Il tuo bambino scrive male? Scopri di più. Di Irene Bertoglio

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    MAGENTA –  La disgrafia è un disturbo specifico dell’apprendimento che si manifesta con difficoltà nella realizzazione grafica, in presenza di capacità cognitive adeguate. È un fenomeno in aumento crescente nelle scuole italiane. Come la si riconosce? È rintracciabile quando una scrittura è:

    • illeggibile, disordinata e imprecisa;
    • eccessivamente lenta o eccessivamente veloce;
    • organizzata maldestramente nello spazio;
    • “affaticata” (mano e braccio si stancano);
    • irregolare (in pressione, direzione e dimensione);
    • angolosa e incerta;
    • non conforme all’età anagrafica.

    Le cause sono molteplici: difficoltà nella motricità fine, difetti nel coordinamento occhio-mano, lateralizzazione non definita, turbe emotive… Nella maggior parte dei casi le difficoltà sono accompagnate da un’impugnatura e da una postura scorrette. Il bambino con difficoltà di scrittura soffre spesso di stati d’ansia: scrivere lo fa sentire a disagio. A volte si pensa che il problema possa risolversi da solo: purtroppo le difficoltà tendono ad aumentare, mentre l’autostima cala. È importante individuare la disgrafia precocemente perché può avere riflessi sullo sviluppo della personalità e incidere negativamente sul rendimento scolastico, innescando sentimenti di delusione, scoraggiamento e demotivazione.

     

     

    La disgrafia però non è una malattia ed è risolvibile! La figura professionale che può risolvere questa difficoltà è il grafologo specializzato anche in rieducazione della scrittura. Lo scopo della rieducazione grafica è quello di ripristinare le abilità di base necessarie per l’atto scrittorio e di far ritrovare il piacere di scrivere. L’intervento rieducativo è personalizzato e mira a rinforzare la capacità di apprendimento, a prevenire problemi scolastici legati a turbe della grafia e ad ottenere risultati positivi sul piano relazionale ed affettivo. Nel percorso di rieducazione vengono applicate tecniche specifiche di rilassamento, esercizi di motricità manuale e giochi con il corpo legati al grafismo. Il grafologo rieducatore mantiene un costante rapporto di collaborazione con le famiglie e con gli insegnanti per favorire il lavoro di sostegno del bambino. Anche l’adulto che ha difficoltà di scrittura può lavorare sulla propria grafia. I ragazzi, soprattutto della scuola secondaria, che desiderano migliorare il proprio apprendimento, allenandosi sul gesto grafico, prenderanno voti più alti in quanto il corsivo sveglia l’intelligenza. È infatti provato da numerosi studi scientifici che la scrittura corsiva stimola l’attenzione e l’apprendimento, incrementa la capacità di lettura e di calcolo,  potenzia la memorizzazione dei concetti e affina la capacità relazionale. Scrivere a mano sviluppa inoltre la creatività, il pensiero critico ed aumenta l’autostima. Oltre alle sedute con i bambini, esiste la possibilità per il genitore interessato di seguire delle lezioni private per apprendere gli strumenti necessari ad aiutare il proprio figlio da vicino.

     

    Irene Bertoglio è scrittrice, grafologa, rieducatrice della scrittura e perito grafico-giudiziario. Per anni ha gestito una struttura nell’ambito formativo ed educativo. Ha tenuto e tiene numerosi corsi di aggiornamento e innovativi progetti sperimentali nelle Scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria, soprattutto di prevenzione della disgrafia e di orientamento scolastico e professionale. È autrice di diversi libri, tra cui, con lo psicoterapeuta Giuseppe Rescaldina: “Il corsivo encefalogramma dell’anima” (Ed. “La Memoria del Mondo”). È direttrice dell’Accademia di Scienze Psicografologiche con sede nel centro di Magenta, che organizza corsi e incontri di psicologia, grafologia, calligrafia e non solo (www.psicografologia.wordpress.com).  L’autrice è contattabile all’indirizzo psicologiadellascrittura@gmail.com.

     

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