abbiategrasso.

Il quale, a 50 anni, si trova in una fase cruciale della sua personale parabola politica: quella di Cassinetta, dove torna dopo 9 anni, è una sfida che sa tanto di All in, termine che i pokeristi conoscono bene.

Un gioco al rialzo che potrebbe significare una nuova parentesi, un’affermazione elettorale capace di attirare una forte attenzione mediatica e non solo (quanti sono i sindaci dei Verdi o di Europa Verde in Lombardia.. ed in Italia? Datevi una risposta), oppure un colpo durissimo da cui sarebbe difficile rialzarsi, in caso di sconfitta.

In attesa che Milena Bertani cominci per davvero la sua campagna elettorale, Pambieri e per Cassinetta- con il ‘colpo’ Prina- sembrano voler indirizzare la propria campagna verso una conformazione diversa, rispetto a Finiguerra: mentre Per Cassinetta è fortemente connotata dalla presenza dell’ex sindaco (benché nomi come quelli di Riccardo Barlaam e Andrea Frassoni siano indubbiamente di peso), Pambieri (da appassionato di sport..) sembra propendere maggiormente per un concetto di squadra.

La compresenza sua, del sindaco uscente Bona come sostenitore, del predetto Prina e di giovani come Denis Guercilena (tra i più attivi, in questa prima fase di campagna) sembra suggerire questa idea: da un lato la prevalenza del Noi, dall’altro l’indubbia consistenza della presenza di Finiguerra.

Chi prevarrà, alla fine? La competizione, quella vera, non è neppure cominciata. I secondi sono ancora e tutti sul ring. Sono i primissimi chilometri di una lunga maratona. E allora occhio, perché Pambieri è un appassionato di corsa su due gambe e su due ruote. E persino la Nazionale di Roberto Mancini ha vinto sulla scorta dell’esortazione di coach Tony D’Amato in Ogni maledetta domenica: o risorgiamo come collettivo, o saremo annullati individualmente.

Fabrizio Provera

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