Il PD & la questione ‘Moschea’: “Chi si sente accusato si difenda senza infangare l’avversario politico”

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    MAGENTA RICEVIAMO & PUBBLICHIAMO  – “Quanto sta avvenendo in queste ore, tra accuse e smentite incrociate  dopo le dichiarazioni rilasciate ieri da esponenti della comunità islamica, non ci lascia indifferenti. In particolare, non possiamo fare a meno di rilevare che il vicesindaco, in aperta contraddizione con quanto ha sempre dichiarato pubblicamente, viene additato come garante della realizzazione di un centro islamico a MagentaE’ legittimo che chi si sente destinatario di accuse gravi cerchi di tutelare la propria reputazione e si difenda con ogni mezzo. D’altra parte, le dichiarazioni sono circostanziate e non possono certo essere respinte come frutto di una strategia orchestrata da improbabili manovratori.

    Magenta – L’incontro tra una rappresentanza della comunita’ mussulmana e gli esponenti del PD, presente anche la consigliera comunale Silvia Minardi di Progetto Magenta
    foto Roberto Garavaglia

    Il Partito Democratico di Magenta respinge con forza i maldestri tentativi – cui abbiamo assistito da più fronti in queste ore, anche da parte di alcuni esponenti della Lega Nord locale – di indicarlo come responsabile di complotti e macchinazioni.  Non permetteremo che il buon nome della nostra formazione e di tutte le persone che ogni giorno si impegnano con passione e dedizione per la comunità venga infangato da calunnie. Fino a ieri, dalle file della Lega, si levavano polemiche scandalizzate in reazione all’incontro che abbiamo avuto, nella nostra sede, in maniera trasparente, con rappresentanti della comunità islamica.  Oggi, in quelle stesse fila, deve serpeggiare un certo imbarazzo, dopo la notizia che un analogo incontro è avvenuto, con modalità discutibili, più di un anno fa, in piena campagna elettorale.  Ma gettare discredito sull’avversario politico non aiuta a uscire da una posizione scomoda. Il tempo é sempre galantuomo e saprà confortare chi sa di essere dalla parte della verità”.

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