“La tangenziale ci salverà dal tracollo”: senza speranza, al tappeto ci siamo già da tempo

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Sono 15 anni che penso ad una, dico una, sola buona motivazione che mi faccia passare a favore della tangenziale (Pardon non è una tangenziale, è una strada di campagna con qualche cavalcavia qua e la’, quindi la chiamiamo ‘diversamente tangenziale’). E non ne ho ancora trovato uno. È vero, non faccio l’imprenditore. È vero, sono uno che lascia l’auto in garage tutte le volte che può. E per fortuna me lo posso permettere perché molti non hanno la mia fortuna e l’auto la devono usare per forza. Quindi non sono, personalmente, legato alla necessità vitale di una rete di infrastrutture adeguata e sono un po’ egoista quando parlo dell’argomento.

L’articolo dell’amico collega Fabrizio Provera mi fa, come al solito, riflettere. Noi, no tangenziale, abbiamo rotto gli zebedei con ricorsi e menate varie. Enti inutili che ricorrono pure loro contro un’opera che non sarà solo utile, ma addirittura fondamentale per rilanciare il territorio dal punto di vista economico. Alla fin fine del fontanili del Gallo, degli altri che non sappiamo nemmeno come si chiamano, del campo di papaveri e di quattro stradine tra Castellazzo de’ Barzi e Cassinetta possiamo anche farne a meno. Da Magenta ad Albairate impiegheremo 5 o 10 minuti in meno degli attuali. Anche se non so quando arriveremo a Milano perché la ‘diversamente tangenziale’ arriverà a Vigevano. Ogni tanto ci toccherà pure andare a Vigevano, giusto? Il problema, a mio modesto avviso, e detto da uno che l’auto la usa il meno possibile, è che il traffico è destinato a crescere sempre più.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La ‘diversamente tangenziale’ verrà definitivamente approvata, ne sono sicuro. Verranno appaltati i lavori. Il prossimo anno si apriranno i cantieri a Ozzero. Tra le solite mille difficoltà italiane, spese che triplicheranno, incidenti di percorso, fra qualche anno il sogno di molti e l’incubo di pochi si materializzerà. Avremo la tangenziale, quando il traffico sarà ancora in aumento rispetto ad oggi. Robecco non avrà una circonvallazione, avrà la strada che c’è adesso. La ss526 fino ad Abbiategrasso stretta e inadeguata e mai messa in sicurezza. Con la ‘diversamente tangenziale’ le strade di campagna oggi esistenti non esisteranno più e, per assurdo, se da Magenta vorrò andare a Castellazzo dovrò per forza passare da Robecco. Non è un bel futuro quello che ci aspetta. I politici, fino ad oggi, non hanno trovato nessun’altra soluzione se non quella di avallare un progetto Anas vecchio e non più adeguato. Che farà fare i salti ai costruttori. La soluzione? Cercare di cominciare fin da piccoli ad innamorarsi del territorio in cui si vive. Magari insegnando l’educazione ambientale nelle scuole. Con la tangenziale non finiremo solo noi quattro gatti al tappeto. Bisogna cominciare dai bambini, questa è la soluzione. Con i grandi non c’è più speranza. Al tappeto ci siete già da tempo…

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