Il mio mondo (eco) bio- Tempo di castagne per i capelli, sigh

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    Oggi vi voglio parlare di un tema di estrema attualità, sia per tranquillizzarvi sia per potervi fornire spunti utili per risolvere il problema laddove possibile: la temuta caduta dei capelli autunnale che accompagna il periodo delle castagne per moltissime donne. Dico donne semplicemente perché nella maggior parte dei casi negli uomini la caduta è dovuta ad alopecia androgenetica e non è affatto stagionale, purtroppo, ma ovviamente chi non avesse questo problema può benissimo leggere l’articolo.

    Inizio con il dirvi che la caduta in autunno è normalissima e soprattutto che è fisiologica (e tranquilli che durerà fino a gennaio), ergo non avete nulla da temere.

    Vi riporto un dato interessante che forse non sapete: ogni giorno perdiamo mediamente dai 50 agli 80 capelli e spesso ce ne accorgiamo solo quando li laviamo o pettiniamo, quando in pratica agevoliamo il distacco di quelli che sarebbero comunque caduti a breve, anche se ovviamente il fenomeno è molto evidente in caso di capigliatura riccia, visto che i ricci vengono pettinati solo con il balsamo o la maschera in posa (od almeno spero che lo facciate solo in questa fase).

    Altro dato interessante riguarda il fatto che, in condizioni normali, circa l’85% dei capelli si trova in fase di crescita (fase Anagen), il 5% in fase di riposo (fase Catagen) ed il restante 10% in fase di eliminazione (fase Telogen), al termine della quale, dopo circa tre mesi, il capello si stacca spontaneamente e cade, mentre la velocità di crescita varia da 1 cm a 1,5cm al mese, in relazione al soggetto, all’età ed a particolari eventi che possono verificarsi nell’arco della vita, patologie e stress compreso.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Ma indubbiamente in autunno il fenomeno è ben più evidente, semplicemente perché a settembre ci si trova a dover fare i conti con lo stress che i capelli hanno subito in estate per effetto dell’esposizione ai raggi UV, che generalmente portano i bulbi piliferi in fase di caduta, anche se la situazione potrebbe non essere così drammatica qualora aveste deciso di seguire i consigli che vi ho dato questa estate per proteggere le vostre chiome dal sole.

    Altro aspetto da non sottovalutare è il fatto che il ciclo di vita del capello è sincronizzato, al pari degli altri mammiferi che vanno incontro alla muta, con il variare delle stagioni: ciò significa che in primavera la crescita dei capelli è maggiore per poter arrivare in estate con una maggior massa e volume che permetta di proteggere al meglio il cuoio capelluto dal sole (che poi è la vera funzione dei capelli, mica li abbiamo in testa per bellezza visto che la Natura è semplicemente perfetta e siamo stati progettati al meglio), mentre in autunno i capelli in eccesso, non più necessari, vengono eliminati.

    In buona sostanza, in autunno, quando si conclude la fase di crescita dei capelli, il numero di capelli persi al giorno raddoppia, passando dai circa 50 ai 100 al giorno, questo perchè i capelli tendono a raggiungere la massima velocità di crescita in estate, stagione in cui si verifica anche la percentuale più alta di capelli in fase Telogen, che tenderanno quindi a cadere nei tre mesi successivi, ovvero in autunno.

    Ovviamente sto parlando di regole generali, che possono variare da persona a persona ed anche in ragione degli sbalzi climatici che stanno caratterizzando gli ultimi anni, in cui sembra che il clima si stia tropicalizzando, andando ad alterare l’equilibrio delle nostre chiome.

    Così come è importante l’età anagrafica, perché con l’avanzare dell’età il ritmo del rinnovamento cellulare cala ed i capelli crescono meno velocemente, tanto che dopo i 40, e lo si nota soprattutto nelle donne, i capelli tendono a diventare meno folti, corposi e luminosi, complici lo stress, le tensioni quotidiane, la cattiva alimentazione ed i problemi ormonali. Situazione a dir poco spiacevole soprattutto perché per noi donne perdere i capelli significa vedere modificata la propria immagine.

    In realtà è importante sottolineare che ciò che conta non è tanto la caduta dei capelli, che come abbiamo visto in questo periodo è inevitabile, quanto la qualità della ricrescita: di fronte ad una chioma che mantiene nel tempo in modo costante la propria massa, non c’è assolutamente da preoccuparsi per la quantità di capelli persi in autunno od estate.

    Ma di fronte ad una caduta eccessiva che perdura da tempo, è bene indagare perché si potrebbe essere in presenza di un problema di salute del capello e non solo e quindi è buona norma consultare il proprio medico curante per le indagini del caso che possono individuare anemia, carenza di ferro, problemi tiroidei, disturbi ormonali e metabolici che incidono non poco sulla caduta.

    E laddove necessario, è opportuno effettuare una visita tricologica con esame del capello, per verificare il deterioramento strutturale che rende la chioma fine e sfibrata, ed eventuale dermatoscopia, ma mi raccomando solo dallo specialista, non fatevi fregare da chi promette miracoli e non è neppure medico.

