Il Tar Lombardia dà ragione al Comune e respinge il ricorso dell’associazione Moschea Abu Bakar per l’assegnazione di un’area del Cimitero per i defunti di religione musulmana

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    MAGENTA Il Tar della Lombardia ha respinto l’intero ricorso dell’associazione Moschea Abu Bakar contro il Comune di Magenta, volto all’assegnazione in uso all’associazione stessa di un’area interna al cimitero comunale per la sepoltura dei defunti di fede musulmana. La sentenza non solo ha dato piena ragione all’Amministrazione Comunale rigettando tutti e sei i motivi di ricorso dell’associazione, ma ha anche evidenziato come “nonostante la mancanza attuale dello spazio richiesto, il Comune di Magenta garantisce doverosamente la sepoltura nel rispetto delle credenze morali o religiose del defunto, senza alcuna lesione quindi delle garanzie costituzionali di libertà religiosa”, scrivono i giudici nel provvedimento.

    calati aloi

    “Voglio esprimere soddisfazione per questa sentenza che dimostra come l’Amministrazione Comunale abbia agito in maniera corretta non solo dal punto di vista legale e dei diritti costituzionali, ma anche dal punto di vista morale – ha affermato il sindaco di Magenta, Chiara Calati. “Abbiamo riesaminato la pratica, come da precedente sentenza delTAR – ha aggiunto il Sindaco Calati – vagliando i documenti forniti e seguendo un iter istruttorio che ha spiegato la reale impossibilità di concedere lo spazio chiesto dall’associazione Moschea Abu Bakar, documentando dal punto di vista tecnico l’assenza di spazi compatibili con le richieste avanzate, senza nessuna volontà di danneggiare nessuno o precludere alcuna possibilità di sepoltura secondo il rito islamico”. Il ricorso è stato presentato dall’associazione Moschea Abu Bakar la quale aveva chiesto al Comune l’assegnazione di un’area interna al Cimitero Comunale per la sepoltura dei defunti di religione musulmana. Dopo aver esaminato l’istanza dell’associazione, l’Ente ha risposto negativamente spiegando i motivi, tra cui la mancanza di un’area con le caratteristiche richieste, per cui non è stato possibile esaudire la richiesta dell’associazione Moschea Abu Bakar, la quale si è così rivolta al Tar esponendo sei motivi di ricorso, tutti rigettati dai giudici.

    I giudici hanno rilevato che l’Amministrazione ha riavviato “tempestivamente” il procedimento di valutazione della domanda avanzata dall’associazione la quale ha “avuto la possibilità di presentare anche nuovi chiarimenti rispetto alle originarie osservazioni non esaminate dall’Amministrazione”.

    “L’iter istruttorio che abbiamo prodotto ha evidenziato che gli spazi attualmente liberi sono destinati alla realizzazione di nuovi manufatti. 192 loculi sono stati realizzati dal 2017, altri 100 sono da realizzarsi entro il 2022. Bisogna inoltreospitare l’area dove disperdere le ceneri dei defunti (obbligatoria secondo il regolamento regionale della Lombardia sulle attività funebri e cimiteriali)” – continua il Sindaco Calati – “È stato dimostrato anche che l’edificazione di loculi e sepolcri in altezza porrebbe problemi di carattere tecnico ed economico (realizzazione di fondamenta per sostenere più piani oltre che di rampe e scale di accesso), senza contare l’esistenza di vincoli paesaggistici previsti dall’Ente del Parco del Ticino. Inoltre l‘associazione, secondo quanto contenuto nel dispositivo del Tribunale, ha fornito alcuni dati circa il numero di residenti di fede musulmana deceduti allo scopo di spiegare le esigenze di sepoltura, stimato su 16-17 persone l’anno. I numeri esposti però non coincidono con il dato effettivo sulla percentuale media di decessi di popolazione straniera nel comune, da noi forniti sui dati risultanti dall’anagrafe comunale, che tra il 2015 e il 2020 registrano 3-4 decessi l’anno di cittadini stranieri. Queste motivazioni puntuali hanno portato alla vittoria del Comune. Ho ritenuto doveroso riassumerle per chiarezza nei confronti dei cittadini”, conclude il Sindaco Calati.

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