La Carovana Antimafia torna ad Abbiategrasso. Perché NON è una buona notizia

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    ABBIATEGRASSO – “Se chiedete in Comune,tutti vi diranno che Scalera è un mafioso”.L’accusatore risponde al nome di Piero Sebri,dipendente comunale e soprattutto portavoce della Carovana Antimafia dell’Ovest Milanese.”Dopo le accuse rivoltemi – spiega Scalera – ho avuto un colloquio con il sindaco Arrara al quale ho rimesso a disposizione il mio mandato,ma lui mi ha esortato a rimanere al mio posto,convinto che le deliranti affermazioni di Sebri siano del tutto infondate”.Una vicenda assurda,fuori da ogni logica:così la pensano i cittadini abbiatensi e coloro i quali nel corso degli anni hanno avuto occasione di conoscere il geometra.”Già in passato avevo sporto querela nei confronti dello stesso soggetto,il Sebri,sempre per lo stesso motivo:diffamazione a mezzo stampa.Mi aveva,in sostanza,rivolto le medesime accuse.In quell’occasione,il Sebri è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Biella.Adesso lo querelerò nuovamente”.

    Sono passati alcuni anni dal fatto increscioso delle accuse contro Gildo Scalera, pronunciate nel corso di una serata della Carovana Antimafia dell’Ovest Milanese, sodalizio che per diversi anni è stato associato al nome di Piero Sebri. Scalera reagì duramente a quelle accuse, incaricò un prestigioso avvocato milanese- Caterina Malavenda- di sporgere querela e attende ora l’esito del processo, a cui non dovrebbe mancare molto per la sentenza di primo grado.

    Conosciamo Gildo Scalera da anni, ci abbiamo parlato di recente e siamo ragionevolmente certi che le sue ragioni saranno accolte dal Tribunale, che accerterà senza troppi giri di parole che Scalera NON è un mafioso.

    Ma fosse solo questo, il problema.. Il problema è che questa sera, venerdì 6 aprile, la Carovana Antimafia torna ad Abbiategrasso: dalle 21 sarà al convento dell’Annunciata per una serata col solito parterre. Nando Dalla Chiesa, David Gentili (due presenze piuttosto abituali), il Pm della Procura di Monza Salvatore Bellomo, Erika Innocenti ed Ersilio Mattioni. Manca Piero Sebri, chissà come mai..

    Siamo stati gli unici, da tempi NON sospetti, a criticare aspramente i modi, i metodi con cui la Carovana conduce le sue battaglie. Eravamo a Cisliano quando, durante una serata dai toni da vaudeville, Piero Sebri lesse una intercettazione telefonica che vedeva coinvolto Glauco Spadoni in relazione al clan dei Valle, cui in postilla (dopo minuti e minuti) vennero dette le seguenti parole: ‘Precisiamo che Spadoni non è neppure indagato’. Caspita..

    Ci piacerebbe che i toni della Carovana cambiassero, anche per una sana alternanza di genere))

    Ci piacerebbe che magari chiedesse scusa a Gildo Scalera, specie se il Tribunale ne conforterà le tesi; ci piacerebbe che ci parlasse di Alfredo Celeste, sindaco di Sedriano,  mascariato per anni e poi ASSOLTO con formula piena; ci piacerebbe parlassero di Marco Scalambra, chirurgo uscito distrutto dal tritacarne mediatico-giudiziario sempre nell’ambito del caso Sedriano ED ANCH’EGLI TOTALMENTE SCAGIONATO DALLE ACCUSE.

    Ci piacerebbe che ci fosse, e non c’è mai, un tono e un argomentare diverso, che si sapesse distinguere tra accuse giudiziarie e REALE svolgimento dei fatti. Ci piacerebbe capire perché il Comune di Abbiategrasso ha patrocinato l’evento, sapendo che un suo dipendente ha sporto querela contro un componente della Carovana stessa.

    Ci piacerebbe sapere perché Ersilio Mattioni ed Erika Innocenti, e tutto il resto della ‘carovana’, continuino a cavalcare un tema delicato e un problema cogente ed esistente (l’infiltrazione della malavita nelle pubbliche amministrazioni) senza a nostro avviso considerare l’opportunità di leggere vicende molto complesse alla luce del garantismo liberale, magari sentendo ogni tanto anche le versioni difensive o gli avvocati degli imputati.

    Ci piacerebbero tante cose che non abbiamo mai visto realizzate, e che ancora una volta vedono chi scrive schierato in beata solitudine contro una prassi che reputo discutibile, quanto meno: la terra in cui vivo, l’Abbiatense Magentino, HA TUTTI GLI ANTICORPI PER RESPINGERE QUALSIASI TENTATIVO DI CORROMPERE E ORIENTARE LE SCELTE POLITICHE DI NDRINE, COSCHE  O ASSOCIAZIONI CRIMINALI.

    Non accetto né tollero che questo territorio venga dipinto in maniera palesemente difforme dalla realtà dei fatti (e delle sentenze di Tribunale).

    Eppoi sarebbe bello, magari, approfondire le risultanze- sino ad ora- dell’inchiesta sui fatti di Seregno condotta proprio dalla Procura di Monza, che ha già condotto alla scarcerazione di diversi imputati.

    Ma il canovaccio e la trama, ahinoi, ci paiono sempre gli stessi.

    Questa sera, su Sky Classics, verrà proiettato El Dorado, splendida pellicola western del 1966, con John Wayne e Robert Mitchum. Lo dicemmo e lo ridiciamo: le uniche carovane che ci piacciono sono quelle dei film con l’immortale John Wayne. Che difendeva la legge ma non era né giustizialista né manettaro. Altri tempi, decisamente. Tempi nei quali si poteva provare anche umana ammirazione per un delinquente come Billy the Kid.

    Fabrizio Provera

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