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Il tragico destino dei social media. Dopo il caso Trump e l’approdo a Parler

Di Matteo Spigolon, fondatore di Fabbrica Politica

Se vuoi scoprire  come evolverà il mondo dei social nel giro di un anno e come devi comportarti per non farti trovare impreparato, allora è certamente il caso di leggere attentamente questo contributo firmato da Matteo Spigolon, fondatore di Fabbrica Politica ed esperto del mondo dei social media. 

Ma vediamo l’analisi di Matteo ispirata ai fatti di Capitol Hill e alla successiva decisione dei principali social network come Facebook e Twitter di bannare Donald Trump, perchè quello che è successo al Presidente degli Stati Uniti d’America, potrebbe accadere anche a noi…

Forse è un po’ lunga, ma ne vale la pena. Allora, inizia a seguirmi attentamente.
Se escludiamo per un momento l’assalto dei seguaci di Trump al Campidoglio, qual è la notizia più rilevante di questi giorni per quel che concerne i media? Suggerimento: riguarda sempre l’attuale Presidente degli Stati Uniti d’America. La sai?
Chiediamo l’aiuto da casa?

Ti risparmio la fatica lo spreco di un bonus: Twitter ha cancellato il profilo da 88 milioni di follower di Trump. Can-cel-la-to.

CAPITOL HILL

Una decisione per certi versi sorprendente, dato che è stata presa per gli ultimi due tweet su cui non c’era niente di così grave.

Forse Jack Dorsey li ha considerati come la goccia che ha fatto traboccare il vaso, ma credo fosse una decisione che meditava da tempo e a cui non avrebbe dato seguito finché non fossero stati certi i risultati delle varie elezioni.

Sta di fatto che i social si sono trasformati da luoghi di libertà a tribunali inquisitori che decidono se quello che pensi è giusto o sbagliato.

E vale per tutti.

Sento spesso dire che NON essere presenti sui social è un rischio troppo grande da correre.

Io la penso diversamente: oggi è diventato un rischio troppo grande esserci dentro.

La dipendenza che creano nel tempo ti offusca la mente e impedisce di considerare qualsiasi alternativa.

“Non avrai altro Dio all’infuori di Mark Zuckerberg”, recita il primo comandamento della tavola di Facebook.

I social hanno sulle persone lo stesso effetto della prigione sui detenuti di lungo corso: dopo aver scontato la pena e aver assaggiato un sorso di quella che pensavano fosse libertà, commettono appositamente un reato per tornare in carcere perché il mondo là fuori li spaventa e non fa più per loro. Facebook e Instagram fanno questo effetto. Twitter anche. Senza di loro le persone si sentono perse.

“Ma come faccio a […] senza i social?”, ripetono ossessivamente mentre sgrondano di sudore dalla tensione.

(metti quello che vuoi al posto dei puntini, la frase avrà sempre un senso). Sanno di essere in trappola, ma non hanno la forza di venirne fuori.

Ho timore per alcune di queste persone: se dovessero cancellarli dai social potrebbero compiere gesti estremi. Non è forse un grosso rischio questo? E tu ne corri molti più di Trump, senza necessariamente ricevere l’accusa di incitamento alla rivolta. Se lo chiudono al Presidente degli Stati Uniti in carica, figuriamoci se non può accadere a te (o a me) per molto meno.


Matteo Spigolon, Fondatore di Fabbrica Politica

Basta un niente e sei fuori. Comunque…

Trump ha già trovato un’alternativa a Twitter, non è certo rimasto passivamente a subire.

Si tratta di Parler.

Questo ‘giovane’ social non è una novità, almeno per me, dato che sono iscritto e lo sto osservando dall’interno da 6 mesi.

Ti posso dire che è ancora presto per capire se potrà essere il sostituto di Twitter (in grande declino), con cui ci sono comunque delle differenze.

Per ora lo vedo più come un social ‘partisan’, ma forse è proprio questo il futuro.

Non escludo che nel giro di un anno o due i social generalisti, quelli da tutti dentro, subiscano un consistente svuotamento di utenti a vantaggio di altri emergenti e di parte.

Le persone preferiranno utilizzare dei social che meglio rappresentano le loro opinioni.

E di conseguenza nasceranno nuovi social di questo tipo, che prenderanno il posto di quelli storici.

Quanto al ban di Parler dal Play Store di Google e a quello possibile dall’App Store, penso che in futuro succederà anche un’altra cosa: nascerà uno store indipendente per installare app social e news bannate sugli smartphone.

Così come nel corso del tempo le persone hanno trovato modi diversi per scaricare contenuti protetti da internet nonostante tutte le contromisure prese. Chiuso un sito/software, ne spuntava un altro.

Ma che la situazione sia tragica per i social non lo dico solo io.

Dai un’occhiata a una delle tante testimonianze che ho trovato in rete:

“[…] I social alla deriva dove ormai esiste solo Trump e la dittatura sanitaria veranno sempre meno utilizzati perdendo anche noi uno strumento importante. […] E quindi ti trovi una parte di gente rassegnata, una parte che vive di rendita (non per molto ancora) e i due poli pro e contro il covid.”

Sui forum se ne trovano a decine di commenti così.

Forse possono sembrare fatti di pancia, ma il sentiment è questo e quindi la direzione è segnata.

Una direzione che anche le celebrità contribuiscono a dare: Harry e Meghan, infatti, hanno detto addio a Facebook e Twitter e su Instagram non pubblicano da mesi.

Si tratta di una crisi dei social (di un certo tipo di social) ir-re-ver-si-bi-le.

Ora ti è ben chiaro che hai bisogno di un piano se non vuoi soccombere?

Se non vuoi essere travolto da un’onda hawaiana, ecco alcuni consigli veloci che ti posso dare:

1. Inizia a ridurre da subito la dipendenza da Facebook, fratelli e sorelle vari per abituarti. Imposta sullo smartphone delle limitazioni temporali di utilizzo per le app social. Sull’iPhone c’è una voce apposita, penso anche su Android. Metti massimo due ore al giorno per il primo mese. Il secondo riduci a una. Non tornare indietro.

2. Cerca di capire come portavi a termine determinate azioni prima che arrivassero i social, magari funzionano ancora (di più) oggi. Spremi le meningi, prendi la Delorean insieme a Doc e Marty per tornare al passato.

3. Utilizza la “Strategia della Pila” per ridurre il danno in caso di cancellazione di uno o più profili (la trovi nel mio corso L’Arca di Matteo).

4. Crea un ecosistema dove decidi tu le regole. Deve essere solo digitale all’inizio, perché richiede meno investimenti di tempo e denaro oltre ad avere un’esecuzione più rapida. Il segreto sta nello spingere all’interno (ecosistema tuo) per guadagnarti poi spazio all’esterno (media che non controlli e non possiedi) e ritorno. Sempre nel mio corso spiego come fare.

5. Non dare ascolto alle sirene che vengono da fuori e che vogliono convincerti a rimanere nelle prigioni social. Ti cercheranno, ti troveranno e ti… (beh, se hai visto il film Taken dovresti saperlo). Se serve, isolati e… non ti curar di loro (Canto III, Inferno, Verso 51, 17esima terzina della Divina Commedia).

Muoviti ora oppure lo rimpiangerai per il resto dei tuoi giorni !

Redazione

Redazione Ticino Notizie

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