Il Proust del MeseLe Nostre Rubriche

Il Proust di novembre con Vittorio Lanzetti, a cura di Franca Galeazzi

 

Vittorio Lanzetti è stato Medico internista per 33 anni presso la Medicina del ‘Fornaroli’, poi direttore medico dell’U.O. di Medicina interna del ‘Cantù’ di Abbiategrasso. Vicesindaco per 4 anni e per 14 assessore ai Servizi Sociali a Corbetta. Impegnato nel volontariato, è stato cofondatore della copp. per minori ‘Arimo’, è membro del Direttivo di ‘Non solo Pane’, dove si occupa in particolare dell’attività dell’ambulatorio di comunità intitolato ad Elena Sachsel.

Il tratto principale del suo carattere?

Arrivato ad un certo punto della mia vita mi sono accorto che, contrariamente a quanto pensava la mia zia Egidia, non ero una bella persona. Ero pigro, egoista, inutilmente polemico tendente all’iracondo e, soprattutto, poco rispettoso delle altrui sensibilità. Ragion per cui, per evitare di essere ricordato come tale e di morire solo e abbandonato da tutti, ho deciso, anni fa, che era venuto il momento di cambiare. Ci sto ancora lavorando, è un work in progress. Lascio agli altri giudicare i risultati dei miei sforzi .

La qualità che preferisce in un uomo?

La coscienza dei propri limiti e l’autoironia. In altre parole l’onestà intellettuale .

E in una donna?

Perché una donna dovrebbe avere qualità differenti da un uomo ? Se, però, proprio devo dirne una, mi piacciono le donne che amano la buona cucina e che amano ridere soprattutto se le battute sono le mie .

Il suo principale difetto?

So di non godere di buona stampa. Mia moglie (che nota bene è emiliana) sostiene che io sia una delle massime espressioni del detto napoletano “chiagne e futte”. Qualcuno, spregiosamente, mi chiama Piccolo Lord o sostiene che io abbia la sindrome del figlio unico (che non sono). Circolano leggende metropolitane su un mio presunto brutto carattere tendente all’incazzoso. Naturalmente sono tutte fakes news e cattiverie belle e buone , o quasi . Io, in realtà, sfioro la perfezione . O almeno ci sto lavorando da anni per arrivarci …

Il suo sogno di felicità?

L’Inter che batte la Juve in una finale di Champion e Salvini accudito da una badante nigeriana .

Il suo rimpianto?

Non aver mai imparato a suonare uno strumento musicale, né a sciare senza paura. Dimenticavo: non essere mai riuscito a scrivere un libro quando non era di moda farlo .

Il giorno più felice della sua vita?

Spero domani. Devo però dire che la sera del 22 maggio del 2010 mi sono sentito molto felice. Se la domanda fosse stata sul giorno più fortunato, avrei invece risposto, senza incertezze, quello in cui ho incontrato mia moglie.

E il più infelice?

Quando è mancato mio padre, perché non sono riuscito a stargli vicino come avrebbe meritato .

L’ultima volta che ha pianto?

Lo devo proprio dire? Quando è morta la mia gatta. Non accetto commenti o ironie.

La sua occupazione preferita?

Farmi gli affari altrui, qualche volta anche in senso positivo. D’altra parte sono un medico e faccio volontariato. E poi leggere (divoro i gialli da qualsiasi latitudine provengano ) e praticare gli sport di fatica (di recente ho scoperto la canoa) .

Materia scolastica preferita?

Ero bravino a fare i temi . Al liceo avevo messo su un giretto per cui facevo i temi alle ragazze carine delle altre classi e glieli passavo al cesso durante l’intervallo. Nonostante questo, non sono mai riuscito a concludere niente … nel senso che lascio immaginare, ovviamente. Ero bravo anche in Storia. Il mio professore, dopo una interrogazione, mi disse che avevo una fantasia da far invidia agli scrittori di libri storici. Insomma, al liceo ero un disastro su tutta la linea …

Autori preferiti?

