Italdenim: cercasi ‘sostenitori’ per buone idee che meritano di essere salvate

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    LEGNANO/INVERUNO – “L’Italdenim (assieme alla sua consorella Pulldenim) rappresenta un’eccellenza non solo a livello italiano ma internazionale. Con questo fallimento si vanno a disperdere un’eccellenza imprenditoriale, oltre che cento posti di lavoro. Ma soprattutto si rischia di mandare al macero un prodotto innovativo caratterizzato da una forte sostenibilità anche sotto il profilo ambientale che è valso all’azienda certificazioni di qualità uniche per questo mercato da parte di Green Peace. Noi al pari della proprietà (la famiglia Caccia ndr) siamo convinti di aver in mano un prodotto vincente. Forse, con un po’ più di tempo e una maggiore disponibilità anche da parte del nostro Paese e con una legislazione capace di andare a premiare di investe in questa direzione, oggi non ci troveremmo in questa situazione. Ma la speranza è l’ultima a morire”. Non mollano i lavoratori della Italdenim di Inveruno dallo scorso 17 aprile ufficialmente ‘fallita’ e con un centinaio di posti di lavoro che rischiano seriamente di andare in fumo definitivamente.

    “Non siamo mai stati a fare le barricate perchè non sarebbero servite a nulla – ha ricordato Vito Zagaria, della Fecma Cisl e componente della segreteria di comparto in questi dieci anni abbiamo tenuto duro. Il nostro sindacato insieme alla proprietà ha cercato di portare avanti, grazie anche all’utilizzo degli ammortizzatori sociali, una situazione che dal 2008 si è fatta sempre più critica. Probabilmente qualche errore è stato fatto. Ma tutti sbagliano. La proprietà ha investito parecchi milioni di euro per cercare di andare avanti”.

    La speranza, dunque, come ha rimarcato Beppe Oliva, responsabile welfare della Cisl Milano Metropoli, “è che il curatore fallimentare possa comprendere la validità di questo prodotto e, che quindi, sussistono le condizioni per andare ancora avanti”. “Naturalmente – hanno concluso i rappresentanti delle RSU presenti alla conferenza di questo pomeriggio Daniele Calcaterra, Emanuela Iovine e Lucia Heredial’auspicio è che arrivi anche qualche aiuto esterno perchè qui ci sono davvero delle buone idee che meritano di essere ancora sostenute”.

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