Justin Clyde Williams – “Empty Rooms” (2021) by Trex Roads

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Semplicità e sincerità. Il vero country americano sta tutto in queste due sole parole. Così difficili da trovare assieme in un disco di Nashville. Grazie a Dio esiste il country indipendente, un movimento che comprende stili e artisti così diversi ma caratterizzati da queste due parole.

Esplorando questo mondo così affascinante, composto da uomini e donne che hanno fatto della musica la loro scelta di vita, quel sogno da inseguire ad ogni costo, ci si accorge che niente è facile ma quando si raggiungono le anime di così tanta gente la soddisfazione deve essere enorme. Perchè il passaparola sia efficace, per fare che il proprio nome circoli, come diceva Bon Scott degli AC/DC, “è una lunga strada verso il successo se vuoi il rock and roll”. Qui non si fa rock and roll, ma il concetto è lo stesso e i live club da battere sono tanti e le strade da percorre negli immensi Stati Uniti sono tante e tutte difficili.

 

Justin Clyde Williams prende le due parole e le declina in questo suo esordio discografico.

Senza artifici, senza effetti speciali, senza una super band alle spalle. Solo lui, la sua splendida voce, la sua chitarra acustica e il violino dell’amico Matt Parks. Tutto qui.

9 pezzi asciutti e di una bellezza poetica disarmante, un country completamente avvolto nel folk dei cantastorie del passato, con un sapore leggero di bluegrass.

Non è un vero e proprio esordio, Justin aveva già fatto uscire un EP nel 2019 ma questo disco lo proietta nel novero dei più talentuosi artisti indipendenti del nuovo firmamento americano. La provincia che si prende rivincite sulle grandi città, sulle etichette che hanno fatto la fine dei partiti politici. Hanno perso di vista il popolo e le sue storie, hanno lasciato per strada il talento e la capacità di arrivare ai cuori e di parlare della vita vera.

 

Grazie al management della Hill House Records, che fra le sue fila conta la leggendaria band honky tonk dei Piedmont Boys, e sempre attenta ai nuovi talenti della musica country indipendente, Williams fa innamorare gli ascoltatori della sua voce così intensa ed emoziona con pezzi che vengono dal cuore.

Il disco è stato registrato in una sala ricavata da un vecchio fienile ed ascoltando il primo pezzo Blood on your Hands, non viene difficile immaginarlo a cantare attorno ad un falò davanti a quel fienile per i suoi amici questa storia di vita vera. Il violino regala malinconia ed intensità al bellissimo brano, anzi a dire al vero a tutto questo lavoro così semplice, così dannatamente bello.

 

Ascoltate l’inizio di Kansas City, dove la chitarra acustica si intreccia con il suono del violino e introducono la bellissima voce di Justin, emozionante.

Il ragazzo ha talento, è un cantastorie dal sapore vintage, di quelli che suonano in un piccolo bar fumoso e catturano l’attenzione degli avventori e diventano artisti di culto.

I brani sono storie non solo canzoni, alla maniera dei grandi del genere, non sono radiofonici, non sono da ballare in una vecchia balera di Austin ma sono da assaporare piano piano, emozionandoci davanti ad un fuoco e agli amici.

La title-track non si discosta da questo sentimento e la voce influenzata da quei monti Appalachi che hanno influenzato tanti narratori country di successo, prende lo stomaco mentre ci parla della vita dura dell’artista che ha scelto di seguire il suo sogno ma ne capisce le difficoltà. Suonare spesso davanti a sale vuote, con pochi guadagni quando è difficile pensare al futuro. Come vi avevo detto prima, una strada difficile e piena di buche.

Sono 9 pezzi che sembrano nove piccoli cortometraggi di vita vissuta, difficoltà e dolori, gioie e amici che hanno caratterizzato la sua vita di artista itinerante. Uno che ha inseguito sempre il suo sogno anche quando sembrava così difficile da raggiungere.

 

Se amate i cantastorie, le canzoni che lasciano qualcosa senza essere immediate, le voci che si aggrappano al cuore, ecco io metterei certamente Justin Clyde Williams nella playlist, vale sicuramente la pena di conoscerlo e apprezzarne l’arte.

Auguriamo a JCW di continuare il suo sogno e di riempiere sempre quelle stanze vuote, siamo certi sarà così perchè lo merita e di solito nelle strade del country indipendente, quello vero, chi merita ha sempre le sue soddisfazioni.

 

Buon ascolto,

Claudio Trezzani by Trex Roads  www.trexroads.altervista.org

(nel blog trovate la versione inglese di questo articolo a questo link :  https://trexroads.altervista.org/empty-rooms-justin-clyde-.williams-2021-english/

 

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