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La scelta resistenziale di Mario Martinelli

Abbiamo avuto modo di incrociare la vita di Mario Martinelli (1906-2001) mentre eravamo intenti a ricostruire la storia della ’Bellaria’, una Rsa che mosse primi passi a metà Ottocento, grazie all’impegno economico dell’ingegner Carlo Scalini, teso a costituire una ‘Casa per Pellagrosi’, a favore dei contadini.
Successe che, un secolo dopo, alcuni democristiani comaschi si misero di buzzo buono per realizzare – grazie ad un lascito testamentario – un Residenza per Anziani, coinvolgendo una decina di Comuni e localizzando la struttura ad Appiano Gentile. I fondi per la realizzazione del progetto furono messi a disposizione grazie all’aiuto di Mario Martinelli ‘deus ex machina’ (più volte deputato, senatore, ministro) di quella fetta di territorio per più di mezzo secolo. Per saperne di più abbiamo contattato l’ultimo figlio del politico che ha ricostruito la figura del padre con i vari ‘step’ in cui si è articolata la sua lunga vita.
Uno di questo riguardava la sua scelta resistenziale che lo portò a conoscere il carcere di San Vittore:
“Martinelli era stato molto attivo nell’accogliere amici nuovi e vecchi che cercavano di sfuggire ai fascisti. Li aiutava materialmente, oppure li ricoverava presso ecclesiastici compiacenti, ovvero li faceva espatriare in Svizzera. Perciò si esponeva troppo e la polizia fascista finì con l’arrestarlo nella notte tra il 17 e il 18 agosto 1944”. (1)
La pubblicazione sulla figura e l’opera redatta dall’ultimo figlio di Mario Martinelli in internet – a nostra cura – ci ha fatto pervenire la seguente mail:
“Gentile Giuseppe Leoni, ricercando notizie su Mario Martinelli, son capitato in rete sul suo articolo su “Ticino notizie” dell’11 ottobre 2018 con il testo di P. M. sul padre Mario.
Stavo cercando notizie su lui, poiché egli dovrebbe avere ospitato in casa sua per qualche giorno mio bisnonno materno Paolo D’Ancona con moglie e figlia, in attesa che fosse possibile il loro espatrio clandestino in Svizzera.
Leggendo il suo articolo poi, incredibilmente scopro un altro elemento di contatto tra la mia famiglia e Mario Martinelli, del tutto indipendente dal primo. L’operatore radio della ricetrasmittente clandestina, di cui agli eventi dell’agosto 1944, era mio padre Giacomino Sarfatti.
Le sarò davvero molto grato se mi metterà in contatto (…)”
E così, poi abbiamo provveduto a chiudere il cerchio, sottolineando come il ‘bene’ abbia una vita più lunga del male.

FOTO Posa della 1° pietra a Mozzate per la Cooperativa di Consumo

NOTE
1 – GIOVANNI DI CAPUA, Mario Martinelli nel secolo delle contraddizioni, atti del convegno organizzato dalla fondazione Ambrosius a Mozzate il 21 novembre 2001, p. 28

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