Storia e Radici

Il primo centro commerciale in Italia: ‘La contrada da veder’ (1832)

Non è un caso che, negli arredi che l’avvocato Filippo Maria Gray De Cristoforis-Piantanida lasciò al Comune di Turbigo, insieme alla villa, ci fossero anche alcune stampe della Galleria De Cristoforis di Milano (vedere foto). L’Amministrazione Paratico aveva acquistato (1970) per cento milioni di vecchie lire, l’intero complesso composto dal palazzo prospiciente via Roma e la villa ottocentesca. Non solo, l’avvocato aveva venduto al Comune – ad un prezzo inferiore del valore commerciale – la sua possessione, ma aveva donato tutto quanto c’era nelle stanze e nel giardino. Gli arredi con tele degli avi, delle opere realizzate tra cui, appunto, la galleria De Cristoforis. Fu inaugurata il 29 settembre 1832, la cosiddetta “contrada da veder” voluta dai fratelli De Cristoforis, sull’esempio dei passages parigini: erano le “coronarie” della città, due arterie lunghe 150 metri con tre ingressi, dalle cui volte in vetro scendeva una luce riflessa che si infiltrava nelle vetrine dei settanta negozi e rimbalzava su quattro specchi che erano stati sistemati all’incrocio delle due “coronarie”. Un unicum a Milano, ma anche in Italia, dove le anime semplici si sentivano in dovere di togliersi il cappello e quelle devote di accennare ad un segno della croce, come se entrassero in chiesa, come se incontrassero il marchese per strada. Un segno di riverenza al primo centro commerciale italiano. In quel lungo budello largo non più di sette metri (le ‘coronarie umane’ sono 3,5 millimetri e con il tempo il diametro diminuisce sempre più grazie al colesterolo e la fumo delle sigarette). C’erano i caffè, le pasticcerie: un vero salotto della Milano d’antan! Nel 1867 avvenne l’inaugurazione della galleria Vitorio Emanuele e la galleria De Cristoforis divenne la ‘galleria veggia’ e scivolò lentamente nel dimenticatoio fino a quando, negli anni Trenta del Novecento, fu demolita. La storia, con il riconoscimento all’intelligenza dei suoi avi che, per primi, ebbero l’idea di creare un attimo di pausa e raccoglimento nella metropoli già allora pulsante di vita, è in corso di elaborazione. L’autore è l’architetto Tomaso Gray De Cristoforis (1957) che sta lavorando da anni ad una pubblicazione sulla famosa galleria (della quale possiede i disegni originali), una vera innovazione al tempo, per la mélange di commerciale e residenziale, con copertura a vetro e illuminazione a gas. Un progetto veramente innovativo che portò grossi guadagni alla famiglia e anticipò di un anno un’opera del genere a Parigi.

 

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