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Il j’accuse di Giovanni Sartori contro il ministro Kyenge scuote i benpensanti

L’editoriale del Corriere su immigrazione e meticciato, fortemente critico verso il neo ministro, scatena il dibattito

 

Il duro attacco del professor Giovanni Sartori contro il ministro per l’Integrazione, pubblicato ieri a pagina 28 dal Corrierone (fatto che ha piuttosto irritato il prestigioso docente e politologo, anti berlusconiano con tanto di sigillo DOCG), fa discutere il mondo della politica e della cultura.

Sartori ha dato a una lezione di “italiano” al ministro  Cecile  Kyenge. Secondo il Professore,  a quanto pare il ministro non conosce bene la nostra lingua. Così il politologo, polemicamente le spiega cosa significa il termine “meticcio”: “La brava Ministra ha anche scoperto che il nostro è un Paese meticcio. Se lo Stato italiano le dà i soldi si compri un dizionarietto, e scoprirà che meticcio significa persona nata da genitore di razze (etnie) diverse. Per esempio il Brasile è un Paese molto meticcio. Ma l’Italia proprio no. La saggezza contadina insegnava moglie e buoi dei paesi tuoi. E oggi, da noi, i matrimoni misti sono in genere ferocemente osteggiati proprio dagli islamici. Ma la più bella di tutte è che la nostra presunta esperta di immigrazione dà per scontato che i ragazzini africani e arabi nati in Italia sono eo ipso cittadini integrati”. 
E dopo la lezione d’Italiano Sartori conclude con uno sfottò ancora più esplicito e accusa la Kyenge di non conoscere bene la storia e soprattutto di ignorare il fatto che l’integrazione tra etnie diverse non ha mai funzionato. Così Sartori attacca: “Questa è da premio Nobel. Mai sentito parlare, signora Ministra, del sultanato di Delhi, che durò dal XIII al XVI secolo, e poi dell’Impero Moghul che controllò quasi tutto il continente Indiano tra il XVI secolo e l’arrivo delle Compagnie occidentali? All’ingrosso, circa un millennio di importante presenza e di dominio islamico. Eppure indù e musulmani non si sono mai integrati. Quando gli inglesi dopo la seconda guerra mondiale se ne andarono dall’India, furono costretti (controvoglia) a creare uno Stato islamico (il Pakistan) e a massicci e sanguinosi trasferimenti di popolazione. E da allora i due Stati sono sul piede di guerra l’uno contro l’altro”. Sartori anche in chiusura non ha esaurito la scorta di veleno e chiude con una sentenza sul ministro: “Più disintegrati di così si muore”.

Tra le prime reazioni, da registrare quella di Gad Lerner. “Oggi apprendo che per accostarsi alla sua figura prestigiosa non mi sarebbe bastata neanche una laurea in oculistica, quella detenuta da Cécile Kyenge, da lui svillaneggiata perchè tale laurea certificherebbe l’inadeguatezza della ministra sulle materie di cui egli si sente un luminare. Pazienza se per esperienza personale e scelta militante la Kyenge s’è occupata di problematiche dell’immigrazione assai più del professore esperto di sistemi elettorali (nei giorni scorsi s’è offeso a morte pure con Panebianco, Barbera e Parisi che si sono dimenticati di chiedergli una sottoscrizione al loro appello pro- elezione diretta). Spiace che Sartori si lasci trascinare dalla sua medesima prosopopea nella trappola de “La Zanzara”, senza rendersi conto di lasciare per strada quello humour con cui pure in passato mitigava felicemente la sua vanità. Chi gli sta vicino e gli vuole bene, gli dica di smettere. Io non posso perchè, ripeto, non sono laureato”, ha scritto l’anchor man di La 7 sul suo blog.

Una polemica, ne siamo certi, ben lungi dall’essersi esaurita..

Fabrizio Provera

 

 

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