+L’allarme dei sanitari: 30mila internisti in meno in dieci anni, servizio nazionale a rischio

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MILANO  – “Il Servizio sanitario nazionale rischia di scomparire”, con “30mila unità di personale in meno rispetto e 10 anni fa” e “ancora un estremo bisogno di risorse e riforme, nonostante gli investimenti adottati durante la pandemia”.

Lanciano l’allarme le due società scientifiche della medicina interna Fadoi e Simi, che in vista delle elezioni del 25 settembre rivolgono un appello alla politica: “Chiediamo ai partiti di affrontare seriamente il tema della sanità che, a parte qualche slogan o proposta fumosa, è fuori dai radar del dibattito come se l’emergenza Covid fosse un lontano ricordo, le liste d’attesa non fossero lunghissime, la carenza di operatori non fosse una realtà e la necessità di riforme non fosse impellente”, dichiarano i presidenti della Federazione associazioni dirigenti ospedalieri internisti, Dario Manfellotto, e della Società italiana di medicina interna, Giorgio Sesti. “La pandemia ha messo a dura prova il nostro Ssn – aggiungono – e nonostante gli interventi messi in campo, la strada per mettere in sicurezza la sanità pubblica è ancora lunga e non ammette ritardi”, avvertono esortando a “incrementare il Fondo sanitario, affrontare la carenza di personale e di posti letto, riformare la governance dando maggiore centralità al ministero della Salute, riorganizzare l’assistenza ospedaliera con l’aggiornamento del Dm 70, recuperare le liste d’attesa e valorizzare la medicina interna”. Istanze avanzate da una categoria che conta circa 10mila professionisti presenti in tutti gli ospedali italiani, ricorda una nota. “Parliamo di 1.478 strutture complesse di Medicina interna tra pubblico e privato (di cui 360 reparti Covid) – si legge – su un totale di 1.004 ospedali. Dal totale storico dei quasi 30mila posti letto di Medicina interna, gli internisti sono arrivati a gestire, a causa del Covid, oltre 40mila posti letto. Solo nel 2020, primo anno di pandemia, sono stati curati ben oltre 218mila pazienti Covid, pari a un quarto del totale dei ricoveri in Medicina interna e al 70% di tutti i ricoveri per Covid. Questo grande afflusso di pazienti Covid ha però provocato un calo dei ricoveri totali nei reparti”.

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