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Il ritorno di Del Gobbo? Un po’ come le voci del calcio mercato…

MAGENTA – Abbiamo scritto qualche tempo fa dalle colonne di Ticino Notizie di un possibile ritorno di Luca Del Gobbo in prospettiva elezioni amministrative 2017. E’ stato lo stesso ex sindaco, oggi capogruppo di NDC in Regione Lombardia, in una lunga intervista a pronunciare il classico ‘mai dire mai’ e a garantire “pieno impegno per rimettere in carreggiata il centrodestra a Magenta”. Noi, pur credendo ad un possibile contributo alla causa da parte del due volte primo cittadino, consideriamo un suo ritorno sostanzialmente al pari del calcio mercato estivo dove si dicono e si scrivono, spesso e volentieri, parole in libertà.
Primo motivo a rendere oggettivamente impossibile il ritorno di Del Gobbo è dettato dalla non coincidenza temporale tra il suo mandato regionale e le comunali. Del Gobbo, sempre che la Giunta Maroni arrivi alla naturale scadenza, siederà in Consiglio regionale sino alla primavera del 2018, mentre a Magenta si voterà un anno prima. Perché mai, dunque, dovrebbe lasciare il suo scranno per tornare ad occuparsi della città? Debito di riconoscenza? Non ci crediamo proprio, perché in politica, tanto più a certi livelli, non c’è spazio per i sentimentalismi.
Pertanto, una sua eventuale disponibilità, significherebbe che a Palazzo Pirelli qualcosa non è andato per il verso giusto.
Ma se anche si dovesse materializzare questa situazione, non ci sentiamo di scommettere un euro su un “Del Gobbo 2”. Semplicemente perché all’interno del suo percorso di maturazione politica sarebbe più che naturale pensare di continuare a frequentare gli ambienti milanesi o perché no, pensare ad un seggio a Montecitorio (non si sa se con l’NCD o con quello che ci sarà..).
Vi è poi un’altra ragione che Del Gobbo, da politico intelligente e navigato qual è non ammetterà mai, ma che senz’altro avrà già considerato con attenzione.
I ‘revival’ sono sempre operazioni complesse e in cui c’è molto da perdere e pochissimo da guadagnare.
Nel 2002 Del Gobbo prese in mano una città che era praticamente a terra. Sette cantieri aperti, un anno di commissariamento….Certo, l’impresa era improba ma visto che Magenta era all’anno zero – benché ci sia qualcuno che sostiene che quando si tocca il fondo si può sempre iniziare a scavare… – non si poteva che crescere. E lui in questo con la sua squadra di governo è stato molto bravo. Tant’è, che proprio l’altro giorno, un politico della Sinistra attuale, ci confermava questa impressione e concludeva dicendo: “E’ stato bravo perché si è fatto volere bene da tutti, anche da quelli che stavano dall’altra parte…”.
Insomma, perché mai Del Gobbo dovrebbe rischiare di offuscare l’immagine di ‘Sindaco di tutti e del fare’ che si è costruito agli occhi dei Magentini e di tutto il territorio? Perché il giorno dopo la vittoria – che ad opinione di chi scrive sarebbe comunque certa – ci sarebbe il problema di governare. E qui dobbiamo citare il vice sindaco Paolo Razzano che ha la delega al bilancio e ben conosce la situazione attuale dell’erario magentino: “Con 15 milioni di euro in meno nessuno ha la bacchetta magica…”.
E allora perché quella boutade? Semplice, prendendo a prestito una metafora del calcio che tanto ama il nostro Del Gobbo, quando i tifosi di una squadra (il centrodestra di Magenta ndr) sono a terra, per tirarli un po’ su di morale (anche solo per qualche momento), può bastare fare circolare il nome di qualche acquisto importante. Chiacchiere da calcio mercato appunto…

Fabrizio Valenti

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