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La rabbia delle nostre forze dell’ordine, umiliate e ridicolizzate dai criminali- di Andrea Pasini

 

Dopo l’episodio, l’ennesimo, raccontato nelle scorse ore relativo alla mancata condanna di una coppia di ladri scoperti a rubare ed arrestati dalla polizia, sempre più numerose si fanno le testimonianze di episodi analoghi raccontati dagli appartenenti alle forze dell’ordine. A proposito di questo, ho ripreso un articolo molto interessante a firma di Chiara Giannini pubblicato dal Il Giornale riguardo proprio questo fenomeno. Questa ad esempio è la versione completa di una storia di un appartenente alle forze dell’ordine che racconta ciò che gli è successo in servizio.
«L’ho arrestato per sei volte perché spacciava. Quando gli ho tolto le manette mi ha riso in faccia»: è un poliziotto del centro Italia a raccontare disarmato il calvario cui vanno incontro gli agenti che ogni volta, a processo finito, vedono vanificato il loro lavoro.
Il caso risale a qualche mese fa. «L’uomo, un tunisino, vendeva grosse quantità di droga. Lo abbiamo pedinato e fermato in flagranza di reato, mentre era intento a vendere lo stupefacente. Ogni volta abbiamo testimoniato in tribunale. Gli era stato imposto l’obbligo di firma, ma le pene dipendono dalla discrezionalità dei giudici, così al sesto processo gli è stato tolto, tanto non lo rispettava». Così l’extracomunitario è tornato a piede libero, a vendere morte, finché qualcuno non ha trovato il modo di espellerlo dall’Italia per motivi amministrativi però e non penali. Non era in regola con il permesso di soggiorno, ma ci sono voluti anni». Il problema è sempre lo stesso spiega Fabrizio Lotti, segretario nazionale dell’Fsp Polizia , ovvero una questione di norme da cambiare soprattutto per i reati predatori, quelli di allarme sociale che vanno dallo scippo alla rapina. C’è poi la questione dei protocolli operativi, perché il poliziotto che interviene in questi casi si prende delle responsabilità penali e amministrative non da poco. Non ha nessun tipo di tutela». A questo, per il sindacalista, si aggiunge che «in Italia c’è il libero convincimento del giudice che è diverso da ciò che è previsto nel diritto anglosassone. Finché sarà così ci saranno sempre sentenze differenti. Per questo auspichiamo una riforma delle leggi che sia dalla parte della Polzia ” Questa è un’altra triste vicenda che merita di essere raccontata proprio dall’agente interessati: «Sono stato 6 anni sotto processo racconta un agente al Giornale perché nell’ambito di una operazione per sedare una lite familiare sono stato ferito al volto con un coltello. L’aggressore e la famiglia hanno denunciato me e i miei colleghi perché secondo lui eravamo noi ad avergli fatto male. Alla fine siamo stati assolti, ma abbiamo dovuto buttare via decine di migliaia di euro in avvocati. Mentre l’uomo è ancora libero e continua a picchiare moglie e figli».
Ma tutto questo disagio per chi opera tutti i giorni mettendo a rischio la propria vita in mezzo alla strada per difendere la nostra e per difendere la nostra libertà quando finirà? Quando potremo vivere in un Paese normale dove a pagare siano i delinquenti e i furboni e non chi per 1200 euro cerca tra mille difficoltà di far rispettare la legge? Speriamo presto! Purtroppo anche in questo caso come in molti altri dobbiamo ringraziare la totale incapacità della politica sopratutto di sinistra perché non è mai stata in grado di prendersi delle responsabilità e di dimostrare in modo chiaro da che parte vuole stare. Non si può giocare con il piede in dieci scarpe. Con tutto questo casino legislativo gli operatori del comparto sicurezza mentre svolgono il loro lavoro si trovano sempre ad operare sul filo del rasoio. E questo non è più accettabile. Ci vogliono delle leggi più Semplici, chiare e che non possano più essere interpretabili da nessuno. Bisogna poi cambiare le regole d’ingaggio. Le forze dell’ordine devono poter lavorare in estrema serenità e non più con il timore che la parola di chiunque valga più della loro. Perché Con sempre più frequenza capita che a presentarsi come imputati difronte ad un giudice in una aula di tribunale siano i buoni e non come dovrebbe essere,i cattivi. Questo credo che in un paese normale non sia accettabile. La Politica e le istituzioni dovrebbero difendere, tutelare, sostenere ed investire sulle forze dell’ordine e non usarle solo a convenienza e scaricarle appena possibile. Io sono Andrea Pasini, un giovane imprenditore di Trezzano Sul Naviglio e credo che  le forze dell’ordine rappresentino il fiore all’occhiello di un paese normale perché contribuiscono a rendere uno Stato forte, ordinato e sicuro. E lo Stato come capita in quasi tutti i Paesi del Mondo investe su di esse, rendendole sempre più all’avanguardia e tutelandole mentre svolgono il loro lavoro. Succede quasi dappertutto nel mondo tranne che in Italia dove purtroppo per colpa della sinistra e del politicamente coretto ancora oggi le forze dell’ordine sono viste non come una risorsa e una eccellenza da rispettare e sulla quale investire, ma come una entità da controllare e rendere inerme.
Andrea Pasini – Trezzano Sul Naviglio 
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