Interisti in festa, Sala: ‘Inevitabile’. Sileri: ‘Un peccato, fa male’

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    MILANO –  “E’ vero la situazione era certamente prevedibile ma non e’ pensabile che si potesse evitare che i tifosi scendessero in piazza e sarebbe stato cosi’ in qualunque citta’ italiana la cui squadra avesse vinto lo scudetto”. Cosi’ il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha commentato in un video sui social gli assembramenti di domenica sera, e soprattutto in piazza Duomo, dei tifosi dell’Inter. “Io capisco che le immagini di piazza Duomo abbiano potuto colpire la sensibilita’ di tanti, e considero con attenzione le voci di tanti milanesi arrabbiati – ha detto -.Capisco di meno la strumentalizzazione politica per racimolare qualche voto in piu'”.

     “Fa male vedere piazza Duomo con 30 mila tifosi urlanti, in festa, molti senza mascherina. Quelle persone hanno dimostrato di non avere un briciolo di buon senso. Vuol dire che si sottovaluta ancora troppo il rischio”. Lo dice il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, parlando dei festeggiamenti per lo scudetto dell’Inter, in un’intervista in apertura de La Stampa. “Se c’erano positivi, e’ sicuramente avvenuto qualche contagio. Quanti, potremo dirlo solo tra due settimane”.
       “Sappiamo – osserva inoltre Sileri – che l’incidenza in Lombardia e’ di circa 14 casi ogni 10 mila abitanti. Se in piazza Duomo c’erano 30 mila persone, allora 45 di loro avrebbero dovuto essere positive. Quante ne abbiano infettate, a loro volta, difficile dirlo”, sottolinea che “in piazza non c’erano solo milanesi”, quindi il pericolo e’ di “possibili ripercussioni sulla Lombardia, non solo su Milano”.
       Facendo un bilancio degli ultimi giorni, sottolinea che “piu’ di 200 morti al giorno sono ancora tanti, troppi. Credo pero’ che alla fine di questo mese arriveremo a toccare la soglia dei 15 o 20 decessi al giorno”. Per Sileri e’ anche arrivato il momento di aprire le Rsa alle visite dei parenti: “Oggi nelle Rsa il 94,4% degli ospiti ha ricevuto la prima dose di vaccino e l’80% ha la seconda dose, compreso il personale”, per cui “con ingressi contingentati, una lista a rotazione e tamponi all’ingresso, non vedo perche’ non dovrebbero riaprire le visite ai parenti. Ho sollecitato piu’ volte e l’ho detto anche a Rezza”.
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