    Così come è vero che esistono situazioni patologiche o momenti della vita che incidono sulla salute dei capelli, come disfunzioni alla tiroide, alterazioni del funzionamento dei recettori di insulina, che si possono verificare anche in presenza di accumulo di grasso nell’area del giro vita, tipicamente maschile ma che può comparire nelle donne dopo i 40 anni, parto ed allattamento, in cui il fenomeno della perdita tende a risolversi in 4-12 mesi una volta conclusa questa fase delicata, menopausa, in quanto la carenza di estrogeni condiziona il vigore dei follicoli piliferi, ma anche in questo caso di solito la problematica ha carattere transitorio e con la giusta diagnosi e la corretta terapia la ricrescita è assicurata, disturbi di carattere ormonale di varia natura, che possono incidere sulla salute del capello, assunzioni di determinati farmaci o terapie mediche invasive, carenze vitaminiche, alimentazione squilibrata. Situazioni per le quali è ovviamente necessario rivolgersi allo specialista competente.

    Così come non è possibile trascurare il fattore ereditario, per il quale si può solo fare ahimè prevenzione.

    Stati patologici a parte, per i quali ci si deve rivolgere al medico, per mantenere i capelli in buona salute è estremamente importante seguire una corretta alimentazione, ricca di frutta, verdura e altri cibi che contengono vitamine e sali minerali, nonchè proteine, che forniscono gli amminoacidi fondamentali per la salute del capello, motivo per il quale l’eventuale passaggio ad una alimentazione vegetariana o vegana non deve mai essere improvvisato, ma condiviso con un nutrizionista in grado di suggerire le integrazioni opportune.

    L’alimentazione è infatti molto importante visto che sembrerebbe che il 30% delle donne che perdono i capelli prima dei 50 anni risulta essere ricorsa a diete dimagranti troppo drastiche senza alcun controllo medico, magari a base di beveroni o barrette sostitutive del pasto venduti su internet da guru improvvisati e spacciati per naturali, scelta che oltre che ad incidere sulla salute in generale, non fa assolutamente bene ai capelli.

    Mentre c’è da dire che la maggior parte dei trattamenti e delle lozioni in commercio che promettono miracoli si limitano ad agire sul fusto del capello e non sulla cute, dando risultati temporanei e spesso anche deludenti, e purtroppo molti di questi prodotti contengono siliconi o peggio.

    Così come nessun shampoo potrà mai stimolare la crescita, semplicemente perché il tempo di utilizzo rende praticamente impossibile agli attivi eventualmente presenti di agire a questo scopo, ergo è pura pubblicità per indurvi a spendere i vostri soldini, cosa che francamente mi scoccia parecchio.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Il mio consiglio è piuttosto quello di utilizzare prodotti, possibilmente eco-bio, delicati e dermocompatibili (ossia affini alla cute) per la detersione, di non strafare con i lavaggi, che tendono solo a stressare cute e capelli, agevolando la caduta, di evitare l’acqua bollente e il getto d’aria troppo calda del phon ed ovviamente di stare lontano il più possibile da piastra ed arriccia capelli.

    Per chi volesse dedicarsi qualche coccola a basso prezzo, vi consiglio alcuni oli che possono aiutare la crescita (ma non fanno miracoli ovviamente), alcuni dei quali si trovano facilmente al super nel reparto biologico, da applicare in cute, eseguendo un leggero massaggio, prima dello shampoo per almeno un’oretta: avocado, cocco, jojoba, extravergine d’oliva, ricino, canapa, sesamo o vinaccioli.

    Anche gli oli essenziali (poche gocce mi raccomando), da abbinare ad un qualsiasi olio vegetale, chiamato vettore, possono essere utili per stimolare la crescita, ad esempio: alloro, basilico, bay saint thomas, cedro dell’Atlantide, geranio, lavanda, limone, menta piperita, mirra, nard, rosmarino, salvia. Ovviamente sceglieteli assolutamente biologici e privi di addittivi chimici.

    Ricordatevi però che gli oli essenziali possono essere altamente allergizzanti, quindi sarebbe bene fare una prova allergica prima di utilizzarli (poche gocce mescolate ad un olio vegetale nell’incavo del braccio, per andare a verificare eventuali irritazioni dopo 72 ore) e soprattutto che non devono mai essere usati puri od in gravidanza ed allattamento o su bambini al di sotto dei 3 anni senza parere medico.

    Per chi volesse invece comprare un buon prodotto già pronto, vi segnalo l’olio di amla della Khadì, che è in realtà un oleolito ayurvedico in grado di promuovere la crescita capillare e rinforzare le radici del capello prevenendone la caduta, ma attenzione potrebbe scurire i capelli chiari.

    In sintesi, non c’è da preoccuparsi per una perdita un poco più consistente del solito, ma se pensate di essere di fronte ad una caduta anomala è il caso di interpellare il medico ed evitare il fai da te che è sempre pericoloso.

    Cristina Garavaglia

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