La mappa della donazioni per combattere il virus- di Sabrina Carrozza

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    C’è un tempo per tutto.
    Per aver paura, in particolare quando la situazione è incerta.
    Quando ci si trova a combattere contro l’ignoto, lo dice anche Sun Tzu, le possibilità di vittoria sono incerte, non si conosce bene l’entità del nemico che abbiamo di fronte.
    Allora, nell’arte della guerra come nella vita, dobbiamo cercare di conoscere soprattutto noi stessi, per reagire. E quando la situazione intorno a noi si definisce, la reazione si concretizza.

    Prima ci sono state le donazioni. Alcune importanti, come quella di Esselunga, come quella di Giorgio Armani. Alcune più “contenute”, se proprio vogliamo quantificarle, anche se sempre di donazioni si tratta. Quelle note sono del Presidente dell’Inter Zhang e di Fedez&Chiara Ferragni.
    Ma questa coppia, così spesso sotto i riflettori, conosce bene i meccanismi dei social e della notorietà e ha innescato, partendo dai loro 100.000€, una donazione a catena, che oggi viaggia verso l’obiettivo dei 4 milioni di euro, a beneficio dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

    Le raccolte però sono fiorite e sono tutte legate all’emergenza Coronavirus. Sono istituzionali e non. Cerchiamo di elencarne alcune: mi sono fatta aiutare dagli amici di Facebook e ho preso spunto da gruppi social che frequento, oltre che a passaparola che arrivano anche dal mondo del lavoro.

    Su gofoundme, piattaforma scelta da Chiara Ferragni e Fedez per rafforzare la terapia intensiva del San Raffaele, è presente anche un altro banner da cliccare, #Insieme Contro il Coronavirus, che apre una pagina dedicata a diversi ospedali italiani. Anche in questo caso basta una piccola donazione per il Cotugno di Napoli (ora vicina ai 400mila), l’Ospedale Maggiore di Parma (poco oltre i 200mila), il Niguarda di Milano (con due raccolte distinte), l’Ospedale di Cremona, città molto colpita fin dall’inizio dell’emergenza.

    Ci sono anche Bari, Torino, Como, Novara, Bologna, Lecco e Pavia: tutte queste sono legate a strutture ospedaliere e tutte queste hanno sfondato i 100mila euro. Appena al di sotto il sistema sanitario Trentino, Reggio Emilia, il Policlinico di Milano, l’Abruzzo, Monza, Lodi, Cattolica, Sant’Ilario, Crema, Reggio Calabria, Cosenza, Modena, La Spezia, Lecco, Palermo, ancora Milano con il Sacco e due raccolte, Sant’Antioco e Treviglio: tutte queste hanno superato le 50.000 euro ciascuna. E ce ne sono altre ancora: io ne conto al momento 42.

    Spedali Civili di Brescia, come sicuramente altri, postano la possibilità di aiutare l’acquisto di materiale e macchinari utili direttamente sul loro sito.
    Il cantante Achille Lauro sta usando tutti i suoi canali per supportare il gruppo San Donato.

    E’ presente anche il Cesvi, sulla piattaforma, ma le associazioni che stanno procedendo sono numerose. Ad esempio, abbiamo la OBM onlus del Buzzi di Milano; Unicef si è già mossa da Gennaio con un aereo cargo verso la Cina per contribuire a debellare nel punto di origine la pandemia. Lo spiega con un lungo post su suo sito, spiegando che l’ammontare dell’appello umanitario lanciato è calcolato in 42,3 milioni di dollari.

    Torniamo in Lombardia, per segnalare il progetto della Regione: è molto semplice, ma molto efficace, l’appello lanciato sul sito. La Lombardia resta la Regione più colpita, o forse la Regione in cui i controlli sono costanti, efficaci, capillari. Ad ogni modo, l’ente si impegna verso i cittadini in qualità di garante e con i sindaci lavora invece per elaborare strategie di aiuto concreto.

    C’è anche lo sport, che si è fermato ma contribuisce alla causa. Due esempi per tutti. I biglietti della Curva Nord del splendido ottavo dell’Atalanta a Valencia sono stati devoluti all’Ospedale di Bergamo, colpito da un focolaio piuttosto violento in provincia. Anche altri gruppi di tifosi, come Chei de La Coriera, che organizza i pullman per le trasferte, riempie “coriere” virtuali con le donazioni, anche se il calcio è fermo.

    Oltre al colosso Esselunga (che dona anche 5€ ogni 500 punti fragola donati dai possessori) ci sono altre realtà della GDO che si muovono. I supermercati della catena Alì hanno donato 100.000 euro alla Protezione Civile a sostegno del sistema sanitario del Veneto e dell’Emilia Romagna, ma danno sul sito la possibilità di continuare a donare. Il gruppo è capillarmente diffuso in Veneto e nelle province di Bologna e Ferrara. Anche questo è solo un esempio.

    E chiudiamo con chi è più vicino a noi, tornando su gofoundme: c’è anche Legnano, con i suoi infermieri della “ria”, la rianimazione. Si sta toccando quota 40.000 e questi professionisti garantiscono di dare riscontro concreto ai soldi che donerete. Potete farlo qui.

    Non conosciamo il nemico, ma conosciamo noi stessi e, alla fine di questo post (che è sicuramente incompleto) siamo sicuramente capaci di reagire all’incognita. #andràtuttobene

    Sabrina Carrozza

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