Il Milan insiste “impossibile ristrutturare il Meazza” (Ma possono sempre andare a giocare a Sesto San Giovanni….). #IlMeazzanonsitocca

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MILANO – Ogni volta che sento dire perché non ristrutturiamo San Siro, penso che chi lo dica o non ci ha pensato fino in fondo o non vuole fare niente. Noi o riusciamo a fare un nuovo stadio o lo facciamo da un’altra parte”.

Con questa parole il presidente dell’Ac Milan, Paolo Scaroni, ha aperto la conferenza stampa di presentazione del progetto aggiornato del nuovo impianto sportivo in coabitazione con l’Fc Inter, in vista del dibattito pubblico che inizierà a stretto giro. “Ristrutturare San Siro – ribadisce – per noi è impossibile”.

La nuova proprietà del club rossonero, di recente acquisito da RedBird, “è ancora più convinta di quella precedente – prosegue Scaroni – della necessità che Milano si doti di un nuovo stadio. Loro sono professionisti dello sport, sanno il valore dello stadio e mi stanno dando un supporto tecnico che Elliott non mi dava, perché era un fondo finanziario mentre questo ha come vocazione lo sport”. E da questo punto di vista, ribadisce più volte, “la necessità di un nuovo stadio è ancora più sentita di quanto non lo fosse con l’altra proprietà”.

 

“RedBird ha come vocazione lo sport, mentre Elliott era un fondo puramente finanziario, e sanno il valore economico che garantisce uno stadio, loro stessi ne hanno costruiti”, ha dichiarato ancora Scaroni.

“Il calcio italiano è in picchiata perché all’estero ci sono ricavi nettamente superiori legati agli stadi che garantiscono una maggior disponibilità poi sul mercato dei calciatori”, ha ricordato Scaroni. Il presidente del Milan non ha infine escluso a priori la possibilità che lo stadio non sorgerà nell’attuale area di Milano. “Noi siamo impegnati su San Siro e basta pensare ai soldi già investiti. Noi ci crediamo. Poi è chiaro che guardiamo anche ad altre parti per avere delle alternative, se magari scopriamo che altre localizzazioni hanno dei plus. Siamo aperti a tutto e abbiamo più di una alternativa”, ha concluso.

A giudizio di scrive è perlomeno sospetta la pervicacia con la quale viene portata avanti l’azione tesa ad abbattere lo stadio Giuseppe Meazza di Milano, per tutti San Siro.

Se da un lato è legittimo che Società come Milan o Inter vogliano un proprio stadio di proprietà, è altrettanto inusitata la decisione di abbattere quello che milioni di tifosi è un simbolo del calcio. Un luogo che va oltre il Dio Palla e che ha una valenza storico e culturale notevole. Non si capisce allora perché non individuare un’altra sede per il nuovo impianto, ma soprattutto non si capisce per quale motivo – ci sono anche studi di fattibilità a tal proposito – l’attuale Scala del Calcio non possa essere riammodernata secondo i nuovi dettami del marketing calcistico.

In realtà in questa vicenda la cosa più singolare che nessuno mette in evidenza è il perché Milan e Inter debbano ancora avere uno stadio in coabitazione. Se si deve per forza di cosa – perché quella è la strada a cui porta il nuovo modello di business pallonaro piaccia o non piaccia – infatti, pensare ad stadio di proprietà, allora, logica vorrebbe e imporrebbe che l’Inter debba avere la sua ‘casa’ e idem dicasi per il Milan.

Questo proprio secondo una logica di maggiori introiti. Il fatto che nessuna delle due Società pensi con l’avallo e la complicità del comune di Milano, di salvare il Meazza, lascia sconcertati.  Addirittura senza neanche pensare ad un referendum, visto che viviamo nel Paese in cui si sono organizzati referendum anche per le questioni più assurde e banali.

Ticino Notizie, nel suo piccolo, farà tutto quanto possibile, come strumento di informazione e di pressione affinché l’opinione pubblica rifletta rispetto ad una scelta che consideriamo scellerata e irrispettosa della Storia di Milano e del nostro Paese.

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