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Il mio mondo (eco)bio: il segreto per colorare i capelli senza rovinarli- di Cristina Garavaglia

 

Oggi vi voglio introdurre, per chi non lo conoscesse, nel magico mondo dell’hennè e della colorazione veramente naturale dei capelli.

Probabilmente ne avrete sentito parlare, anche perché le aziende cosmetiche più in voga si sono ormai accorte del boom e stanno proponendo le loro miscele (carissime) nei saloni professionali, di cui sinceramente mi fido pochino e vi spiegherò il perché.

Innanzitutto di che stiamo parlando? E soprattutto è vero che l’hennè può essere utilizzato per colorare i capelli senza rovinarli?

Ebbene sì, l’hennè può essere utilizzato per colorare i capelli permettendo allo stesso tempo di non danneggiarli, anzi di prendercene cura in modo del tutto naturale secondo ricette vecchie di secoli.

Iniziamo dall’ABC: il termine hennè o henna si riferisce alla sola polvere, utilizzata anche per i tatuaggi di cui vi ho già parlato (i famosi Mehandi), ottenuta dalla macinazione delle foglie di una pianta diffusa dal Nord Africa fino all’India, chiamata Lawsonia Inermis.

Come dicevo, la Lawsonia è utilizzata, sin dall’antico Egitto, per la cura e per la colorazione dei capelli (ma anche per la tintura dei tessuti) e conferisce un colore rosso, più o meno evidente, a seconda del colore di base dei capelli, della frequenza di utilizzo e dal paese di origine della pianta.

Tranquille però che grazie all’utilizzo di altre piante tintorie (=coloranti, del tutto naturali) è possibile raggiungere colorazioni diverse dal rosso, dal biondo fino al nero, e per farlo esistono in commercio alcune miscele già pronte reperibili in bioprofumeria e online.

 

Tra l’altro, con l’esperienza è possibile ricorrere a dei mix personalizzati in relazione alla colorazione desiderata ed al colore dei capelli, così come è possibile avvicinarsi all’argomento grazie ai tanti gruppi esistenti su facebook che trattano il tema, sia italiani che francesi.

Ed è stato proprio così che, ben tre anni fa, grazie alle ragazze del gruppo “Passione Hennè”, decisamente più esperte di me nell’uso delle erbe, ho imparato a giocare con le erbe tintorie tra il rosso cupo, il bordeaux e il viola, gli unici colori che posso ottenere data la mia base castana medio scura.

Per chi invece non volesse colorare, ma solo curare i capelli, è possibile utilizzare il cosiddetto hennè neutro (anche se in realtà non si chiamerebbe così, ma noi lo faremo per non complicarvi la vita).

Nello specifico si tratta di piante diverse dalla Lawsonia e precisamente della Cassia Obovata o Italica e del Sidr, che possono essere utilizzate per coccolare i capelli senza colorare e che potete trovare anche in erboristeria. Nel caso foste biondo chiaro o decolorate tra le due vi consiglio spassionatamente il Sidr che non tende a scurire il capello.

 

Ma torniamo a bomba: è possibile colorare senza rovinare i capelli?

 

Assolutamente sì, vi basti sapere che l’hennè, rilasciando sui capelli il suo pigmento tintorio (il Lawsone) non ne altera la struttura, cosa che invece le tinte fanno.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Semplificando si potrebbe dire che le tinte sfibrano le nostre chiome perché il loro funzionamento si basa sul sollevamento forzato delle cuticole con sostanze alcaline, in modo da penetrare nella struttura del capello per poter schiarire la melanina di cui è composto (con un’ossidazione) ed infine collocare il pigmento della tinta. Di fatto per funzionare sono necessari: un agente colorante, un agente alcalino e perossido di idrogeno, insomma più o meno un laboratorio (petrol)chimico in testa.

In poche parole, un disastro annunciato per i nostri poveri capelli che per essere sani e forti devono avere le cuticole rigorosamente sigillate e soprattutto perché i capelli hanno pH acido e non possono essere trattati con sostanze basiche, sigh.

