La Real (Madrid) Politik (ed Israele)

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    Il responsabile delle relazioni istituzionali del Real Madrid, nonché leggenda del club, Emilio Butragueno, ha regalato ad Ahed Tamini, 17enne attivista palestinese, una ‘camiseta blanca’, personalizzata, col numero 9.

     

    Appena terminata la cerimonia, al Santiago Bernabeu, immediata è arrivata la risposta, via Twitter, di Israele, tramite il portavoce del ministero degli esteri, Emmanuel Nahshon: “Il prestigioso club del Real Madrid abbraccia una terrorista che incita all’odio e alla violenza. Vergognoso. Cosa c’entra con i valori del calcio?”.

    Ahed Tamini è diventata un simbolo della lotta del popolo palestinese contro Israele: per aver schiaffeggiato 2 soldati israeliani, entrati nel suo villaggio in Cis-Giordania. Condannata a 8 mesi di carcere, da un tribunale militare israeliano, è uscita a Luglio.

    Non è la prima volata che il Real Madrid appoggia la causa palestinese. A Gennaio 2016, CR7 e compagni incontrarono, Ahmed, bimbo palestinese di 4 anni. Sopravvissuto all’incendio della sua casa in Cis-Giordania, ad opera di estremisti israeliani.

    Doppia beffa per Israele: nel suo viaggio a Madrid, Ahed Tamini è stata ricevuta anche dalla sindaca di Madrid, Manuela Carmena, eletta nel 2015 in una lista civica vicina al centro-sinistra. Anche qui la reazione è arrivata a stretto giro, e sempre via Twitter, da parte dell’ambasciatore israeliano in Spagna, Danel Kutner: “Ahed Tamimi non è una pacifista. bensì una che difende la violenza ed il terrorismo. Le istituzioni che l’hanno ricevuta e l’hanno festeggiata alimentano, indirettamente, l’aggressione e non il dialogo e la comprensione di cui abbiamo bisogno”.

    Marco Crestani

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