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Sono stati presentati in questi giorni una serie di emendamenti che stravolgono la legge nazionale 157/1992 sulla tutela della fauna. Se tali emendamenti passassero, si autorizzerebbe la caccia in deroga a specie non cacciabili e la cattura degli uccelli a fini di richiamo vivo, vietata dalla direttiva comunitaria. Inoltre i pareri sui calendari venatori passerebbero dall’Ispra, autorità scientifica nazionale, alle Regionicon la conseguenza di calendari venatori più lunghi, permissivi e senza riscontro scientifico. La caccia di controllo verrebbe affidata ai cacciatori, riattivando un circolo vizioso, e verrebbero ripristinate le vecchie riserve di caccia a scopo di lucro, a differenza delle attuali aziende faunistico-venatorie, in cui oggi non si può guadagnare abbattendo uccelli migratori, che sono patrimonio internazionale. In poche parole, un passo indietro di oltre vent’anni.

Uno stravolgimento della legge nazionale 157/1992 sulla tutela della fauna e la riapertura di contenziosi europei, risolti dopo anni di lavoro e condanne della Corte di Giustizia: a questo porterebbero gli emendamenti al Decreto Semplificazioni. Bocciarli subito come inammissibili e mettere al sicuro la tutela della fauna“. Lo dichiarano le associazioni Enpa, Lac, Lav, Lipu e Wwf Italia a proposito degli emendamenti presentati da alcuni senatori leghisti al decreto sulla Semplificazione per le imprese, in discussione in questi giorni al Senato della Repubblica.

Un tentativo, quello di favorire la lobby della caccia e dei cacciatori, che era già stato presentato a settembre alla vigilia dell’apertura della nuova stagione venatoria, con le due proposte di legge approvate dalla Commissione regionale lombarda, per consentire di catturare richiami vivi e abbattere uccelli protetti. Due infrazioni alla legge nazionale e alla direttiva Uccelli che erano però state bocciate a seguito di una grande mobilitazione da parte delle principali associazioni ambientaliste italiane, tra cui la Lipu, e soprattutto grazie all’importante intervento del Ministro Costa che ha ribadito l’incostituzionalità degli emendamenti proposti da Regione Lombardia.

Una deriva preoccupante anche per le recenti dichiarazioni del Ministro Centinaio, che si è espresso a favore dell’estensione della “legittima difesa” nei confronti degli animali selvatici e in particolare dei lupi, animali peraltro contraddicendo peraltro il Ministro dell’Ambiente Costa, che fin dal suo insediamento al Governo ha espresso netta contrarietà a ogni possibilità di uccisione dei lupi. E in effetti, la Lega forse trascura il fatto che sono quasi due secoli che non si registrano attacchi di lupi a persone, mentre la caccia, solo negli ultimi quattro mesi di apertura del calendario venatorio, ha provocato 16 morti e 65 feriti.

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