Il fatto che sembrino lucidi dopo la tinta è dovuto solo al silicone utilizzato successivamente, non illudetevi, così è purtroppo.

Diversamente, i pigmenti veramente naturali si depositano sopra al capello, legandosi alla cheratina di cui è composto, riempiono le squame (e le chiudono), colorandolo e rendendolo più sano, lucido e corposo.

 

E a proposito apro una bella parentesi e so già che riceverò gli accidenti di molti parrucchieri e non solo, ma non mi sembra corretto star zitta: non esistono tinte naturali, anche se la pubblicità ve le propone così, perché tutte le tinte contengono elementi di sintesi che naturali ovviamente non sono.

 

Tra l’altro oggi le tinte vengono proposte come più delicate perché senza ammoniaca, peccato che sia tutto sbagliato e tanto per cambiare cito Zago che ne ha parlato recentemente a Veleni Quotidiani su SkyTG24.

 

Se avete fatto almeno una volta nella vita una tinta per capelli vi avranno proposto le famose tinte senza ammoniaca. Ma l’ammoniaca è davvero un problema? Ha un cattivo odore e la usiamo in casa per pulire vetri e pavimenti, potremmo pensare che mettersela in testa non sia il massimo. Ma con cosa la sostituiscono? Con una sostanza peggiore: la monoetanolammina. Basta guardare le schede di sicurezza dei singoli ingredienti. L’ammoniaca è nociva se ingerita. La monoetanolammina? Nociva se ingerita, nociva se inalata, nociva se a contatto con la pelle. E quando facciamo una tinta per capelli il contatto con la pelle c’è sicuramente. A differenza dell’ammoniaca la monoetanolammina è inodore e quindi non ci accorgiamo di quello che stiamo respirando”.

 

Non solo ma, già nel 2011, “Il Salvagente” aveva smascherato su 8 campioni analizzati (basta una ricerca veloce su Google per verificare quanto sto dicendo) ben 5 tinte definite come naturali, promuovendo solo quelle a base di hennè ed erbe tintorie, perché contenenti il 100% di prodotti esclusivamente vegetali. Tutte le altre invece, seppur pubblicizzate come naturali, in realtà non lo erano.

 

Tradotto: se pensate di usare una tinta pubblicizzata come naturale, mi spiace ma non è vero ed è bene saperlo per decidere se utilizzarla in modo consapevole.

 

Di naturale veramente esiste solo l’hennè e le altre erbe tintorie.

 

Vi devo anche dire, per onestà intellettuale, che il processo di colorazione con l’hennè non garantisce le stesse colorazioni della tinta chimica, ma ha il vantaggio di proteggere le nostre chiome e di offrivi risultati personalizzati.

 

Così come non è possibile schiarire il vostro colore naturale, semplicemente perché sarebbe necessario depigmentare il capello, situazione possibile solo con elementi di sintesi.

 

E vi devo anche avvisare che l’hennè non scarica come le colorazioni sintetiche, ma al contrario, applicazione dopo applicazione, dà luogo al fenomeno noto in gergo come stratificazione, con il risultato di ottenere una colorazione sempre più scura, sulla parte trattata, rispetto a quella di partenza e della ricrescita.

 

Tradotto: il rosso permane e l’unico vero modo per rimuoverlo è tagliare la parte trattata, quindi state bene attenti a ciò che desiderate, perché potreste ottenerlo (cit. Le nebbie di Avalon).

 

Ma la vera domanda è l’hennè copre i bianchi?

 

Certo che sì, io ne sono la prova vivente visto che i miei capelli non toccano una tinta chimica da ben tre anni e di certo non vado in giro con i bianchi.

 

Altro argomento molto importante riguarda la scelta dell’hennè da utilizzare, soprattutto volendo escludere la presenza di picramato (sodio picramato o picramate), che in breve può essere definito come sostanza fortemente allergizzante, teratogena (= dannosa per il feto) e sospettata di essere cancerogena ad alte percentuali.

