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“La penna in mano” Francesco Ascoli aderisce alla collana editoriale “Scripta manent”

Di Irene Bertoglio

MAGENTA – A pochi giorni dall’esordio di Scripta Manent ho il piacere di conversare con Francesco Ascoli, noto storico della scrittura, sull’importanza della scrittura a mano, tema che – come sapete – mi sta molto a cuore. Qual è il suo valore, oggi?

Il valore è quello che la nostra civiltà sarà in grado di darle. La scrittura può essere considerata un termometro che misura, nella sua ottica specifica beninteso, il grado di civiltà e del funzionamento e del successo dell’organizzazione sociale. E la scrittura a mano possiede un valore aggiunto rispetto a quella digitale: il rapporto con la corporalità, con il proprio vissuto, con le proprie emozioni. Noi scarichiamo su un foglio di carta non solo delle parole, dei contenuti, ma anche il nostro vissuto, il nostro modo di vedere il mondo e la realtà come ci insegna la grafologia più autentica. Il mondo del digitale sembra abbia sommerso e relegato in un angolino quello della scrittura manuale: poi scopriamo che ci sono numerose scuole di calligrafia e di grafologia, che si suggerisce a chi sta in certe situazioni fragili e delicate (come un malato o un carcerato) di iniziare la pratica di un diario manoscritto… e via di questo passo.”

ASCOLI

 

 

Quale futuro, a Suo avviso, per la scrittura a mano?

“Perché abbia un futuro, è necessario soprattutto che abbia un presente. Non occorre soltanto creare occasioni, manifestazioni ed eventi in cui la scrittura a mano è protagonista (occasioni che già sono presenti come il festival delle lettere, o un recente sondaggio per valorizzare la scrittura a mano e renderla patrimonio immateriale dell’Unesco); occorre anche lavorare affinché, per es., gli organi preposti alle compilazioni dei programmi per le scuole primarie e per le università che si occupano di formazione primaria si responsabilizzino e diano corso a iniziative presso i vari ministeri e organi competenti per fare i passi necessari, ma è altrettanto importante che queste non vengano considerate battaglie di retroguardia, o di semplice ritorno al passato e di controtendenza rispetto all’utilizzo di mezzi moderni come la Lim.”

Quali iniziative o quali passi sono necessari oggi per dare maggior consapevolezza al valore della scrittura a mano?

“L’importante non è soltanto muoversi nella direzione di un ripristino della scrittura a mano nelle scuole o nel voler valorizzare discipline o pratiche che la utilizzano, ma occorre a mio avviso, creare delle reti culturali ampie, anche a corto raggio, ma di ampio respiro, e comunicanti. Oggi invece si prediligono canali a lungo raggio ma stretti, immersi in una singola prospettiva, che contengono magari informazioni preziose ma parcellizzate e solo per addetti ai lavori. Sarebbe meglio invece agire in maniera interconnessa, multidisciplinare ma connessa, anche se a corto raggio. Con la scrittura è possibile. Ritengo quindi strategicamente molto importante una iniziativa come quella di “Scripta Manent” che, anche se non mira alla luna, mira però a conoscere ciò che ci sta intorno e coniugarlo con lo specifico della scrittura. Mi sembra un tipo di operazione che, poco a poco, ma sicuramente, sta dando e darà i suoi preziosi frutti. La scrittura connette, unisce, contamina tutto. Questa è la sua lezione. E credo che oggi come oggi sia una lezione importante.”

Francesco Ascoli ha studiato paleografia, grafologia, storia della calligrafia e pedagogia della scrittura. È uno storico della cultura scritta d’età moderna; ha creato una raccolta documentaria su questi temi attualmente conservata presso lo Scriptorium Foroiuliense di s.Daniele del Friuli (UD). È uno dei fondatori dell’Associazione Calligrafica Italiana (1991); ha pubblicato nel 1988, assieme a Giovanni De Faccio, “Scrivere meglio” e nel 2012 una storia della calligrafia italiana dal titolo “Dalla cancelleresca all’inglese” e nel 2020 “La penna in mano”, una introduzione allo studio della scrittura a mano in età moderna.

 

Scripta Manent è la neonata collana editoriale da me fondata presso la casa editrice “La Memoria del Mondo”. Si basa su uno spirito di collaborazione, amicizia e confronto costanti tra vari professionisti, infatti ogni testo porta con sé – oltre alla firma del suo autore – uno o più approfondimenti di altri membri del team. Fin dalla copertina, in parte realizzata a mano, desideriamo ribadire l’importanza dell’arte manuale. Ulteriori informazioni nella pagina dedicata alla collana su www.irenebertoglio.it.

Irene Bertoglio è scrittrice, grafologa, rieducatrice della scrittura e perito grafico-giudiziario. Per anni ha gestito una struttura nell’ambito formativo ed educativo. Ha tenuto e tiene numerosi corsi di aggiornamento e innovativi progetti sperimentali nelle Scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria, soprattutto di prevenzione della disgrafia e di orientamento scolastico e professionale. È autrice di diversi libri, tra cui, con lo psicoterapeuta Giuseppe Rescaldina: “Il corsivo encefalogramma dell’anima”. Dirige la collana editoriale Scripta Manent della casa editrice “La Memoria del Mondo”, di cui è responsabile a livello di ideazione, progettazione e revisione di tutti i testi relativi.  Lautrice è contattabile all’indirizzo psicologiadellascrittura@gmail.com. Il suo sito professionale è www.irenebertoglio.it.

 

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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