+In Austria vola il Partito della Birra: terzo classificato alle Presidenziali..

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VIENNA Ha davvero del clamoroso quanto accaduto in Austria, dove alle elezioni presidenziali c’è stato un gande exploit per il ‘Bierpartei’, il ‘Partito della Birra’ fondato da Domink Wlazny, musicista punk e cabarettista noto anche con lo pseudonimo di Marco Pogo.

Lo scorso weekend i cittadini austriaci sono stati chiamati alle urne per decidere le sorti del Paese e la vittoria è andata al presidente uscente, Alexander Van der Bellen.

L’exploit del Partito della Birra

Il 78enne leader dei Verdi Van Der Bellen, si è assicurato il secondo mandato di sei anni ottenendo il 50 % dei voti ma la vera notizia è arrivata da un altro candidato, Domink Wlazny.
Wlazny, 35 anni, era il vero outsider delle elezioni con il suo “BierPartei” (BPO), il Partito della Birra, una proposta nata praticamente per gioco e finita con il raggiungere l’8.4%.
Il risultato è stato ben oltre quanto sperato, considerato che i principali sondaggi davano Wlazny votato al massimo dal 5% degli elettori. Gli austriaci si sono però schiarati con il progetto satirico fondato nel 2014 da Wlazny, un personaggio punk in tutto e per tutto.
Laureato in medicina, infatti, il leader del BPO è diventato noto come musicista, frontman della band punk dei Turbobier con il soprannome di Marco Pogo.
Tra il BPO e il trionfante Van Der Bellen, a livello nazionale si è posto solo il nazional-conservatore FPO DI Walter Rosenkranz che Wlanzy è però riuscito a superare nel distretto della capitale Vienna, dove è arrivato secondo dietro ai Verdi.
“Grazie, sono sopraffatto. Sono arrivato terzo e, a Vienna, secondo dopo il solo Van Der Bellen. Grazie a tutte le persone che hanno riposto fiducia in me. Mi congratulo con il vecchio e nuovo presidente e non vedo l’ora di bermi una birra con lui nell’Hofburg”, ha scritto sui social Wlazny.
Chissà se qualcuno si mettesse in mente di fondare una ‘sezione italiana’ del partito, considerando che l’Austria è un paese di confine..
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