La pittura cimiteriale di Giancarlo Colli

71


ALTOMILANESE. I nostri cimiteri sono dei musei a cielo aperto! Lo abbiamo già scritto per le opere in bronzo di Carlo Bonomi, ma anche Giancarlo Colli da Malvaglio, classe 1931, ha lasciato segni della sua arte in diversi camposanti: Inveruno, Malvaglio, Magenta, Montechiarugolo.
Nella sua lunga vita di artista (aveva uno studio a Brera), ci sono state tante stagioni che si sono trasformate in cicli pittorici: il mondo dello sport (ciclismo, calcio), la politica, il sacro e il profano… Sue opere sono negli androni dei palazzi (come a Turbigo, in Via Gramsci), nei cimiteri e, intanto che pitturava, trovava anche il tempo per insegnare a Turbigo e Inveruno.
Abbiamo fatto in giretto con Lui (26 marzo 2018) per i cimiteri dell’Altomilanese, in vista della mostra che intende allestire a Turbigo alla fine dell’anno, e abbiamo parlato.
Ha ricordato la Turbigo del secondo dopoguerra, gli Anni Cinquanta (quando aveva vent’anni!), le sue frequentazioni di Carlo e Antonio Bonomi. Ma anche la forte attrazione che il paese – allora chiamato ‘la valle de milioni’ – aveva nei confronti dei giovani dei paesi vicini. Sia perché il paese era in pieno ‘miracolo economico’, ma anche perché c’era il cinema, il ‘Criminal’ (sala da ballo per ‘peccatori) e l’Iris (sala da ballo ‘per bene’). Infine, un pensiero è andato alla grande ‘Unione Sportiva Turbighese’ che, al tempo, mieteva successi su successi: “Ci giocava anche un certo Carnevali..”, ha detto
“A quei tempi da Malvaglio per andare a Cuggiono c’era solamente una strada bianca e i giovani per andare a scuola a Novara scendevano dalla ‘Zamborla’ allora acciottolata (dove adesso è stata realizzata la ‘Variante Esterna turbighese, ndr) e correvano verso la stazione ferroviaria turbighese. In tanti dai paesi vicini andavano a lavorare a Turbigo nel Cotonificio Valle Ticino e nello ‘Stabiliment d’in Giò’, oltre alle tante concerie e officine. Al punt dul lacc di Luciano Prada ha documentato, per iscritto, quella che fu l’età dell’oro turbighese.

FOTO Opere di Giancarlo Colli nel camposanto di Inveruno

Articolo precedentePensieri Talebani- La Giornata della Felicità è una cagata pazzesca, di Massimo Fini
Articolo successivoDiscarica Casorezzo-Busto: il 6 aprile udienza al Tar