Il maestro Pasquale Moro al Cibus di Parma con Claudio Sadler e Alfonso Pepe

    67

     

     

    PARMA – Appunta un’altra medaglia al petto Pasquale Moro, il pizzaiolo di Robecco sul Naviglio campione del mondo 2016 che ieri è stato protagonista al Cibus di Parma.

    Quattro giorni, tremila espositori, oltre un migliaio di alimenti altamente innovativi presentati per la prima volta a Parmafiere. In estrema sintesi ecco l’edizione 2018 di Cibus, il grande evento dedicato all’agroalimentare a tutto tondo, che animerà la città del Teatro Regio fino a domani, 10 maggio con un programma ricco di eventi, seminari, tavole rotonde, cooking show.

    Pasquale Moro, ospite dello stand del pastificio La Molisana (autentico colosso del settore), si è ‘esibito’ assieme a due big del calibro di Alfonso Pepe e Claudio Sadler.

    Specialista dei lievitati e del lievito madre, Alfonso Pepe è un Maestro Pasticciere originario di Sant’Egidio del Monte Albino, in provincia di Salerno. Ė riuscito ad unire la tradizione milanese ai profumi del Sud, arricchendo il Panettone con ingredienti come il limone, l’arancia o il pomodorino Corbarino,

    Claudio Sadler, milanese di adozione, è stato insignito di 2 stelle Michelin col suo omonimo ristorante sotto la Madonnina, ed è uno dei più grandi chef italiani degli ultimi 25 anni.

    Pasquale ha fatto una sorta di ‘jam session’, facendo degustare le creazioni condivise coi suoi colleghi ad un pubblico seleazionato (c’era anche il magentino Marco Selmo, alto dirigente di Carrefour Italia).

    Per la pasta “La Molisana” il 2018 sarà l’anno dell’”attacco” ai mercati europei per incrementare ulteriormente le sue vendite all’estero (oggi in 85 Paesi), che già nel 2017 si sono attestate intorno al 33 per cento del fatturato complessivo.

    03-stabilimento-aerea-esterna-montagne_a

     

    Cibus ha dedicato il 2018  all’innovazione, che è il tema principale di questa edizione. A partire dalla struttura, che si allarga per contenere i nuovi espositori e conta, quest’anno, uno spazio ad hoc per i cibi del futuro. Non solo produzioni futuristiche, ma realisticamente ciò che le nostre tavole si troveranno ad accogliere nei prossimi anni e che in parte fanno già oggi.

    E il fatto che nel cuore di uno degli eventi più importanti nel mondo del food & beverage ci sia stato il pizzaiolo robecchese non può che essere un motivo di autentico orgoglio.

    Articolo precedenteAldo Moro, l’utopia e il cattolicesimo democratico
    Articolo successivoVasco, nuove birre e Freddozzo: venerdì 11 grande festa al Kitchen di Galliate