La comunicazione del governo Salvini-Di Maio: parla Massimiliano Cavallo

    118

     

    Nuovo governo, nuovi partiti e nuovi personaggi di questa stagione politica targata gialloverde. Come si sta muovendo il neo premier Giuseppe Conte? Riuscirà ad essere l’Avvocato degli italiani? E soprattutto riuscirà a farsi valere sia in sede europea sia a casa nostra mediando tra i 5 Stelle e la Lega?

    Abbiamo chiesto un parere sulla comunicazione politica di Conte ad un esperto in materia, Massimiliano Cavallo, ideatore di Public Speaking Top, il Metodo per superare la paura di parlare in pubblico e autore del libro “Parlare in Pubblico senza paura” e del Podcast su iTunes “Public Speaking Top” (www.massimilianocavallo.com).

     

    1- Il 5 giugno Giuseppe Conte ha affrontato la sua prima volta da Presidente del Consiglio durante il discorso programmatico al Senato: il discorso è stato molto lungo ma anche molto applaudito. Secondo te come è andato a livello di comunicazione non verbale, gestualità, tono di voce, ecc…?

    Il suo discorso, dal punto di vista comunicativo, mi è piaciuto molto.

    E’ stato bravo a coinvolgere la sua maggioranza con le parole giuste e ha avuto un buon ritmo.

    Se rivediamo il discorso ha accompagnato le parole con una buona gestualità, ha saputo alternare belle pause a ritmo più veloce, ha alzato il volume quando doveva prendere l’applauso.

    Ha letto il discorso, cosa che raramente consiglio di fare, ma è sembrato molto sciolto, a suo agio.

    Soprattutto ha parlato al suo target, dentro e fuori il Parlamento.

    Il passaggio “metteremo fine al business della immigrazione, che è cresciuto a dismisura molto spesso sotto il mantello della finta solidarietà” ne è un chiaro esempio.

    2- Che differenze noti a livello comunicativo tra Salvini, Di Maio e Conte pensi che quest’ultimo riesca a porsi come leader capace di attirare su di sé sia il pubblico grillino che quello leghista?

    Salvini e Di Maio sono troppo forti comunicativi per essere contrastati dalla figura, tra l’altro sconosciuta di Conte.

    Non sappiamo quanto durerà il Governo ma sarà una lotta tra i leader dei due partiti per far emergere le rispettive leadership e per mettere la propria firma sugli eventuali successi della maggioranza.

    Questi primi giorni dicono esattamente questo.

    Salvini, in particolare, ha dettato finora l’agenda, anche solo con battute o slogan che hanno creato il corto circuito mediatico, giornali-web-opposizione che hanno amplificato i messaggi.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    3- Conte si è definito da subito “Avvocato degli Italiani”, gli è stato aperto un profilo su ogni social (Fb, Instagram, Twitter), la sua comunicazione è stata data ad esponenti grillini come Rocco Casalino, Pietro Dettori (già fidato collaboratore di Davide Casaleggio prima alla Casaleggio Associati poi a Rousseau) e Silvia Virgulti, nota alle cronache per essere stata la fidanzata di Luigi Di Maio, ed esperta di neurolinguistica. È trascorso quasi un mese, secondo te, quali sono le caratteristiche della comunicazione istituzionale del premier che hanno impostato?

     Al momento la comunicazione del Premier è sì istituzionale, come deve essere, ma inevitabilmente politica. Nelle prime uscite la linea comunicativa è quella dettata dai Cinque Stelle anche se Conte è stato messo finora in ombra soprattutto da Salvini.

    La definizione di “avvocato degli italiani” è azzeccata, i suoi elettori vogliono essere difesi dal “nemico”, cioè dalla crisi, dalle banche, dall’Europa, ecc.

    E nella sua replica Renzi ha fatto una gaffe clamorosa parlando di costituzione di parte civile…

    4- Ci sono stati degli interventi di senatori e deputati che sono andati proprio male e che non sono per niente comunicativi?

    Di interventi scarsamente comunicativi ce ne sono davvero tutti i giorni in Parlamento.

    Ma se capita durante il voto di fiducia si notano di più.

    E’ quello che è successo al Senato proprio durante il voto di fiducia al nuovo Governo Conte.

    Tra gli altri, è intervenuto il senatore a vita Mario Monti.

    Monti è andato oltre i tempi, la Presidente del Senato, Casellati, lo ha invitato più volte a concludere e alla fine, lui perde anche il filo del discorso e deve interrompersi. 

    Rispettare i tempi è molto importante; a questo errore di Monti ho dedicato un articolo con dei consigli sul mio blog www.massimilianocavallo.com per evitare figuracce come questa.

     

    5- Un tempo erano veri leader e grandi comunicatori Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, quelli che adesso sono usciti con le ossa rotte dall’esito delle elezioni. Come è cambiata col tempo la comunicazione dei leader? 

    Renzi è stato protagonista di un grande innamoramento da parte degli italiani. Il 40% alle Europee del 2014 è un risultato incredibile che il leader è riuscito a dimezzare in poco tempo.

    Quel successo fu certamente merito suo. Ma avrebbe dovuto condividerlo col partito, anche con quelli che poi hanno creato LeU.

    Ha peccato di arroganza e oggi anche la sua comunicazione ha perso lo smalto di un tempo. Ma non credo che sia finito, anzi.

    Quando si è insediato il Governo Conte, Giorgietti della Lega Nord ha esortato i Ministri a lavorare con la foto di Renzi sulla scrivania.

    Perché ora quell’innamoramento è rivolto a Lega e 5 Stelle, ma potrebbe finire anche questo in malo modo.

    Berlusconi, nonostante l’età, la condanna che ha scontato, l’impossibilità a candidarsi, si è difeso abbastanza bene.

    Non dimentichiamo che è sceso in campo la prima volta nel 1994, da anni si dice che sia finito e invece è ancora un elemento determinante del centrodestra.

    Mariarosa Cuciniello

    Articolo precedenteFesta del Sole, Gianni Mereghetti è ancora molto incazzato
    Articolo successivoAlle ‘cougar’ italiane piacciono.. i sexy toys