Economia/LavoroNews

La tassa sulle auto aziendali? Una boiata pazzesca- di Andrea Pasini

 

Il governo giallo rosso è il più a sinistra della storia della Repubblica Italiana e sopratutto è il governo che vesserà gli italiani di tasse più di tutti gli altri.  Una di quelle imposte più fastidiose che questo governo anti italiano ha proposto e quella sulle auto aziendali. Imposta che passerebbe dal 30% al 60% per le auto aziendali concesse per uso promiscuo (“fringe benefit”): la norma si trova nelle pieghe della manovra 2020, colpirebbe tutti i veicoli e porterebbe all’Erario circa 500 milioni di euro in cassa. Una nuova imposta potrebbe colpire il settore auto. Tra le pieghe della legge di bilancio spunta infatti un cambio di regime per la auto aziendali, la cui tassazione sarebbe aumentata. Ad essere colpiti dall’aggravio potrebbero essere tutti coloro che possono usufruire di un’auto aziendale per uso promiscuo ossia la possibilità di utilizzare il veicolo sia a fini aziendali che personali.

Parrebbe esserci stata una parziale ‘retromarcia’, col ministro Gualtieri che nei giorni scorsi ha annunciato che la norma verrà applicata, con una tassazione ancora da stabilire, solo ai nuovi contratti di immatricolazione.

In pratica non dovrebbe riguardare le vetture utilizzate da agenti e rappresentanti di commercio e anche le auto con alimentazione elettriche e ibrida, ipotesi quest’ultima, non gradita dalle associazioni di settore, critiche sull’effettiva adattabilità di quest’ultimi veicoli alle esigenze di lavoro “aziendali”per l’entità dei km percorsi sulle lunghe distanze.

Le auto aziendali sono quei veicoli che i datori di lavoro concedono come benefit, accanto allo stipendio, un bene soggetto finora a una tassazione molto agevolata proprio per questo: è il 30% di una cifra che dipende dal costo chilometrico diverso a seconda del tipo di vettura e stabilito dalle tabelle dell’ACI. È il cosiddetto “fringe benefit”. La norma in oggetto potrebbe cancellare questo vantaggio, aumentando il valore imponibile su cui vengono calcolati Irpef, tributi locali e contributi previdenziali dal 30% al 60%, con l’unica eccezione per i veicoli in uso ad agenti e rappresentanti di commercio. Per le auto ibride ed elettriche la quota imponibile resterà come adesso al 30% del valore convenzionale, mentre per tutte le altre la quota sarà al 60% (come la media Ocse). Grazie a questa nuova proposta di tassa di questo governo di sciagurati due milioni di dipendenti che utilizzano l’auto aziendale per lavoro potrebbero arrivare a pagare quasi 2.000 euro in più all’anno e ciò praticamente perderebbero una mensilità di retribuzione. Robe da matti! Io sono Andrea Pasini un giovane imprenditore di Trezzano sul Naviglio e credo che se il balzello giallo rosso contro cui l’opposizione tutta giura battaglia, dovesse essere approvato non sarebbe più conveniente utilizzare il benefit dell’auto aziendale e se si considera che il 40% delle nuove immatricolazioni sono proprio di auto che verranno utilizzate a fini aziendali si evince che il danno ricadrebbe non solo sui due milioni di dipendenti che usano la macchina aziendale, ma, a pioggia sull’intero settore automobilistico.

Andrea Pasini-  Trezzano Sul Naviglio 

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