Storia e Radici

Il cuggionese Carlo Garavaglia, virtuoso intagliatore del legno

CASTANESE – Carlo Garavaglia nasce a Cuggiono il 16 aprile 1617 (muore a Milano nel 1663). Scultore e intagliatore del legno va annoverato tra i principali esponenti del barocco lombardo. Sappiamo – dopo le ricerche di Barbara Conti e Dario Rondanini – che ebbe rapporti con il legnanese Giovanni Battista Salmoiraghi (1). Infatti, il 30 dicembre 1633 il Salmoiraghi è padrino al battesimo del figlio dell’intagliatore cuggionese, una coincidenza carica di significati per le reciproche influenze sui percorsi culturali e professionali che conducono tutti a Milano, dove la lavorazione del legno aveva una tradizione millenaria, nella quale va cercato anche l’autore del famoso Crocifisso di Castano Primo.
Carlo Garavaglia è l’autore del maestoso coro ligneo dell’abbazia di Chiaravalle (1645) e del bel complesso corale del monastero olivetano di Villanova Sillaro nel Lodigiano (1647-1648). Ha lavorato molto anche nei paesi del Castanese e, in particolare, sono presenti sue opere ‘riconosciute’ a Busto Garolfo (chiesa dei SS. Salvatore e Margherita, coro ligneo, 1640-41) (2), a Inveruno (chiesa di S. Martino, cappella del Rosario, quindici tavolette raffiguranti i ‘Misteri del Rosario’, 1661) e Cuggiono. Non è escluso che ce ne siano altre, ancora da scoprire. Certo è che, recenti indagini archivistiche, effettuate presso l’Archivio Parrocchiale di Cuggiono, hanno permesso di confermare l’ipotesi secondo la quale l’artista fosse nativo di Cuggiono.
Nel volumetto pubblicato nel 1988 a Inveruno, in occasione del 50° anniversario di sacerdozio di don Luigi Sacchi, Una parrocchia, un cammino di fede, furono pubblicate le foto di alcune tavolette e la seguente lettera: “Nell’anno 1658 la cappella del S. Rosario venne rimodernata ed ornata con un’icona di elegantissima fattura, all’interno della quale sono contenuti i quindici misteri del SS. Rosario con meravigliose, ben composte e proporzionate figure, opera del virtuoso intagliatore Carlo Garavaglia”. Un’opera questa che aspetta ancora uno studio approfondito.
Inoltre, un documento rogato dal notaio Raimondo Marliano, datato 15 settembre 1662, testimonia la presenza dello scultore a Cuggiono e contiene alcuni riferimenti in merito ad un terreno acquistato da Carlo Garavaglia il primo gennaio 1650.
Altri due mandati di pagamenti, rinvenuti nell’Archivio Parrocchiale di Cuggiono, datati rispettivamente 16 ottobre 1656 e 24 novembre 1659, si riferiscono ad un tabernacolo, ora perduto, realizzato dall’artista per la chiesa del paese il cui pagamento avvenne in frumento e vino offerto dagli aderenti alla Scuola del Santissimo Sacramento. In detti documenti il Garavaglia accenna ad un cugino che aveva fatto da tramite tra l’artista e la Scuola.
E’ questa la prima vera prova della presenza in Cuggiono di un ceppo della famiglia Garavaglia che risulta confermata da altri documenti che citano la nascita a Cuggiono di Carlo Garavaglia anche se, è difficile indicare con precisione la paternità (Gio. Battista) e la maternità per la grande diffusione del cognome in paese. Certa è invece l’esistenza del figlio di Carlo, Giuseppe, che continuò nella seconda metà del Seicento l’attività artistica del padre.

FOTO – Il Coro dell’abbazia di Chiaravalle. Nel contratto stipulato il 26 aprile 1645 tra l’intagliatore e l’abate, Damiano Porro, l’artista è indicato come figlio di GIo. Battista abitante a Milano, nella parrocchia di S. Maria Segreta a Porta Vercellina.

NOTE
1 – PAOLA BARBARA PICCONE CONTI-DARIO RONDANINI, Arte lignea a Legnano – scultori ebanisti indoratori tra Cinquecento e Settecento, Società Arte e Storia, Memorie n. 24, 2008. Nato a Legnano il 5 marzo 1589 da Stefano Salmoiraghi e Tommasina Bolzanelli ebbe, probabilmente, una formazione in ambito milanese. Il 30 ottobre 1611 sposò Maria Lampugnani ed entrò così a far parte di una famiglia ben inserita a livello sociale.
2 – P. CAFARO, Busto Garolfo. Una comunità locale tra X e XX secolo, Milano, 1991, pp.155-56; T. BORSA-G. COLOMBO, Omaggio ai nostri tesori. La chiesa parrocchiale di Busto Garolfo. Storia, arte, spiritualità, Olgiate Olona, 2006

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