Magenta: la professionalità degli studenti dell’IC Fontana sul palco dopo due anni con “Il cuore di Chisciotte”

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Lo spettacolo: un successo, ragazzi bravissimi che si sono anche divertiti prima di terminare le lezioni di quest’anno scolastico presso il CinemaTeatroNuovo.

MAGENTA – L’esperienza teatrale rappresenta una delle manifestazioni culturali più antiche e dense di storia della nostra città ed è parte integrante del percorso educativo degli studenti – afferma Concetta Giaimo, docente di Lettere alla scuola “Baracca” dell’ ICS Carlo Fontana. – I giovani attori si sono esibiti in una straordinaria produzione filmica che parla di felicità, emozioni, libertà… “Il cuore di Chisciotte”.”

Lo spettacolo, interpretato in chiave ironica, ha fatto vivere in un viaggio visionario e poetico i grandi temi di Don Chisciotte, cavaliere errante diventato matto grazie alle letture, una follia divenuta magia, forza dirompente e inarrestabile, ma il volo verso la libertà è sempre pagato a caro prezzo. Presente anche il Dirigente Scolastico Davide Basano.

Il lavoro di produzione.

Partecipi dei sentimenti di Don Chisciotte, gli attori assorbiti in un gioco di luci, musiche e narrazioni fanno da contorno al delirio onirico del protagonista; con bravura e abilità si moltiplicano nelle parti interpretate con i costumi che alleggeriscono il testo senza tradirne il significato e regalando momenti di vivacità. Le scene si dilatano dalla solitudine del protagonista alla coralità energica dei personaggi, all’ armonia del gruppo.

Si tratta di un adattamento del testo di Miguel de Cervantes a opera di Gek Tessaro, che “ci conduce al tempo del regno di Filippo III di Spagna. Un capolavoro della narrativa secentesca, nel quale vengono interpretati i grandi temi di un anziano signorotto di provincia, un nobile decaduto che amava così tanto leggere romanzi cortesi che un giorno s’ innamorò delle proprie letture e decise di incarnarle, diventando il suo stesso libro e assumendo il ruolo di protagonista. Da lì l’idea di spazzare via la cattiveria, i soprusi, riportando nel mondo i valori antichi come l’onestà e la lealtà”.

La professoressa Giaimo, che ha seguito i ragazzi nello studio del testo, parla di uno spettacolo che è andato oltre lo spettacolo, divenendo “un omaggio ai grandi slanci, alle idee, agli illusi che parlano al vento, alla pazza idea che sempre qualcuno seguirà la legge che batte sul suo cuore… e come afferma il nostro autore: “Leggere è come un uccellino che sbatte le ali e sul tuo cuore si posa”.

Ne fa poi un’analisi: “E’ metafora attualissima e universale di ogni guerra perduta contro i muri delle convenzioni, delle ipocrisie, dei poteri consolidati. Un uomo imprigionato nei mali della società che ha perso il punto di riferimento ma non è disposto a mediare e a compromettersi, un poeta che cerca una saldatura, ormai impossibile, tra le avventure lette e il mondo reale”.

Una lezione nella lezione per i preadolescenti: “Chisciotte è l’eroe che cade sempre, ruzzola ma che si rialza ogni volta perché cadere, per lui, non significa perdere. Questo suo battersi per la verità ha un valore simbolico: il grande coraggio che pochi possiedono. Arriva infine l’immobilità, la morte. I cuori in viaggio non hanno paura di morire, piuttosto se ne vanno naturalmente solo un po’ delusi quando viene tolto loro la possibilità di essere curiosi, di risolvere un problema. “Me ne vado… dice il nostro eroe, non perchè sono rimasto abbastanza ma perché rimanere per me non ha più importanza. Non è follia… ma amore puro.”

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