Recentemente ho scoperto Kent Haruf con la sua ‘Trilogia della pianura’ ed Elisabeth Strout con la sua ‘Olive Katteridge’ . Però, sul comodino, tengo da tempo immemorabile le ‘Lezioni Americane’ di Italo Calvino ( il capitolo sulla leggerezza mi sono imposto di rileggerlo una volta l’anno ) ed un libricino di Carlo M. Cipolla dal titolo ‘Allegro ma non troppo con le leggi fondamentali della stupidità umana’ . A questi si è aggiunto di recente un librino di Gianrico Carofiglio : ‘Con i piedi nel fango . Conversazioni su politica e verità’, che riflette il mio modo di intendere la politica .

Libro preferito?

Ne sparo tre : ‘Il maestro e Margherita’ di Bulgakov , ‘La Montagna incantata’ di Thomas Mann e ‘ l’Insostenibile leggerezza dell’essere’ di Milan Kundera .

Attore e attrice preferiti?

Il duo Paul Newman e Robert Redford di tanti film degli anni 70 mi è rimasto nel cuore . Tra le attrici ammetto una passione senile per Naomi Watts e Miriam Leone che, secondo me, oltre che molto bella, anche troppo , è molto brava .

Film cult?

Blade runner’, ‘Barry Lyndon’ e ‘Il mucchio selvaggio’. Anche se potrei rivedere mille volte tutta la serie di Peppone e don Camillo .

La canzone che canta sotto la doccia?

Sotto la doccia non canto. Se mai dovessi farlo, canterei ‘ Generale’ (ora e sempre De Gregori ) oppure ‘Una vita da mediano’ di Ligabue, nelle cui parole mi sono sempre ritrovato .

Colore preferito?

L’azzurro intenso con gradazioni di viola e oro, anche se il semplice abbinamento col nero mi ha conquistato il corazon dall’età di 8 anni .

Fiore preferito?

Il tulipano e i fiori della magnolia che sbocciavano a maggio nel cortile della mia scuola, bianchi come i capelli della mia maestra .

Città preferita?

Credo che Roma, pur con tutti i suoi difetti , resti una delle città più belle al mondo .

Personaggio storico più ammirato?

Ogni età ha i suoi eroi : Tex Willer, Garibaldi, il Che, Mandela . Però, non sarei onesto, se non ammettessi che il principe Milito e Mou occupano uno spazio non indifferente nel mio personale Pantheon .

Personaggio politico più detestato?

Non faccio nomi. Ma detesto chi divide, discrimina e manipola le persone e la verità per il proprio tornaconto, creando capri espiatori, promuovendo l’ignoranza, la paura e la diffidenza . Anche chi usa la politica come ascensore sociale o al solo scopo di favorire la propria carriera politica riaccende in me “quello spirto guerrier ch’entro ( ancora ) mi rugge”.

Il dono di natura che vorrebbe avere?

La sensibilità artistica e la velocità e resistenza per vincere i 400 metri alle Olimpiadi .

Se dovesse cambiare qualcosa del suo fisico, cosa cambierebbe?

Avendo la scoliosi dall’età di 8 anni, è presto detto .

Stato d’animo attuale?

Ovviamente non può prescindere dalla pandemia che stiamo vivendo. Mi sforzo di non aver paura della paura ( la frase è di Roosvelt ). La paura è naturale e utile. Ci rende consapevoli, ci aiuta a difenderci, ci stimola ad essere coraggiosi con intelligenza . Ma non ci deve spegnere. Dalla presa d’atto della nostra fragilità deve partire una voglia di resistenza fatta di piccoli assaggi di vita, senza rinunciare a tessere e mantenere relazioni, ricordando sempre che chiudere la porta di casa e limitarsi a sopravvivere, dimenticando che fuori esistono la propria gente, gli amici , il prossimo, significa svuotare la vita del suo significato più profondo .

Le colpe che le ispirano maggior indulgenza?

Quelle d’amore (quando non si confonde con la violenza e il possesso )e quelle dovute alla miseria ( non solo economica ).

Come vorrebbe morire?

E chi ha detto che debba necessariamente morire? Se proprio dovrò, spero che avvenga in corsa, con tanti progetti e desideri ancora sul tavolo e tanta gente intorno .

Il suo motto?

Si sarà capito che amo il calcio. Lo considero spesso una metafora della vita . Quindi mi piace ricordare e far mio il motto dei tifosi del Liverpool : “ You’ill walk never alone”. Tu non camminerai mai solo.

A cura di Franca Galeazzi

 

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