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‘La spada di Turbigo’ nell’età del Bronzo (XIII sec. a.C.) lungo l’asse del Ticino


TURBIGO-BERGOZZO. Domani, in un convegno (19-20 ottobre 2019), organizzato dal Gruppo Archeologico locale, si parlerà della spada in bronzo rinvenuta da Antono Rialti conficcata nell’alveo del Ticino, all’atezza dei ‘Tre Salti’, nel febbraio 2017. Le relazioni scientifiche saranno tenute da Giorgio Baratti dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e Tommaso Quirino della Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio della Città Metropolitana di Milano.
LA SPADA RITROVATA dopo 3500 anni è in bronzo con codolo a spina. Lunga e stretta, con sezione romboidale, il manufatto è abbastanza raro, anche se altri esemplari sono stati rinvenuti nell’area compresa tra i fiumi Dora Riparia e Oglio. Il fenomeno è noto a partire dalla Media Età del Bronzo, come ‘deposizione nelle acque dei fiumi’, un fenomeno connesso al valore terapeutico e purificatore attribuito all’acqua, il quale rappresenta una delle forme di religiosità antiche più diffuse e durature. Ancora oggi, il percorso Kneipp è un trattamento idroterapico che riconosce e tramanda le proprietà terapeutiche dell’acqua corrente (un percorso di tal genere è stato recentemente realizzato a Lurate Caccivio).
Così hanno scritto gli studiosi citati che parleranno domani, verso mezzogiorno, nell’Aula Magna delle nuove scuole in Va Pallanza ,23 a Mergozzo (Verbania) e chi scrive, purtroppo, è impossibilitato a parteciparvi anche se vent’anni fa – un tale convegno – non l’avrebbe perduto per nessuna ragione.

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