La Notte prima degli esami… al Circolino. Di Massimo Moletti

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Come tutti gli anni è arrivata la notte prima degli esami di maturità. La pandemia e la non presenza ha ridato fascino ad un appuntamento che la nuova scuola e le lauree brevi avevano accantonato tra gli appuntamenti secondari …

La mia notte prima degli esami è stata molto tormentata perché in quel piccolo mondo di un eterno adolescente ti sembra che quell’aula è tutto il tuo mondo e la scuola l’universo …il Diploma per una famiglia 27 anni fa era un traguardo molto ambito e un lasciapassare per tutto …

Oggi è annoverato tra gli esami per non entrare nell’oblio e canto dei falliti o inesistenti, ma negli anni ’80 e quasi tutti i ’90 era un punto di arrivo pure o un enorme traguardo sociale.

 

Il suo fascino comunque rimane anche se non ci sono più i fondamentali è sempre una ottima prova per mettersi di fronte al mondo …

Io mi ricordo ancora gli esami di riparazione a Settembre che trasformavano le sudate carte in libri sotto il sole estivo che picchiava sempre assai …

Poi arrivavi alla quinta un obbiettivo, un traguardo molti come me non erano consci di essere arrivati alla fine di un lustro, ma più preoccupati per quante ragazze portate nella rete o quasi …

Non eravamo nè santi nè studiosi nè attenti …bastava una minigonna o scollatura per finire in livello 3 elementare …

Era un pianeta che finiva e delle gerarchie che andavano a farsi benedire …basta con le disposizioni di guerra per i compiti in classe dove le due gerarche della classe decidevano dove dovevi stare e metterti o i suggerimenti durante interrogazioni orali, dove non riuscivo a capire come il professore non riuscisse a capire e scoprire l’inganno forse anche lui come me guardava più le bellezze che la concretezza del verbo …

Una liberazione per molti,  un supplizio per altri che avevano trovato il loro posto e ruolo in quel piccolo mondo fatto di lavagna, banchi, cambi ora e intervalli …

Dove si faceva ancora educazione fisica e alla fine specialmente della corsa campestre c’erano mutilati di tutte le guerre e dove i lanci del peso si facevano con giacca di pelle e sigaretta in mano ….parallele odiate e quadri svedesi dove molti rischiavano la vita …e non sapevano saltare la corda …

Forse, perché eravamo più bravi a tagliare la corda dalle interrogazioni e ogni motivo era buono per non fare nulla e tirare il suono della campanella …con trionfo da Coppa Campioni per aver evitato il peggio …

Era un ambiente dove c’erano piccole vedette lombarde per scorgere l’arrivo dei professori e piccoli scrittori fiorentini per farti i compiti …

La scuola era tutto questo dove poi ti trovavi per parlare di calcio in un paese dove non si guardava ad altro, mentre altre discipline crescevano e sarebbero diventate vincenti e decorate …

Questa era la mia storia e di molti altri tra professori lamentosi per i pochi soldi in busta paga e per le strutture e attrezzature scarse …

Quando sento dire ai miei tempi credo che un po’ di pastiglie per la memoria devono essere passate dalla mutua perché il rivalutarsi è una piaga sociale ..

Molti non ricordano le risse dove pure poveri preti venivano presi a calci e bottigliate da figli di professori e grandi noti …

All’orale mi presentai in occhiali scuri e birra sperando di passare un altro anno in quella filiale del paradiso femminile ma mi buttarono fuori …

La notte prima degli esami è quasi sempre per acclamazione il tema e le sue tracce …canzoni, film hanno messo insieme molti emozioni provate in quella notte …

Ma un consiglio che dò è quello di viverla senza cercare il colpo di teatro o di selfie o tik tok ….

I  momenti più belli sono quelli perduti e non arrabbiatevi col vostro noioso compagno di banco …non consumate il piede sulle sue natiche come ho fatto io …e non fate i rivoluzionari perché una ragazza deve essere a carico per la cena di fine anno perché andata ad un concerto e quindi priva di soldi …

Non sbalorditevi come una bella silenziosa e triste la vedrete trasformate in movimenti di lambada bacino attorcigliata al compagno maschio più vecchio di voi …

Tre cose ho capito in 5 anni di Liceo …primo le compagne di classe non te la daranno mai …secondo il compagno di banco è un bruto con il pugnale puntato …terzo i professori non cambiano mai …

Il giorno del tema scrissi un poema senza  capo nè coda e chiamavo come Fonzie il mio odiato professore .. .a proposito la scarica di offese riservatela come me dopo il conseguimento del voto sulla carta e mai prima ….ma non fate nulla perché dopo anni capirete che molti insegnamenti saranno assai preziosi ed utili …

Quindi, non fate cose che poi dovreste pentirvene o non poterle raccontare perché col passare degli anni diventeranno non corrette …

Vivete questo momento come un momento di gioia anche se i momenti più belli sono quelli passati e perduti …

In bocca al lupo ragazzi …io all’esame avevo detto che volevo fare l’attore a modo mio ci sono riuscito …l’esame è un passaggio fate in modo di vivere ogni attimo….

Vorrei chiedere scusa a quel professore, ma mi sa che non si ricorderà più di me ma io mi ricorderò per sempre i suoi insegnamenti come non pensare troppo agisci

L’esame viene ogni anno, ma è sempre unico perché ciascuno di noi lo vive a suo modo per poi trasformarlo…. tanto la memoria diventa ballerina …con gli anni che trascorrono.

W la notte prima degli esami senza paure e timori …io la passai al circolino con un panino e bicchiere di vino …un periodo di vera felicità!

 

Massimo Moletti

 

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