Il Proust del mese con la dottoressa Luciana Parola

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    Il tratto principale del suo carattere?

    Direi la vitalità, Sono sempre pronta a ripartire anche dopo momenti difficili, e  la tolleranza.

     La qualità che preferisce in un uomo?

    La capacità di ascoltare, qualità rara in generale, ma soprattutto negli uomini.

    E in una donna?

    La determinazione e l’assertività, termine, quest’ultimo, un po’ abusato ma che mi piace molto, perché descrive la capacità di affermarsi senza diventare aggressivi. Non amo le donne che, raggiunto un traguardo, affermano il proprio potere con arroganza e aggressività.

     Il suo principale difetto?

    La fretta. Faccio fatica a rassegnarmi all’idea che non si può fare tutto. Con gli anni però sto migliorando.

     Il  suo sogno di felicità?

    Sentirmi in armonia con me stessa. Da  ciò deriva lo stare bene con gli altri e la capacità di affrontare i problemi.

    Il suo rimpianto?

    Non aver accettato una borsa di studio negli Stati Uniti appena dopo la laurea. Sarebbe stata una bella esperienza. Ora mi rendo conto che un anno in una vita non è poi così lungo, a quei tempi mi sembrava troppo.

    Il giorno più felice della sua vita?

    Ci sono momenti felici, e sono quelli in cui si prova amore per qualcuno o ci si sente in grande sintonia, o, ancora, quando si fa qualcosa che rende felice altri. Se proprio devo scegliere un giorno, direi la nascita di mia figlia Giulia, circondata da tutti i miei cari, con un tramonto infuocato, in una giornata limpida di fine ottobre.

    E il più infelice?

    Quello della perdita di una persona con cui avrei voluto  ancora confrontarmi, discutere, ridere o piangere.

    L’ultima volta che ha pianto?

    Al matrimonio di mia figlia. Di gioia.

     La sua occupazione preferita?

    Amo  il mio lavoro, soprattutto il lavoro di gruppo, il confronto con i colleghi, l’insegnamento ai giovani. Mi entusiasmo ancora per i nuovi progetti che migliorano la qualità dell’assistenza ai nostri bambini. Ho un gruppo di medici e infermieri meravigliosi che condividono il piacere di fare cose nuove.  Al di fuori del lavoro, il canto corale, la lettura, le passeggiate in montagna, i viaggi.

    Materia scolastica preferita?

    Matematica. Sono stata a lungo indecisa se iscrivermi a Matematica o a Medicina. Poi ho scelto. Non saprò mai se ho fatto bene, ma la vita è così.

    Autori preferiti?

    Se devo proprio scegliere direi  Italo Calvino,  Grande innovatore e grande pensatore. Le sue “Lezioni americane” sono sul mio comodino. Ogni tanto vanno rilette, soprattutto l’illuminante capitolo sulla leggerezza.  Recentemente ho scoperto la letteratura americana contemporanea: John  Williams, Kent  Haruf, Elizabeth Strout. Mi piacciono perché raccontano l’eroismo delle vite normali.

    Libro preferito?

    Sono tanti, cito l’ultimo che mi è piaciuto immensamente: “In fuga” di Alice Munro.

    Attore  e attrice preferiti?

    Claudia Cardinale nel Gattopardo. Bellissima.George Clooney  in “Michael Clayton”. Lo sguardo della persona convinta di aver fatto la cosa giusta, durante il giro in  taxi nella scena finale del film, è commovente e indimenticabile.

     Film cult?

    “Fandango”, per i ricordi collegati al momento in cui l’ho visto. La scena del ballo  con la musica di Pat Metheny  mi emoziona ogni volta che la rivedo.

     La canzone che canta sotto la doccia?

    Non canto sotto la doccia.

    Colore preferito?

    Il verde. Rasserena.

     Fiore preferito?

    Ultimamente le orchidee mi hanno dato soddisfazione, difficili da coltivare, ma quando fioriscono sono di una bellezza ed eleganza uniche.

    Città preferita?

    Milano. Sempre più bella.

    Personaggio storico più ammirato?

    Visto che sono una donna, cito le donne che hanno portato innovazioni nella scienza, come Marie Curie o Rita Levi Montalcini, le grandi scrittrici o poetesse, come Virginia Wolf ed Emily  Dickinson. In campi diversi hanno espresso tutta la loro creatività.  Ritengo la creatività un aspetto fondamentale di una vita soddisfacente.

     Personaggio politico più detestato?

    In questo periodo molti, non voglio citarli, sarebbero troppi.

    Il dono di natura che vorrebbe avere?

    Sono molto intonata e canto in un coro, ma sono assolutamente negata per il ballo. Provo autentica gioia quando vedo bravi ballerini, mi piacerebbe tanto saper ballare.  Dicono che si possa imparare, ma non è vero, è un dono di natura.

    Se dovesse cambiare qualcosa del suo fisico, cosa cambierebbe?

    Niente, mi vedo così da sempre, sarebbe davvero brutto essere diversa.

    Stato d’animo attuale?

    Sereno variabile.

     Le colpe che le ispirano maggior indulgenza?

    Le bugie. Non si possono evitare e chi pensa di non dirle si sbaglia.

    Come vorrebbe morire?

    Rapidamente, dopo una giornata vissuta intensamente e amorevolmente,  come se fosse l’ultima.

     Il suo motto?

    Nessun motto, ma citerò una frase che diceva la mia nonna  e che ho fatto mia :“Un bel  tacer non fu mai scritto”. Mi sembra  appropriato per l’epoca in cui viviamo.

     

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