Invernizzi VS Calati: è la dura legge del goal…

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    MAGENTA – Abbiamo seguito con curiosità il ‘duello’ andato in scena, ieri sera, in Sala Consiliare tra il sindaco uscente Marco Invernizzi e Chiara Calati in vista del ballottaggio di domenica prossima.

    Non tanto perché convinti che il confronto potesse spostare qualcosa – mentre i due aspiranti sindaci si confrontavano fuori c’era letteralmente ‘il mondo’ con i ‘Negozi sotto le stelle’ del giovedì e, piaccia o non piaccia, una buona fetta della città che segue distrattamente le vicende amministrative che, al contrario, dovrebbero interessare e non poco – quanto per capire se dal ‘faccia a faccia’ potesse uscire un cambiamento di rotta rispetto al cliché di queste settimane di campagna.  Va detto che siamo tornati a casa con le nostre convinzioni. Ben sintetizzate  dall’amico e collega Emanuele Torreggiani nel corso del dibattito.

    A favore di Chiara Calati gioca lo ‘spirito del tempo’, e così può giocarsi tutta una partita difesa e contropiede. Già, perchè il suo avversario – parafrasando proprio la campagna elettorale di Invernizzi del 2012 – in questi cinque anni ha dato corso ad una ‘lunga marcia’  difficile, impervia e i cui frutti non si possono vedere evidentemente a breve periodo.  Questo va da sé che in termini di consenso elettorale non è certo vantaggioso. Tutt’altro.

    Beninteso, non vogliamo dare giudizi di merito. Però, piaccia o no, le regole del gioco sono queste. E allora la gente si ricorda di più di una buca nella strada,  di una multa per divieto di sosta, perché magari disinformata ha parcheggiato al multipiano senza sapere che è diventato a pagamento, piuttosto che del progetto di ‘coesione sociale’ che dovrebbe sorgere all’interno dell’ex SAFFA secondo il disegno tracciato da Invernizzi.

    Giusto o sbagliato non sta a noi dirlo. Sappiamo solo che è così. Punto. E’ la fatica e la ‘solitudine dell’amministratore’ che Invernizzi in questi anni ha provato sulla sua pelle e che anche ieri sera ha provato a spiegare alla platea.

    Naturale che la sua spiegazione sia servita fino ad un certo punto. Anche perché la sala, benché gremita, era piena zeppa di ‘addetti ai lavori’. Anche la collocazione fisica delle ‘fazioni’ era ben visibile.

    Da un lato, i sostenitori della Calati – che rumoreggiavano per un Invernizzi a loro avviso troppo prolisso e che teneva a lungo il ‘pallino’ per illustrare i piani Saffa e Novaceta – dall’altra i pretoriani del Sindaco.  E’ per questo che il dibattito ha spostato poco o nulla.  

    Dunque zero a zero e palla al centro, dopo un primo tempo che, però, si è concluso tre a zero per quella che fino a qualche settimana fa veniva considerata poco meno che una ‘outsider’ della politica.  

    Finirà così anche domenica? Può essere, chissà.  Di certo c’è che Marco Invernizzi e Chiara Calati ci hanno fatto venire in mente una canzone molto in voga qualche anno fa… ‘La dura legge del goal’ del grande Max Pezzali  degli 883.  Una canzone che, a nostro avviso, è la metafora di questa campagna elettorale con i due candidati perfettamente calati nella parte…

    “È la dura legge del gol

    Fai un gran bel gioco però

    Se non hai difesa gli altri segnano

    E poi vincono

    Loro stanno chiusi ma

    Alla prima opportunità

    Salgon subito e la buttan dentro a noi

    La buttan dentro a noi”

     

    F.V.

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