La Risaia al Circolino e il politico…. a spalare il riso. Di Massimo Moletti

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Vorrei spezzare una lancia (finalmente) a favore della Rai che l’altra mattina  ha mandato in onda su Rai Movie il film neorealista “La Risaia” del 1956.
Regia del romano Raffaello Matarazzo una produzione Excelsa Film di Carlo Ponti,  un piccolo capolavoro in salsa risicola forse schiacciato dal più famoso “riso amaro” del 1949 con l’immensa Silvana Mangano.

 

Un film che descrive benissimo il periodo delle “mondine” e i loro sogni, voglie e speranze e sofferenze. Molto spesso oggi dimenticate ..
Uno spaccato di storia che se fossi il sindaco di Novara o Presidente della Provincia omonima chiederei la proiezione nelle nostre scuole medie per fare conoscere il nostro passato agricolo dolce e amaro …

 

Il film racconta la storia di una bella ragazza “Elena” costretta a fare il lavoro della monda e pianta del riso nella campagne novaresi per soldi e di un ricco fattore che scopre di esserne il padre.
Il film fa vedere anche la fatica e il duro lavoro nei campi e i pochi svaghi e gioie di queste ragazze costrette a emigrare per guadagnare il pane.
Essendo cresciuto in una azienda agricola e in una zona agricola come Cerano a pochi passi da Novara e immerso nell’oro a chicchi ..il mito delle mondine raccontato da vecchi Don Giovanni mi risuona ancora nelle orecchie….
In una zona timorata di Dio e finti bacia pile il momento dell’arrivo di queste giovani donne era visto come una festa per i sensi dei giovani “arrapati” maschi della mia zona.
Le mondine presero il verbo delle donne facili e vogliose forse su leggende inventate da farabolani miei paesani per farsi grandi nelle osterie o per speranza di essere sposate o per un attimo di svago  per queste laboriose e stremate donne …
Nel film si vede anche il ricco nipote scansafatiche  pronto ad abusare o ad illudere le malcapitate disperate …

 

 

Un film che ci fa ricordare le nostre umili origini contadine e la nostra storia fatta di fame -lavoro e sofferenza e molti soprusi da parte delle persone potenti e protette.
Il film va vedere anche un certo snobismo fastidioso delle persone del posto da puzza sotto il naso e dal guardare dall’alto in basso il diverso o cercare graduatorie per sentirsi in …
Un atteggiamento che rimane purtroppo ancora nei nostri giorni e duro da estirpare …
Il film finisce con un gesto d’amore e sacrificio del padre che vuole riallacciare il rapporto con la figlia mai riconosciuta accollandosi un delitto per fare vivere felice lei e il suo fidanzato …
Perché la violenza sulle donne purtroppo è un grande difetto e colpa degli uomini che non sono mai stati educati e puniti a dovere e perché la nostra società non ha mai emancipato veramente la donna …

 

Un film che rappresenta la gloria del cinema italiano e dei grandi registi romani capaci d’immedesimarsi e raccontare alla perfezione meglio di uno del posto ..
Oggi dovunque vai a girare il film si parla romano e c’e’ quella morale solita radical da fare tutto uguale forse bisognerebbe tornare di più al neo realismo e meno al romano chic centrico.
Poi molti nostri capolavori del cinema necessitano come il film suddetto di restauro urgente.
Un dovere per la Rai salvare queste pellicole storiche e di racconto veritiero d’ambientazione
Con tutti i soldi che si buttano via, per nulla si potrebbe dare vita nuova a queste pellicole tesoro della cultura italiana.
Oh si potrebbero mandare a mondare e seminare il riso i nostri politici …così apprenderebbero della fatica …come la mia povera mamma ultima mondina del paese ….
Non sarebbe una brutta idea far fare tre giorni l’anno di lavori pesanti ai nostri politici così terrebbero il metro con la realtà e non con gli studi tv… 

Massimo Moletti

 

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