 

Il consiglio è ovviamente quello di leggere l’etichetta, che deve riportare solo Lawsonia inermis ed altre eventuali piante nel caso delle miscele tintorie.

 

In caso di dubbio, allergia anche potenziale, gravidanza e allattamento, sarebbe bene utilizzare esclusivamente prodotti puri (e certificati in UE), senza picramato.

 

Purtroppo c’è da dire che spesso gli hennè addizionati con picramato sono utilizzati nei saloni professionali, perché riducono i tempi di posa, ed è questo il motivo che mi fa storcere il naso di fronte al boom dell’hennè che ha colpito (perché è chiaramente un business) anche le case cosmetiche più famose.

 

Ma per fortuna non tutti i parrucchieri sono così, perchè utilizzano erbe esclusivamente pure e prive di picramato.

 

Solo nella zona di Milano che è quella più vicina a noi vi posso citare ben tre saloni sicuri: Rella’s Eden (Milano quartiere Isola) della mia cara amica Rella, che oltre ad essere una brava professionista è anche una persona eccezionale, Gianna Longo Daily Spa (Milano zona San Siro) e Spa per Capelli di Michele Rinaldi (Senago).

 

Ma visto che Ticino Notizie non è letto esclusivamente nella nostra zona, vi suggerisco anche altri saloni gestiti da persone fidate che ho avuto modo di conoscere: Veby style Cremona e Veby style Brescia dell’amica Mariarachele, Kiki bio hair spa & beauty (Bari), Glamour Parrucchieri (Maltignano – Ascoli Piceno) e Cinzia Parrucchieri (Vasto – Abruzzo), dove potrete trovare il mio carissimo amico Damiano che oltre ad essere veramente bravo è anche simpaticissimo.

E mi allargo un attimino per dirvi che pure a Londra potrete fare l’hennè in sicurezza da GA Wimbledon Park dove troverete l’italianissimo Gennaro.

 

Ecco se il mondo dell’hennè vi affascina, ma allo stesso tempo vi incute timore vi consiglio spassionatamente di farvi coccolare da loro, mi ringrazierete.

 

Se invece volete seguire il mio esempio che ho fatto di testa mia (tanto per cambiare), dopo aver acquistato il tutto in bioprofumeria, vi posso dire che preparare l’hennè non è poi così complicato, basta leggere le istruzioni sulla confezione (che devono essere in italiano mi raccomando), aggiungere acqua calda alle polveri, attendere il tempo indicato per la posa al calduccio, magari leggendo un buon libro ed il gioco è fatto.

Per chi invece volesse semplificarsi la vita, consiglio le cosiddette miscele tintorie, le più gettonate Khadì, Phitofilos e Radico che offrono un’ampia gamma di colori, adatti alle proprie esigenze.

 

Per vostra sicurezza aggiungo che, prima di utilizzare qualsiasi erba per la prima volta, sarebbe bene effettuare una prova allergica (patch test, lo stesso che dovreste fare per la tinta, ma che quasi nessuno fa).

Basta applicare un po’ di pastella sulla parte interna dell’avambraccio, per lo stesso tempo di posa che fareste sui capelli, in modo da osservare eventuali reazioni anomale dopo 72 ore, in assenza delle quali è possibile utilizzare il prodotto in questione con relativa tranquillità, senza mai eccedere con la durata della posa, che oltre ad essere inutile potrebbe irritare la cute. Ovviamente in caso di rossori o bruciore e prurito è raccomandato non applicare l’hennè ed approfondire il discorso con l’allergologo.

Sempre per vostra sicurezza vi segnalo che in caso di favismo non è possibile utilizzare né hennè né le altre erbe tintorie.

E adesso vediamo se vi ho convinto a passare al lato oscuro lasciandovi alcune foto che mi ha gentilmente regalato Damiano per farvi vedere che esiste un mondo possibile con le erbe tintorie oltre al classico rosso.

Cristina Garavalia

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