La Città con Marco Invernizzi vola alto (pure troppo). ‘Magenta è un sentimento’

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    Prende il via la corsa della lista civica che sosterrà il sindaco uscente assieme al Pd. Il rischio? L’iper intellettualismo

    MAGENTA – La Città con Marco Invernizzi , ossia la lista civica che si presenterà assieme al Pd nel tentativo di riconfermare il sindaco uscente, si è presentata questa sera in Casa Giacobbe a Magenta.

    Ha esordito Rossella Bartolucci, dicendo “siamo qui per ascoltare le voci di Magenta, non per raccontarla e raccontarvi. La complementarietà e la diversità delle esperienze è quello che ricerchiamo”.

    Marco Invernizzi ha poi fatto una breve prolusione, parlando di ascolto e dibattito e lasciando campo aperto agli interventi. “Grazie per essere qui, siamo tanti ed è una bella serata. Grazie anche agli amici del Pd, che mi sosterranno assieme alla lista civica”.

    Il primo intervento è stato quello di Sergio Chiodini, docente del liceo Bramante ed ex segretario del Pd. “E’ importante riflettere sulle parole: la prima è bene comune,  termine di derivazione greca. Il secondo termine è l’identità, che accomuna qualsiasi forza politica. Dalla fine del secolo scorso si è tentata la strada di unire il riformismo sociale e il pensiero cattolico, nell’ambito del centrosinistra. Servono coinvolgimento e non rottamazione, trasmissione dei saperi, coinvolgimento, passione per la città”.

    Un excursus sulle grandi famiglie del pensiero novecentesco, da Norberto Bobbio a Montesquieu, che francamente è apparsa a chi scrive del tutto fuori luogo, anche per la non eccelsa brillantezza comunicativa dell’oratore (sempre a parere dello scrivente). 

     

    La presentazione del simbolo è toccata a Daniela Parmigiani, presidente di  Urbanamente e tra le principali fautrici della lista. “Nel simbolo ci sono gli elementi di Magenta: la chiesa sullo sfondo, l’ecclesia; i portici, l’arco che contiene il nome di Marco Invernizzi. C’è il richiamo alla storia e al patriottismo cittadino, insomma una molteplicità di elementi. Come il cerchio, forma dinamica e centripeta. Marco è simbolo di progetto politico che merita di essere concluso, continuato. E’ un progetto aperto, dinamico, in movimento”.

    E’ quindi stata  la volta di Rocco Canale, che ha palesato la volontà di unirsi al Pd, pur con la peculiarità del civismo e delle proposte che parlano dei cittadini, con una loro responsabilizzazione. Viene anche il tempo della presa di responsabilità verso la città, con un coinvolgimento diretto. Sostengo Invernizzi non solo per i valori, nei quali mi riconosco, per i progetti che ha avviato e per il modo di governare”.

    Rossella Bartolucci ha poi esternato il suo endorsement per Invernizzi descrivendolo come “una bella persona, di cui apprezzo la cultura e la trasparenza, il volare alto. Parla di Magenta con la testa nel futuro, ecco perché sono qui”.

    Salvatore Novello ha parlato di ‘senso della comunità da trasmettere alle periferie’, poi è toccato alla giovane studentessa Giulia Radice, una delle proponenti del gruppo di studio sulla filosofia.

    Sul tema della cultura, ha aggiunto la Parmigiani, “il tentativo è stato quello di offrire qualcosa di diverso, di risvegliare le persone dall’assopimento. E devo dire che c’è dinamismo, vorrei che non si fermasse”. 

    E’ quindi toccato al discorso (e alle repliche) di Marco Invernizzi. “Siamo qui perché ci sono cuore e fiducia. I partiti oggi sono importanti per la democrazia, ma spesso manca la fiducia per ragioni che spesso sfuggono. Questa sera con noi c’è la città, c’è Magenta. Ci sono giovani, consiglieri comunali, assessori. Il nodo è questo: la città, che è un sentimento. Oggi abbiamo la sindrome dell’uomo solo al comando, ma è pericoloso: l’uomo ha bisogno degli altri. La crisi è frutto anche di questa evidenza. Nel bilancio di fine mandato abbiamo inserito anche le cose non fatte. Non dobbiamo avere paura di dire che abbiamo sbagliato. Assieme a questo c’è la forza propulsiva, ma anche il riconoscimento della forza degli altri. La fiducia scatta perché mi fido di chi sento come me, perché so di aver bisogno degli altri. Se c’è freddezza la città non si fida, la passione fa la differenza. La città plurale è la città forte, e la felicità può diventare elemento politico: ed è qui che può partire la fiducia. A volte ci scontriamo coi no che dobbiamo dire a chi non arriva a fine mese, e ci soffriamo. La politica è dire grazie a chi ci concede del tempo. La politica è commozione, empatia, sentimento. E’ il cuore centrale. Non basta l’efficienza pelosa di chi fa la cose per essere ringraziato. La politica è fatta di tante cose, a partire dal coraggio. Sicuramente rivendichiamo il fatto di aver fatto molto. Chi si offre alla città può anche incorrere in fallimenti elettorali. Sapete qual è la cosa di cui sono maggiormente orgoglioso? Quando lanciammo l’idea Spegni la Tv e incontra Magenta, per andare a trovare gli ultimi degli ultimi, ossia quelli completamente soli. Questa è la città che manca. Qual è il miglior modo di ottenere consenso? Fare il bene della città. Ecco perché abbiamo progettato, anche rischiando il fallimento. Magenta ha dei talenti formidabili, ma se abbassiamo il livello i talenti se ne vanno. Io stesso non votavo da anni, perché la politica deve diventare attrattiva. I filosofi hanno prodotto una città che offre e propone cultura per 200 sere l’anno. E non ho chiesto a nessuno ‘tu da che parti vieni o stai’, abbiamo giudicato i progetti in base al loro valore. Non ci si può umiliare al punto di sapere che la mia proposta funziona se ho una determinata appartenenza. E con noi la città ha trovato qualcuno con cui potersi esprimere. E la cultura così diventa discrimine. I giovani ci hanno chiesto spazio, e noi gliel’abbiamo dato. Alla Saffa stiamo lavorando per dotare l’area di uno spazio museale tecnologico di livello internazionale. E con l’aiuto della Fondazione di Maria Rita Parsi nascerà la prima Università internazionale della famiglia. Che porterà in città qualcosa di molto importante, senza precedenti. Abbiamo attivato un circuito di conoscenze che ci ha aperto porte straordinarie. Questo è il coraggio della politica”.

    Un discorso di alto livello, forse altissimo, su cui torneremo. Ma che, paradossalmente, appare sia la forza che la debolezza di Marco Invernizzi. Ne riparleremo.

    F.P.

     

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